La verità sulla SCUOLA, vi prego

Ho letto l’Amaca di Michel Serra, quella incriminata che è accusata di classismo. La riporto di seguito anche se ormai è arcinota e probabilmente risulta inutile replicarla.

amacamicheleserra

Dopo ho letto un articolo su Lettera43 di un aspirante prof padovano che riporta le sue esperienze su 5 anni di insegnamento nella scuola veneta, in istituti tecnici e istituti professionali:

Era un’idea romantica, che avevo una decina di anni fa». A. è un giovane professore di 38 anni, nove anni fa fa ha iniziato a lavorare negli istituti tecnici professionali, cinque anni fa ha smesso, oggi dà ragione a Michele Serra. Ha iniziato a fare l’insegnante a Padova, capitale del terziario del Veneto, una grande università, la vita divisa per classe e quartiere delle medie cittadine italiane di provincia. Rispetto ai tanti suoi colleghi, però, A. aveva cominciato con un’idea in testa: insegnare negli istituti tecnici e professionali perché se bisogna insegnare a qualcuno ha più senso farlo alle classi popolari, aiutarle a risalire la scala sociale. […]

Il professionale, la scuola peggiore dove è stato, con buona pace del politicamente corretto, è anche quello dove c’era la più grande percentuale di ragazzi “con problemi”, come viene definito con fredda e inerte vaghezza chi ha bisogno di un insegnante di sostegno: «Su 120 studenti, 20 o 30 dovevano essere seguiti. Non ho mai fatto lezione senza un insegnante di sostegno in classe». Un altro effetto della gerarchia non detta e presentissima nel mondo della scuola. «Deprimersi è facile», ammette, nel migliore dei casi «ti adegui». C’è speranza in chi sognava di insegnare all’istituto professionale? «No, speranzoso,no», risponde con una delle poche certezze. «Non ci sentiamo sostenuti, per l’opinione pubblica siamo quelli dei tre mesi di vacanza, i privilegiati. Un cambiamento verrebbe da un investimento dall’aumento dei salari. In Francia e Germania ci sono prospettive di carriera. Scatti che fanno arrivare a fine carriera a 2.300-2.500 euro, qui dopo 30 anni puoi aspirare al massimo a 1.800 euro», argomenta come tanti altri inascoltati prima di lui. […]

Apriamo una discussione seria sulla Scuola come chiave di accesso alla cittadinanza ed alla vita politica e sociale.
Senza pregiudizi.

Cosa ne pensate?

P.S. sociologicamente è interessante anche un breve trafiletto di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera del 24 aprile.

 

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Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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