XVI. Il Maestro disse: «Non mi dolgo di non esser conosciuto dagli uomini, mi dolgo di non conoscerli!»1


1 Cfr. Il testo cinese che con espressione quasi geometrica, dice: «pu huan jen chih pu chih chi, huan pu chih jen ye»; e la traduzione mancese: «beyebe niyalma sarkô de joborakô, niyalma be sarkô de jobombi».


opera di riferimento:
I dialoghi di Confucio / a cura di Alberto Castellani. – Rist. anast. – Firenze : Sansoni, 1984. – XXX, 196 p. ; 16 cm. (da LiberLiber)
licenza:Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

[ I Dialoghi scritti tra il V e il III secolo A.C. (ma la redazione attuale è del II secolo d.C.) sono tutt’oggi opera che grandemente influenza la cultura cinese e dell’Asia orientale. Questa prima traduzione italiana è opera di Alberto Castellani (1884-1932) sinologo tra i più importanti a livello europeo.]


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