E’ una Legge di Bilancio povera per il lavoro, ancora di più per la Scuola.


La Scuola per vivere oltre lo stato di emergenza ha bisogno di investimenti continui, massicci e strutturali, che garantiscano la sicurezza, la continuità didattica, la qualità dell’insegnamento e della vita di chi lavora nella Scuola.

Già nello scorso marzo la FLC CGIL aveva lanciato una piattaforma che prevedeva un investimento di 20 miliardi in 5 anni [La Scuola che verrà ], poi presentato al nuovo ministro Marco Bussetti ad inizio settembre [vedi il dossier ]: ci vogliono risorse materiali per realizzare edifici sicuri funzionali ai PTOF, per garantire la formazione in orario di servizio di tutto il personale (docente e non docente, di ruolo e precario), per adeguare gli organici, potenziandoli e stabilizzandoli.

Questa Legge di Bilancio vuole abbagliare con alcune briciole (2.000 docenti della scuola primaria per il tempo pieno? Ne servono almeno 50.000 per restituire i posti tagliati dagli interventi di Gelmini secondo il calcolo recente dell’isp. Giancaralo Cerini; stabilizzazione di 290 educatori per convitti ed educandati che da anni segnano un trend positivo di domande crescenti, +1000 alunni l’ultimo anno; +3000 negli ultimi 5 …), ma non ci distoglie dalle molte omissioni: il personale ATA è ancora una volta lasciato al palo, senza nessun incremento; gli ATA ex co.co.co continuano ad essere umiliati con contratti che ad oggi continuano ad essere part-time dopo le stabilizzazioni di settembre e paradossalmente remunerati meno del previsto reddito di cittadinanza. (come richiamato qui)

“I provvedimenti per il reclutamento dei docenti previsti dalla Legge di Bilancio 2019 hanno poco rispetto per le professionalità già operanti nella scuola (precari non abilitati con 3 annualità) e una scarsa visione pratica dell’avvio del prossimo anno scolastico. Per noi un errore politico che avrà conseguenze negative sulla continuità didattica e sulla qualità dell’insegnamento.

Avevamo presentato al Parlamento, alle commissioni ed al MIUR una proposta organica:

1- in una fase transitoria per coprire da subito gli oltre 100.000 posti in organico di diritto lasciati a supplenze annuali al primo settembre 2018

2- a seguire per l’anno scolastico 2020/21 una fase ordinaria di concorsi con cadenza biennale

3- quindi un progetto a lungo respiro di “staffetta generazionale”.

Con i risparmi dei percorsi FIT, ridotti esclusivamente alla terza annualità, sarebbe stato opportuno un investimento nella stabilizzazione dei precari e l’indizione di abilitazioni riservate ai docenti inseriti nelle graduatorie di istituto con 3 anni di servizio. Il sit-in che abbiamo organizzato davanti al Miur il 20 dicembre scorso voleva lanciare questo messaggio alla politica, ma niente di tutto questo è stato preso in considerazione. Continueremo a batterci nelle piazze e nelle sedi istituzionali affinché ci sia una svolta nelle politiche scolastiche. Pensiamo di essere nel giusto e per il bene della scuola e per il bene dei lavoratori”.

(Così Francesco Sinopoli a TecnicadellaScuola)

I provvedimenti hanno soprattutto una scarsa visione pratica dell’avvio del prossimo anno scolastico.

Nulla di tutto questo è stato preso in considerazione.

Si aggiungono poi provvedimenti ancora più negativi come il taglio di risorse e di ore per l’alternanza scuola-lavoro, che resta comunque un obbligo e quindi resta ancora sottratta all’autonomia delle Scuole, e i posti per i licei musicali (che sono 400 come conto di spesa, ma non saranno alla fine che poco più di un centinaio di posti considerando che molte ore andranno a consolidare cattedre che sono già in essere.

Per non parlare, infine, delle cifre insufficienti per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego che non coprono neanche l’inflazione programmata del prossimo triennio.

Non possiamo che dirci delusi dalla scarsa considerazione che questo cosiddetto “Governo del Cambiamento” ha per il settore nevralgico dell’istruzione.

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Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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