Diario della Quarantena /37 – cosa intendiamo per libertà di insegnamento

Si sta molto discutendo in questi giorni di applicazione del metodo della didattica a distanza della libertà di insegnamento.

Senza entrare nelle polemiche (la mia posizione è desumibile dai miei numerosi interventi in questi giorni) è utile richiamare il contesto normativo che definisce questo concetto fondante della professionalità docente.

Il caposaldo è l’art.33 della Costituzione (“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.”) che però non può essere letto slegato dal resto. Al comma 2 infatti si dice “La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”

Il che vuol dire che esiste una responsabilità dello Stato sulle linee generali ed una responsabilità professionale dei docenti nell’attuare queste linee generali.

L’art. 1 del D.Lgs. 297/1994 afferma che <<ai docenti è garantita la liberà di insegnamento come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente. L’esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni>>.

Queste indicazioni si ritrovano legate alla missione educativa delle singole autonomie scolastiche nel nel D.P.R. 275/1999 (Regolamento dell’autonomia scolastica) che all’art.1, comma 2 stabilisce che “L’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”.

Occorre che l’attività educativa e didattica garantisca la “piena formazione della personalità degli alunni”.

Pertanto il docente è libero di utilizzare tutti gli strumenti didattici che ritiene opportuno per realizzare il piano dell’offerta formativa deliberato dal collegio dei docenti all’interno delle linee di indirizzo (Indicazioni) nazionali.

Questa libertà determinata da confini democraticamente condivisi riguarda anche la valutazione degli alunni.


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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