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Sugli esami di maturità: finalmente si comincia (con qualche critica)

Parte la riforma degli esami di stato, ed è una vera e propria prova di maturità. Purtroppo si corre sempre quando si fanno le riforme e quasi mai si ascolta. Proviamo una riflessione

Ogni governo vuole la sua riforma, a volte l’eredita da quello precedente e ci mette mano nel tentativo di migliorarla. Risultato: si continua a pasticciare!

È partita oggi con l’elaborato di italiano (a proposito: mi piacciono le scelte di Ungaretti, Sciascia -il tema della giustizia e della corruzione!, Montanari e Bartali, il Novecento e la conoscenza) la prima prova e c’è grande attesa per la seconda (con la novità della prova che combina due materie) e per l’orale (le buste!).

Cosa si contesta a questa riforma dell’esame di stato? Indubbiamente l’assertività con la quale è stata imposta, senza alcuna discussione con gli addetti ai lavori e soprattutto la tempistica che ne ha impedito la necessaria metabolizzazione.
È vero che il ministero si è impegnato in attività di formazione ai dirigenti ed ai docenti da dicembre in poi, ma è altrettanto vero che la sorpresa delle buste da “lascia o raddoppia” per l’orale risale soltanto al 10 aprile, ad una circolare.
Troppo poco tempo per assimilare la novità, per traguardare il cambiamento. In ambito educativo e formativo, e la Scuola è il luogo d’eccellenza dell’educazione e formazione, i tempi devono essere più distesi, bisognerebbe introdurre novità condividendone modalità e finalità. Purtroppo questo accade sempre meno spesso.

Dopo di che mi piace che l’impostazione vada (o almeno dovrebbe andare, perché alla critica ci si esercita, non la si improvvisa) oltre le nozioni e spinga gli studenti (ecco, non mi piace la formulazione “il candidato/la candidata”) a formulare loro pensieri e costruire loro percorsi. Se anche lo chiamiamo oggi esami di Stato, è una prova di maturità e maturità significa affrontare l’imprevisto, essere attrezzati a gestire novità.

Ai miei tempi (concedetemi questa espressione) l’esame di maturità si svolgeva con una commissione esterna ed un membro interno, e con la possibilità che una delle due materie dell’orale potesse essere cambiata dalla commissione anche 24 ore prima dell’esame. Siamo cresciuti forti e senza traumi lo stesso.

Non dico che sia giusto cambiare le carte in tavola all’ultimo momento (da aprile a giugno, per intenderci), però non è neanche giusto non affrontare le sfide e trincerarsi dietro finti alibi.

Per cui ben venga, con qualche giustificata critica, anche questa prova di maturità, con l’auspicio che la si smetta di imporre riforme dall’alto e ci si metta nella condizione, responsabile, di chi è tenuto a ragionare prima di proporre, in posizione umile di ascolto e di confronto che non può prescindere dal coinvolgimento di tutti gli attori di un contesto.
E la Scuola è un contesto così complesso che ogni riforma andrebbe calibrata col bilancino, discussa ed argomentata: purtroppo, sempre più spesso, è imposta, anche quando potrebbe contenere dei germi di positività.

p.s. l’elaborato di Storia alla fine è nelle tracce, potremmo dire implicitamente in tutte le tracce! Del resto non poteva essere differentemente…


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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