dialoghi di confucio tetragramma

Cultura e saggezza [I dialoghi di Confucio]

Il piacere non porta saggezza e cultura

VII. Tsŭ Hsia[1] disse: «Colui che invece di amare i piaceri, ama la saggezza ed è in grado di esaurire tutta la sua forza, servendo il padre e la madre; che stando in relazione con gli amici ha sincerità di parola; se anche di lui si affermi che non ha coltura, pure io, in vero, dico che è cólto».


[1] Discepolo di Confucio, il suo nome di famiglia era Pu, e il suo nome proprio era Shang. Ricorre spesso nel testo.


opera di riferimento:
I dialoghi di Confucio / a cura di Alberto Castellani. – Rist. anast. – Firenze : Sansoni, 1984. – XXX, 196 p. ; 16 cm. (da LiberLiber)
licenza:Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

[ I Dialoghi scritti tra il V e il III secolo A.C. (ma la redazione attuale è del II secolo d.C.) sono tutt’oggi opera che grandemente influenza la cultura cinese e dell’Asia orientale. Questa prima traduzione italiana è opera di Alberto Castellani (1884-1932) sinologo tra i più importanti a livello europeo.]


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