Diario della Quarantena /35 – «Umani, lavatevi le mani»

Maurizio Ferrari, filosofo, ha commentato su Alias di domenica 29/3/20 l’ultimo sforzo di un altro filosofo, lo sloveno Slavoj Žižek, Virus. Catastrofe e solidarietà, talmente attuale che viene venduto solo online da “Ponte delle Grazie” ed è costantemente aggiornato.

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Diario della Quarantena /29 – l’amore al tempo del Covid-19

Partendo dal panorama apocalittico descritto da Nicolò Ammaniti nel romanzo Anna, Antonio Manzini fa omaggio ai suoi lettori di un breve racconto disponibile sul sito di Sellerio sia in versione .epub sia in versione .pdf.
E’ un racconto inedito, un’indagine di Rocco Schiavone per sorridere un po’ e sostenere, chi lo volesse, l’ospedale Spallanzani di Roma con una donazione all’indirizzo: https://donazioni.inmi.it/

Chi vuole può continuare a leggere gratis #ioleggoacasa


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Ultime notizie dal sud, di Luis Sepulveda [Guanda 2019]

Una macchina con il serbatoio pieno, due amici, una porzione di continente da scoprire per raccontare un’intera umanità da conoscere e soprattutto tanta strada, fra laghi, montagne, alberi, storie e leggende. Inizia così, da Buenos Aires, da una bevuta, che sa di benedizione, con Osvaldo Soriano, il viaggio che due amici, Luis e Daniel, accompagnati soltanto da una Moleskine e da una Leica, intraprendono nel 1996 attraverso la Patagonia: da San Carlos de Biraloches a Punta Arenas, alla Terra di Fuoco, “fra terra e cielo”, sempre avanti.

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Diario della Quarantena /26 – che mondo abiteremo quando la tempesta passerà

Yuval Noah Harari è uno storico israeliano, fra i più noti e conosciuti in questi ultimi anni. Autore di diversi libri di successo, collabora con diverse riviste di prestigio e quotidiani. Un suo articolo comparso sul Financial Times (Yuval Noah Harari: the world after coronavirus) è stato ripreso da Linkiesta, Il mondo e noi dopo il coronavirus, secondo Yuval Noah Harari.

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L’ultimo inverno di Rasputin, di Dimitri Miropol’skij [Fazi editore 2019]

Stoccolma, 1912. Durante i giochi olimpici, la nazionale Russa è sconfitta 16-0 dalla Germania (ben 10 segnature sono di Gottfried Fuchs): potrebbe sembrare una semplice partita di calcio, ma la tragicomica sconfitta della nazionale russa è l’emblema dello sbando in cui versa la Russia zarista, molle, svogliata, disunita. Questa mancanza di carattere fa andare su tutte le furie lo squattrinato Vladímir Vladímirovič Majakóvskij che, appresa la notizia da un giornale in un bar, non può non vergognarsi del punto così basso nel quale versa il suo popolo e trova il colpevole: l’imperatore Nikolaj Aleksandrovič Romanov.

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Diario della Quarantena /20 – #ioleggoacasa, ebook gratuiti

Sono tempi bui per andare in giro, anzi è meglio evitare. L’anno bisestile è iniziato come da oscuri presagi con un’epidemia che sta sconvolgendo tutto il mondo costringendo il genere umano a cercare salvezza fra le quattro mura domestiche. Non si scherza, non è cosa che si possa sottovalutare. Sicuramente non è un’opportunità per ripensare alla propria vita, ma è una iattura che ci costringe a rivedere la nostra vita sociale e privata, riorganizzando i nostri tempi.

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Il fantastico Soldati, di Elisa Amadori [Grammarò 2019]

Un saggio su Mario Soldati a vent’anni dalla sua scomparsa, pubblicato in modo coraggioso da una casa editrice che non è nel vortice della grande distribuzione (Grammarò edizioni), è senza dubbio il principale motivo di curiosità. Si tratta di una curiosità ben ripagata dal momento che il lettore sprofonda a corpo morto in una produzione ritenuta marginale dalla critica militante, riemergendone con qualche pregiudizio in meno.

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Diario della Quarantena /6 – i 12 finalisti del premio Strega

Sono stati resi noti i 12 finalisti del premio Strega 2020.
I libri della dozzina saranno ora letti e votati da una giuria composta dai 400 Amici della domenica, ai quali si aggiungono 200 voti studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero; 40 voti di lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia; 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura (tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma). In tutti potranno quindi votare 660 persone.

La prima votazione si concluderà il 9 giugno, quando verrà annunciata la cinquina dei finalisti. Il vincitore sarà scelto e premiato il 2 luglio.

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La parte inventata, di Rodrigo Fresàn [LiberAria 2019]

Il Ragazzo e La Ragazza hanno un compito molto difficile: provare a raccontare la biografia de Lo Scrittore, fin da quando era Il Bambino, con un docu-film cercando di vincere le difficoltà della gelosissima sorella Penelope, nominatasi a dispetto di ogni designazione voluta dal fratello, sua “erede” e manager. Il Ragazzo ha accettato perché così avrebbe potuto lavorare con La Ragazza, nipote del proprietario della casa editrice e grande fan de Lo Scrittore: lei incarna i suoi sogni erotici, quelli puri dell’adolescenza che oramai non c’è più. Ma mai avrebbe immaginato di trovarsi intricato in un’esperienza così totalizzante.

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Un Edipo stalinista, di Ruben Gallo [Il saggiatore, 2013]

La scoperta di un unico libro di diritto penale messicano (Derecho penal mexicano: parte general) nella biblioteca di Sigmund Freud, unico perché non ci sono altri libri di autori messicani e perché non ci sono altri libri di diritto nella biblioteca del padre della psicoanalisi mondiale, è un avvenimento alquanto straordinario che necessita qualche supplemento di indagine. In effetti l’autore, Raul Carranca y Trujillo, si rivela essere un giudice messicano, appunto, che, attraverso una serie di saggi partiti dalle teorie di Freud prima e numerose sperimentazioni processuali poi, ha provato ad applicare i principi della psicoanalisi all’attività forense.

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Le Marlboro di Sarajevo, di Miljenko Jergović [BBE, 2019]

Iniziata durante la guerra dei Balcani e pubblicato nel 1994, quando le ferite dell’orrendo scontro fratricida sono ancora aperte e sanguinanti, la raccolta di racconti di Miljenko Jergović ci consegna un quadro ancora fresco delle mille sensazioni e delle mille situazioni che hanno restituito quella terra ad una normalità che non potrà mai essere più tale. E più che un quadro è un polittico, un diorama di personaggi che popolano una narrazione corale: nessuno intreccia la sua vita con quella degli altri, tutti però partecipano allo stesso romanzo.

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