Diario della Quarantena /22 – un suggerimento non richiesto su come organizzare la didattica a distanza

Il drizzone tecnologico della nostra Ministra (e del nostro governo) ci dice che in questo momento lo stato di crisi da epidemia (scuole chiuse in Lombardia da 4 settimane) per i nostri figli si supera replicando la didattica ordinaria in remoto. Ho già detto altrove che è un’idiozia inopportuna, vorrei soffermarmi ancora una volta sui numeri e sulle nostre esperienze.

Se il Ministero avesse dato retta ai dati forniti dall’Invalsi (commissionati dal Ministero stesso, per giunta), conditi magari con una lettura anche veloce della ricerca su InvalsiOpen o sulla Povertà Educativa che sta portando avanti OpenPolis avrebbe mirabilmente appreso che il nostro contesto, quello delle oltre 8.000 scuole italiane, è largamente disomogeneo.

Senza contare che proprio il Ministero, lo stesso che ha decretato la spinta dirigista della circolare ministeriale 388 (ormai famigerata), non tiene affatto conto della grandissima disomogeneità economico-sociale del nostro Paese che pure vuole combattere con un progetto strombazzato in febbraio dalla viceministra Anna Ascani per quelle regioni del Sud con .

Lasciamo perdere Nord e Sud, concentriamoci sulla Scuola e su come opera in un momento in cui al di là dello stato d’animo

Quindi la domanda è: cosa si sta facendo per quei ragazzi che NON hanno connessioni e mezzi, NON hanno una famiglia disponibile a seguirli supplendo la funzione maieutica degli insegnanti, per quelli che già normalmente NON hanno grandi motivazioni o addirittura NON vanno a scuola (dispersione scolastica) ???

Gli si sta dicendo: state 30 ore a settimana davanti al computer oppure eseguite i compiti che vi stiamo mandando …

Facciamo qualche passo indietro. Questa era un’occasione per dire ai ragazzi: vi stiamo vicino, crediamo nel vostro talento.

I consigli di classe più ribelli ed eversivi, quelli che davvero conoscono gli alunni più delle circolari ministeriali, sono stati a mio avviso i più avveduti perché hanno mandato messaggi di vicinanza, di sostegno ed indicazioni fuori dagli schemi:

– guardate i programmi della televisione sui canali dedicati alla Scuola ed alla culturale
– guardate che su YouTube ci sono molti video interessanti
– guardate fuori dalla finestra: cosa vedete? Ce lo scrivete?
– guardate dentro voi stessi: esprimetelo e fatecene fare parte

Insomma, accompagnare in questa pausa forzata i nostri alunni in uno dei compiti di realtà (così li chiamano i documenti ufficiali) più difficili: allenare competenze, mettendo insieme conoscenze ed esperienze.

Non ho vissuto l’epoca del maestro Alberto Manzi, un vero ribelle della didattica ordinaria, ma ho visto qualche spezzone di “Non è mai troppo tardi”: penso che quello dovrebbe essere lo spirito adesso, quello di stare vicino e insegnare a mettere insieme esperienze e conoscenze, azzerando la valutazione e la burocrazia.

Vi invito a vedere questo video e poi riflettere se quello che il Ministero chiede è corretto.


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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