massimiliano de conca al IV congresso FLC CGIL

Conoscenza e Costituzione: l’unico binomio possibile

Con l’elezione dell’Assemblea Generale e la conferma di Francesco Sinopoli come segretario generale nazionale, la FLC CGIL è pronta per nuove sfide e nuove battaglie.

Così si è chiuso il IV Congresso della FLC CGIL (17-19 dicembre, a Colli del Tronto), ricco di spunti e di riflessioni, fatto di bilanci e programmazioni di ripartenze, disegnato nelle coordinate della conoscenza e della costituzione.

Nel sito dedicato al congresso troverete tutte le web-cronache, con video e audio integrali di tutti gli interventi, di seguito il testo del mio contributo.

Ad Armando

Il nostro congresso ha un titolo giustamente e volutamente impegnativo perché riassume e rilancia il nostro agire professionale e civile.

Coniugare la Costituzione e la Conoscenza in un’unica frase dalla lettura biunivoca – perché “La Costituzione vive nella Conoscenza” significa anche che la “Conoscenza vive nella Costituzione”- ci ricorda che come lavoratrici e lavoratori del settore della conoscenza, ma soprattutto come cittadini della nostra repubblica, abbiamo un perimetro valoriale nel quale agire e nel quale tendere tutte le nostre azioni. Quello è il nostro impegno.

Ci ricorda sicuramente l’importanza del diritto allo studio, la libertà d’insegnamento, la funzione e la finalità etica dell’insegnamento, in un’unica parola il senso stesso della nostra esistenza civile.

Ci ricorda infatti la sussidiarietà, la solidarietà, il valore umano della pace, il disvalore della guerra e quindi il senso di cittadinanza finalmente liberato dal peso del nazionalismo di cui si parla in questi giorni.

Per questo motivo non ritengo opportuno, come si vuole fare, incasellare il nostro libro dei valori, la carta costituzionale, in una specifica disciplina da insegnare a scuola, umiliata e limitata in un voto che ha poi il volto di un insegnante (e lo dico per esperienza diretta, come ex insegnante di educazione civica della scuola media).

Penso invece che serva una rivoluzione ordinamentale per cui, anziché diventare “materia”, l’insegnamento della cittadinanza e della costituzione sia trasformato in “sostanza” ed “essenza” dell’insegnamento stesso, punto di riferimento trasversale a tutte le discipline, quelle che fanno diventare i nostri studenti dei giovani cittadini.

Il riferimento alla Costituzione ci richiama implicitamente al nostro lavoro di sindacalisti, perché richiama il lavoro su cui si fonda la nostra Repubblica (art.1) , la democrazia e la partecipazione sui posti di lavoro (art.46), il senso del sindacato ed il valore della contrattazione collettiva (art.39).

Per questo mi permetto un’integrazione alla relazione di apertura del segretario nazionale sul tema del rinnovo del contratto nazionale dell’Istruzione e Ricerca, siglato il 19 aprile 2018, per ricordare lo spirito costruttivo con il quale abbiamo affrontato quell’esperienza e quella sfida.

L’abbiamo costruito nei tempi, con l’intesa del 20/21 dicembre 2017, ma lo abbiamo costruito anche nei contenuti, con l’intesa del 30 novembre 2016.

Abbiamo costruito la comunità educante e abbiamo neutralizzato le mance della L.107 che abbiamo riportato nel salario accessorio e nella contrattazione a tutti i livelli; lo abbiamo costruito definendo nuove relazioni sindacali che ci permettono oggi di scrivere nuovi contratti integrativi d’istituto che restituiscono protagonismo alla RSU e nuovi contratti integrativi nazionali come quello sulla mobilità del personale docente, educativo ed ATA coi quali abbiamo definitivamente superato la chiamata diretta e restituito a tutti i docenti la titolarità su scuola.

Possiamo dire che non è il migliore dei contratti possibili, ma sicuramente non è un contratto che abbiamo subìto perché è il migliore che potevamo agire in un contesto decennale di disintermediazione e di impoverimento culturale e sociale, in un contesto che ha visto il passaggio dallo stato sociale allo stato individuale, dalla tutela del diritto all’abuso del ricorso.

Dobbiamo poi sottolineare che lo abbiamo costruito sfruttando tutti i passaggi organizzativi che prevede il nostro statuto, discutendolo nei direttivi, nelle strutture di comparto, nelle assemblee.

E questo nonostante al nostro stesso interno la nostra organizzazione sia spesso volontariamente e strumentalmente messa sotto processo.

Noi siamo già una organizzazione democratica, siamo già organizzati a rete, siamo già un’organizzazione diffusa e ramificata nei territori, attraverso le strutture territoriali, i funzionari e le RSU.

C’è una profonda differenza fra chi parla e teorizza l’allargamento della democrazia e della partecipazione e chi invece agisce quotidianamente la partecipazione e la democrazia.

Il vero congresso non finisce oggi, ma comincia domani quando continueremo, alcuni inizieranno, a praticare con lealtà e spirito di collaborazione l’impegno del mandato che ci daremo oggi pomeriggio, sempre nel perimetro del nostro statuto che riassume la Costituzione (democrazia, lavoro, antifascismo, solidarietà, sussidiarietà, cittadinanza…).

Nostro compito da subito è far rivivere questi valori della costituzione nel nostro agire quotidiano.

Al lavoro, alla lotta

Grazie

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Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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