Diario della Quarantena /32 – Facciamo un primo punto sulla valutazione degli alunni

Le ormai famigerate note 279 e 388 del Ministero dell’Istruzione, a firma del Capo Dipartimento Marco Bruschi, chiariscono che non solo l’attività della didattica a distanza va fatta, ma che deve anche esserci valutazione, come dovere dei docenti e diritto degli alunni.

Il ragionamento non fa una grinza e nessuna ha mai detto il contrario sulla necessità dell’attività di didattica a distanza: qualche dubbio, e ben più di uno, c’è sulla modalità con cui viene organizzata e soprattutto sulla modalità con cui ne viene valutata l’efficacia, anche come ricaduta sugli apprendimenti degli alunni.

Marco “Max” Bruschi

In maniera burocratica e ministeriale (nel senso negativo del termine), la nota richiama una valutazione tempestiva e trasparente, costante, per permettere agli alunni di poter capire gli errori fatti e migliorare.

Poi si chiarisce che forme, metodologie e strumenti della valutazione rientrano nella competenza di ciascun insegnante all’interno del tracciato del Collegio Docenti.

Ovviamente la circolare non dice nulla di nuovo, tanto che richiama il DPR 122/2009, che proprio su questi criteri definisce da più di un decennio le modalità per la valutazione degli alunni ai fini all’ammissione alla classe successiva, nonché i criteri di valutazione per l’esame di stato.

Ora, in quel guazzabuglio da compitino burocratico, si lasciano inevase diverse problematicità, fra le quali è macroscopica quella legata a non poter valutare chi non è raggiungibile: come valutare e valorizzare, cioè, quegli alunni che in questo momento non sono coinvolti dalle attività a distanza per un qualunque motivo, dalla connessione alla mancanza di mezzi.

Quello che ci si aspettava dalla circolare era chiarire che in questo momento di attività non-ordinaria la valutazione non può essere ordinaria, non può essere legata a delle conoscenze da acquisire in remoto e valutate in remoto, non può basarsi sugli stessi criteri e strumenti dell’attività ordinaria, dal momento che l’attività di didattica a distanza non rientra nella normalità del patto educativo e formativo stabilito all’inizio dell’anno e del percorso scolastico: alunni e docenti sono stati infatti proiettati in una dimensione diversa da quella normale.

Né conta molto l’essere stati più o meno preparati alla didattica ed alle nuove tecnologie, perché in questo contesto le nuove tecnologie sono l’unico mezzo per veicolare la didattica, modalità impensata fino ad oggi.

Quello che ci si aspettava dalla circolare era semmai chiarire che i Collegi docenti (già, servirebbe una discussione collegiale), con le modalità consentite dalle restrizioni per evitare il contagio Covid-19, sono tenuti a rivedere i criteri di valutazione, non possono farlo i singoli insegnanti, come stabilisce in modo confusionario la nota mescolando libertà di insegnamento e criteri di valutazione.

Infine, la nota ricorda come valutare sia valorizzare: il punto è capire quali competenze vanno valorizzate in questo momento anomalo, in cui i ragazzi ed i loro insegnanti sono stati strappati dal contesto di lavoro quotidiano.

Ci sono poi degli aspetti legati ad adempimenti, anche burocratici, che pongono più di un problema:

– come si recuperano i debiti formativi?

– come si determinano i crediti formativi utili per la valutazione finale degli alunni per chi è nel

La nota invece spinge alla normalità, come se fosse un mantra apotropaico, mettendo nero su bianco che si fa lezione e si fa valutazione.

Ecco, quella circolare è totalmente fuori contesto, fa chiarezza burocratica, allinea norme in forma asettica, non fornisce indicazioni utili, ma soltanto richiami (non richiesti) al dovere.

Ricordiamocelo: le circolari non sono atti prescrittivi, sono delle indicazioni, ma delle indicazioni per essere utili devono essere concretamente calate nella realtà. Questa nota è stata scritta da un mondo parallelo.

E’ importante, doveroso, imprescindibile garantire il diritto all’istruzione, ma è ancora più urgente e necessario prendersi cura delle persone. (Franca Da Re)

– – –

i testi

Nota 279 del 8 marzo 2020 – Istruzioni operative su Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020

Alcuni docenti e dirigenti scolastici hanno posto il problema della valutazione degli apprendimenti e di verifica delle presenze. A seconda delle piattaforme utilizzate, vi è una varietà di strumenti a disposizione. Si ricorda, peraltro che la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa.

Nota 388 del 17 marzo 2020 – Emergenza sanitaria Coronavirus. Prime indicazioni operative per attività didattiche a distanza

La valutazione delle attività didattiche a distanza

La Nota 279/2020 ha già descritto il rapporto tra attività didattica a distanza e valutazione. Se è vero che deve realizzarsi attività didattica a distanza, perché diversamente verrebbe meno la ragione sociale della scuola stessa, come costituzionalmente prevista, è altrettanto necessario che si proceda ad attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza che, ai sensi della normativa vigente, ma più ancora del buon senso didattico, debbono informare qualsiasi attività di valutazione. Se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio, che nulla ha a che fare con la didattica, qualsiasi sia la forma nella quale è esercitata. Ma la valutazione ha sempre anche un ruolo di valorizzazione, di indicazione di procedere con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in una ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa. Si tratta di affermare il dovere alla valutazione da parte del docente, come competenza propria del profilo professionale, e il diritto alla valutazione dello studente, come elemento indispensabile di verifica dell’attività svolta, di restituzione, di chiarimento, di individuazione delle eventuali lacune, all’interno dei criteri stabiliti da ogni autonomia scolastica, ma assicurando la necessaria flessibilità. Le forme, le metodologie e gli strumenti per procedere alla valutazione in itinere degli apprendimenti, propedeutica alla valutazione finale, rientrano nella competenza di ciascun insegnante e hanno a riferimento i criteri approvati dal Collegio dei Docenti. La riflessione sul processo formativo compiuto nel corso dell’attuale periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza sarà come di consueto condivisa dall’intero Consiglio di Classe.


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Published by

Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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