Juventus: mai nessuno come te!

E’ arrivato anche l’ottavo titolo di fila, per una squadra (ma soprattutto una società) che ha profondamente segnato l’ultimo ventennio in Europa e, soprattutto, in Italia. Squadra compatta, squadra condannata sempre a vincere. Archiviato l’ottavo titolo consecutivo, bisogna certamente festeggiare: mai nessuno come la Juventus in Europa, in quella che conta.

Una macchina: l’11 di Massimiliano Allegri ha macinato partite e vittorie con la naturalezza di una macchina, quasi senza dare l’impressione di faticare (almeno fino a gennaio). Capace di cambiare modulo, ritmo e giocatori con facilità, protagonista di un sistema di gioco che non ha mai dato punti di riferimento agli avversari. Ha dominato in Europa fino a gennaio, ma è una squadra di luci ed ombre.

Ha schiantato le pretendenti in campionato, ha stravinto il girone della Champions concedendosi anche il lusso di perdere anche due partite con Young Boys e Manchester United. Ha ribaltato l’Atletico Madrid quando molti l’hanno data per spacciata dopo la gara d’andata.

Poi è mancato qualcosa con l’Ajax: sicuramente ha patito la freschezza degli olandesi, ha pesato l’infermeria piena (difetto di programmazione?), ma soprattutto si è presentata svagata nell’ultimo mese. Un peccato, perché era questione solo di testa …

Condannata a vincere in un campionato che sicuramente non è più tanto allettante ed allenante (2 sconfitte con squadre minori, in momenti chiave della Champions). Deve indubbiamente lavorare sulla testa Allegri, deve lavorare sulla concentrazione e l’intensità: quest’anno ha ceduto troppo spesso il pallino del gioco agli avversari, per affidarsi alle giocate dei singoli.

Questo punto, l’armonia del centrocampo (dove l’anno prossimo è sicuro l’arrivo di Ramsey dall’Arsenal, altro colpo a costo zero!) ed i meccanismi dell’attacco (spesso monopolizzato da Cristiano Ronaldo) sono gli obiettivi in prospettiva.

Quasi imbarazzante dirlo, ma è una squadra che può ancora crescere … il ciclo sembra appena iniziato!

Le valutazioni della stagione

Szczęsny 8,5: Si è fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa. Certo in molte partite è rimasto inoperoso, ma sempre attento nell’ordinaria amministrazione a garantire tranquillità al reparto. Sapevamo che era una certezza il dopo-Buffon, quest’anno ne abbiamo avuto la conferma.

Perin 6,5: poco impiegato. Come primo anno di apprendistato è andata bene. Ci vogliono però più spazi per valutarlo bene.

Cancelo 7.5: Grande spinta dell’esterno portoghese che si fa vedere costantemente dai compagni. Una fonte di gioco nello scacchiere di Allegri, che conferma le sue qualità tecniche, però manca di costanza.

De Sciglio 7: soldatino diligente, fa i compiti senza particolari problemi, però non spinge mai abbastanza, a volte si fa superare. Bene nella difesa a 4 con Cancelo ala. Da confermare

Bonucci 8: Tanta personalità del difensore bianconero che, pur non perfetto in chiusura, si fa sentire anche in fase di impostazione. In affanno in difesa sui colpi di testa, sopperisce con un ottimo senso della posizione. Buona la stagione del suo ritorno, preziosi alcuni suoi gol (come quello al Napoli).

Barzagli 9: alla carriera! professionista esemplare, uomo squadra, all’uomo che capisce i propri limiti, che vive senza eccessi e senza trionfalismi. Troppi acciacchi lo hanno tenuto ai box, ma quando è stato chiamato ha dato il suo apporto di qualità. Si ritira in punta di piedi, come è arrivato. Della squadra campione del mondo nel 2006 restano in attività soltanto Buffon e Zaccardo.

Chiellini 9,5: Un gladiatore, lotta come un leone nella propria area e in quella dell’Atletico, con grande ardore. Stopper anni ’80 e grande fisicità, ma anche testa ed agonismo. E’ stato il suo campionato, è sempre la sua Juve, anche se non tutti riescono a mettere in campo il suo agonismo

Rugani 7,5: comincia ad avere qualche responsabilità in più, era ora! bene nella difesa a 4, ma anche in quella a 3 con Bonucci e Emre Can. Non va quasi mai in affanno, è ordinato, anche se non sa impostare il gioco, riesce a coprire e comincia a dare garanzie al reparto.

Alex Sandro 7: non si è migliorato rispetto allo scorso anno, anche se ha migliorato la fase difensiva. Manca di continuità, però quando è in giornata riesce a fare le due fasi come nessun altro al mondo.

Spinazzola 6,5: Grandi prestazioni dell’esterno sinistro della Juventus che crea non pochi imbarazzi alla retroguardia degli avversari. Ha perso molti mesi per l’infortunio rimediato nello scorso campionato. Fatto per spingere ed offendere, è una certezza in prospettiva (abbiamo davvero bisogno di Marcelo?).

Emre Can 9: Una diga il tedesco a centrocampo. Grande pressione, fa tanta legna nella zona nevralgica e si fa sentire in appoggio ai compagni. Ottimo anche quando arretra a fare il terzino destro o, con grande successo in Coppa, il terzo centrale della difesa a tre.

Pjanić 8,5: Ha iniziato la stagione in sordina, ma è stato determinante per lo sviluppo del gioco dei bianconeri nei momenti chiave. Detta bene i tempi della manovra, risulta quasi imprescindibile quando arriva il momento di cambiare passo.

Bentancour 7,5: uomo ovunque, dove ha bisogno Allegri. Non ha paura del campo, degli avversari, è elegante e concreto. Non ha fantasia come regista, ma ha gamba e capacità di rompere il gioco avversario. Con Emre Can è una diga.

Matuidi 7: Intensità e tempismo negli inserimenti. Il centrocampista francese ci mette quantità e qualità e dà una grande assistenza in fase di non possesso alla manovra della Vecchia Signora.

Bernardeschi 8,5: Non ha un ruolo ben definito, e questa è la sua forza. Assist al bacio, strappi, bene a centrocampo dove comincia anche a prendersi delle responsabilità. Sembra sbocciato e a suo agio nell’ambiente della Vecchia Signora. Piede mancino fatato per l’ex viola che gioca di grande qualità e di agonismo

Cuadrado 7: fermo per 4 mesi, è servito nella prima fase della stagione quando bisognava partire bene. Deve trovare la sua fisionomia in un gioco che vede sulla stessa fascia l’aitante Cancelo.

Douglas Costa 4,5: sputi, risse, insulti, espulsioni. L’unico giocatore della Juve che si è fatto notare più fuori dal campo che nel campo, dove, quando ha pensato bene di fare il calciatore, ha comunque dispensato lampi di pura velocità e buon gioco. Vedremo cosa succederà quest’estate, ma il caso Vidal insegna.

Mandžukić 8,5: L’altro motivatore della squadra (insieme a Chiellini). Mette sempre ritmo, peso e fisico in tutte le partite che disputa, a prescindere dall’avversario. Dopo il mondiale di Russia ha deciso di voler fare anche il goleador, e ci è riuscito marcando reti importanti contro Inter e Napoli. Ha rinnovato, ed è un grande acquisto per lo spogliatoio della Juve.

Kean 8: Aveva manifestato la voglia di andarsene per giocare di più: Paratici ed Allegri l’hanno convinto ad aspettare e gli hanno regalato uno squarcio di stagione da incorniciare. Ha messo i puntini esclamativi in partite importanti (soprattutto contro il Milan). Si ripartirà da lui il prossimo anno?

Dybala 7: offuscato da Ronaldo, non ha trovato la sua posizione ed ha smesso di fare il trascinatore. Poco incisivo in attacco, ha imparato a far salire la squadra recuperando palloni che ha calamitato ai suoi piedi. La Juve ha bisogno di più di un leader, bene che la Joya impari a farlo.

Ronaldo 9: L’uomo in più che però da solo non può vincere nel calcio moderno. Disputa match da campione, con alcune giocate delle sue e regala la qualificazione alla Juve contro l’Atletico con una tripletta realizzata su rigore. Riesce a calamitare l’attenzione dei media, della squadra, degli avversari: leader nato. Nella partita che contava di più dell’intera stagione, il portoghese ha ripagato in un colpo solo la dirigenza bianconera per l’investimento compiuto la scorsa estate. Ha assicurato che rimarrà, perché la sfida per la Champions resta il suo regno.

Altri: Caceres (6), Benatia (6)

All. Allegri 9: La sua Juve è una squadra con più di uno spartito, capace di adattarsi e suonare più di una musica . Quello contro l’Atletico è stato un capolavoro che resterà indelebile nella carriera del tecnico toscano. Adesso si deve davvero lavorare per una mentalità da vincenti, grazie anche ad una linfa giovane (Kean, Nicolussi, Gozzi … e qualcun altro di cui si fanno già i nomi, vedi Chiesa e Zaniolo).


ci sto lavorando!
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