Quello scivolone sul merito

 

Bisognerà che prima o poi mi decida a scrivere un post (meglio: una serie di post) sulla meritocrazia e sul merito, in assoluto e nella scuola. Nelle more che ciò avvenga, spiegherò brevemente perché Matteo Renzi non ha chiara l’idea se abbinata al sistema scuola, soprattutto se se ne fa uno spot (l’ennesimo!) demagogico sugli insegnanti.L’errore deriva dal Ministro Gelmini e dalla sua introduzione del merito e della premialità nella Scuola. Idea tendenzialmente accettabile nel mondo del lavoro, assai bizzarra e assurda nella Scuola là dove la si leghi al singolo docente.

Nel dibattito di mercoledì 28/11 Renzi nel presentare la sua idea di Scuola ha ribadito che il merito è un concetto non alieno alla sinistra e che premiare il meritevole è giusto e sacrosanto.

Tralascio tutti i problemi legati alla premialità, al fatto che sia giusto o meno, al fatto che perfino l’art.74 del DLgs 150/2009 di Renato Brunetta che ha ispirato la Gelmini e quindi il Renzi chiarisca che la premialità NON sia applicabile alla Scuola in assenza di decreti specifici e, aggiungo, di una integrazione contrattuale. E trascuro anche il fatto che con troppa faciloneria si dice “valutiamo gli insegnanti”: bello spot pubblicitario, peccato che dietro ci siano difficoltà (indicatori, obiettivi…) per una valutazione oggettiva.

Caro Matteo Renzi, tu nella scuola ci sei entrato soltanto come alunno, per cui sei all’oscuro di quello che c’è dietro una classe! Il lavoro di un insegnante NON può essere frutto della bravura del singolo. La scuola ad oggi è uno di quei luoghi lavorativi dove il lavoro di squadra (dal Collegio Docenti ai consigli di classe) prevale sul singolo senza limitarne l’autonomia. Una buona classe non può essere il frutto di un solo insegnante; un buon alunno non può essere il risultato di qualche ora settimanale con un solo insegnante. La Scuola funziona come i box di una scuderia automobilistica: ci si muove tutti insieme per poter garantire una buona prestazione al nostro ‘campione’.

Ognuno cura una ruota e un particolare, tutti curano l’insieme. Come faccio a premiarne uno solo?

Suvvia Renzi, non cascare nella rete della meritocrazia, delle sanzioni agli ultimi (questo prevede Brunetta), dell’idea medievale della scuola e proponici davvero, se vuoi il mio voto, un piano scuola serio, di crescita, di solidità sociale ed equità lavorativa. L’Europa non ci chiede il merito degli insegnanti, ma ci pone degli obiettivi (quelli di Lisbona, per intenderci) che fanno rima con inclusione, lotta alla dispersione, formazione.

Anche questo ci divide: mi spiace, ma non mi convinci!

 

(post del novembre 2014)

Published by

Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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