Sols sui qui sai lo sobrafan qe.m sortz (Arnaut Daniel)

Con la canzone Sols soi Arnaut si apre alla vera produzione lirica distaccandosi nettamente dagli altri due componimenti del ciclo del ferm voler (BdT 29.17 e 14): se in questi ultimi la componente retorico-metrica risulta predominante sul contenuto, la canzone Sols soi avvia una serie di riflessioni cortesi e introduce immagini poetiche destinate a riverberarsi nel resto della produzione del trovatore. Non a caso si tratta della canzone degli eccessi, metrici, stilistici e iconici. Con questa canzone Arnaut dismette i panni di joglar per vestire quelli di vero poeta di corte, come dichiara candidamente al v. 15, destinato a girare un po’ ovunque con l’intento di rimanere tuttavia fermo nei suoi sentimenti verso colei che ha in sé tutte le virtù. Si nutrirà soltanto del pensiero di lei e condurrà una vita in bilico fra l’impulso di averla, l’imbarazzo di fronte all’amore perfetto e l’umiltà della sopportazione della sua inadeguatezza. Questo piacevole imbarazzo si tradurrà in una sperimentazione poetica continua, segno di un’anima indomita che fatica, suo malgrado, a seguire «mesura ni taill».

Il testo è stato pubblicato su Lecturae Tropatorum 4, 2011


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