Diario della Quarantena /38 – boom delle piattaforme, ma ogni scuola va da sé

Mentre si discute come e quando ricomincerà l’anno scolastico, compresi i riti tutt’altro burocratici degli esami finali, abbiamo il tempo di riflettere su come è stata affrontata questa crisi didattica dal Ministero. Fermiamoci a ragionare sui mezzi, che però sono indicatori della sostanza: possibile che il Ministero non abbia una sua piattaforma unica per tutte le scuole ma abbia dovuto lasciare le scuole alla mercé del libero mercato?

Può sembrare una domanda inutile, ma anche attraverso lo strumento, la sua cura, la sua funzionalità, si capisce quale sia la politica che vi ruota intorno. E il Ministero si è fatto trovare totalmente spiazzato, limitandosi alla ricerca affannosa di più piattaforme da suggerire alle scuole.

Questo atteggiamento miope denota una visione a corto, cortissimo, raggio, che non fa ben sperare per il futuro: figlia di quella filosofia del “fare a qualunque costo”, senza pensare e soprattutto senza costi! Cosa peraltro non vera, perché al termine del periodo di crisi i vari mercanti di software ci presenteranno il conto, in un modo o nell’altro.
In realtà un investimento anche massiccio per individuare uno strumento uguale per tutti avrebbe garantito omogeneità e soprattutto avrebbe dato un’idea di visione al di là della crisi.

In attesa di capire se il Ministero si doterà di una propria piattaforma, oggi assistiamo a una situazione disarticolata dove non ci sono piattaforme omogenee. Ma è un momento particolare e chi lavora nella scuola lo sa. Semmai Il tema è capire come, passata la quarantena, la didattica digitale potrà diventare strumento integrante di supporto della scuola.
Raccogliamo la sfida della ministra sull’attività a distanza e siamo pronti al confronto: come FLC CGIL abbiamo proposte che prenderanno forma in un documento nel quale ci saranno le nostre idee di Scuola e di didattica da mettere in campo per superare le disuguaglianze.
La piattaforma didattica sulla quale appoggiare la didattica a distanza sarebbe dovuto essere pronta ed unica per tutti, per fornire ancora una volta una impostazione di lavoro uniforme a tutte le scuole, a tutte le famiglie, a tutti i docenti.

Ma a oggi le distanze con il ministero permangono la Ministra ha scelto la strada del non confronto.
Anche perché i conti non tornano: la ministra ha dichiarato che attualmente più di 6,7 milioni di alunni sono raggiunti attraverso mezzi diversi da attività didattiche a distanza, ne mancano all’appello un milione e mezzo.
Altro che diritto allo studio.

Quando l’emergenza finirà, perché finirà!, dovremo farci trovare pronti per questo è oggi il momento di programmare il futuro: ma per farlo ci vogliono idee e non slogan.

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Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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