Diario dalla Quarantena/1: intanto in Turchia

Si fatica in questi giorni da panico per il contagio legato al Coronavirus Covid-19 trovare informazioni sulla situazione dei confini turchi e dei profughi siriani. Eppure si tratta di una emergenza umanitaria che dovrebbe occupare le pagine dei principali quotidiani, dal momento che miete vittime quotidianamente. Alle spalle ci sono gravi errori di politica mondiale dal momento che si è affidata la vita di migliaia di persone alle mani irresponsabili di un dittatore.

Proviamo a ricapitolare: la Turchia di Recep Tayyig Erdogan ha deciso di aprire le frontiere e dare quindi strada libera alle decine di migliaia di profughi del conflitto siriano che, in seguito ad accordi internazionali, la Turchia stessa si era impegnata a “contenere” in strutture di prima accoglienza.
Di fronte a questo ennesimo esodo la prima nazione confinante, ovvero la Grecia, ha mostrato tutto il suo spirito ultranazionalista (non dimentichiamo la presenza del partito Alba Dorada) respingendo con la forza (a bastonate) i profughi. Nel frattempo a Lesbo vengono impediti gli sbarchi, con tentativi anche di far naufragare i malcapitati profughi che fuggono dalla guerra, dai campi turchi e adesso anche dalle forze dell’ordine greche …

Qual è lo scopo di Erdogan? Il tiranno e dittatore turco vuole in sostanza nuovi fondi dall’Unione Europea anche per foraggiare le truppe jiahdiste siriane.

Ovviamente le responsabilità degli europei, ma anche dell’ONU in generale, sono enormi dal momento che affidarsi a Erdogan, per definizione inaffidabile, comporta per forza di cose una resa imperdonabile a ricatti e richieste che -alla fine- l’UE asseconderà.

La storia insegna poco a chi è pigro: i campi di concentramento di Gheddafi in Libia, nati con le stesse benedizioni e con lo stesso scopo di contenere lo sbarco di profughi africani, avevano mostrato tutte le loro atrocità all’opinione pubblica, che prontamente li ha denunciati, anche se fino al giorno prima, per i propri interessi, li aveva invocati.

E’ necessario in questo momento superare politiche opportuniste per offrire subito accoglienza a quelle persone, senza trasformarle in merce di scambio.


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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