Diario della Quarantena /51 – non è vero che nei grandi Paesi europei riapriranno le scuole

Riporto una scheda che ha fornito gentilmente l’amico Pino Salerno sullo stato della fase 2 nel resto dell’Europa, o almeno nei principali Paesi. La situazione è molto simile all’Italia, dal momento che il ritorno in aula in Germania è solo un auspicio, mentre in Francia è solo un gran pasticcio, contestato e contraddittorio.

FRANCIA
Retour à l’école « très progressif » da le Monde
L’intervento del primo ministro Edouard Philippe che, all’Assemblea
nazionale, ha illustrato il piano del governo per allentare le misure di
distanziamento sociale. Dall’11 maggio i francesi potranno ricominciare
a uscire, mantenendo tuttavia le distanze di sicurezza, evitando gli
assembramenti e, dove possibile, proseguendo con il telelavoro. Le
misure però varieranno a seconda dei “departements” (l’equivalente delle
nostre province): quelli “rossi” – come spiega il quotidiano ‘Le Monde’
– manterranno maggiori restrizioni rispetto a quelli “verdi”. Rientro a
scuola dilazionato e con forti polemiche e proteste: partono le
elementari l’11 maggio, ma “su base volontaria”. Dal 1 giugno sarà
valutato il rientro di prima e seconda media “ma solo se le cifre sul
contagio lo permetteranno”. Per la terza media e i licei “decideremo
sempre entro la fine maggio”, ha detto il premier. I sindacati, gli
studenti e i docenti denunciano “uno scaricabarile”. “Il governo è
confuso sul da farsi” sottolineano. “Sin dall’inizio il ministero ha
delegato la gestione delle scuole alle prefetture, che a loro volta
hanno lasciato assumere certe decisioni agli istituti”. Così, giorni fa
i genitori hanno ricevuto un questionario via e-mail in cui le venivano
sottoposte queste domande: “Preferisce tenere suo figlio a casa o
rimandarlo a scuola? Se sì, lo manderebbe a scuola tutto il giorno o per
mezza giornata? Preferisce farlo mangiare a mensa o a casa?”. E
accusano: “Ma come rispondere, se ancora non si sa quali misure hanno
assunto per garantire la sicurezza?”. Quindi citano le dichiarazioni del
premier che oggi ha annunciato “classi di massimo 15 alunni”, ma in
classe la media “è di 30. Come faranno a garantire il distanziamento? E
le mascherine?”. Sul punto, ai francesi Philippe ha chiesto dall’11
maggio di “acquistarne”, perché le scorte sono in arrivo, e saranno
lavabili. C’è poi il problema del lavoro: “Si è parlato di lavorare su
più turni così da evitare assembramenti. Ma come si fanno a coprire otto
ore? Ci saranno sovrapposizioni, non si può certo iniziare alle 18 e
finire alle due di notte”. Oggi Philippe ha detto che le misure di
lockdown “hanno evitato quasi 62mila morti in un mese”. Secondo i
sindacati, allora, “è il governo ad ammettere che quelle misure erano
importanti e giocare così sui numeri è grottesco”.

Germania (da Der Spiegel)
Ogni scolaro in Germania deve poter tornare a scuola e frequentarla per
alcuni giorni prima delle prossime ferie estive. E’ la proposta che
arriva dai ministri della pubblica istruzione delle regioni al governo e
ai Laender tedeschi. “Non si potrà ripristinare un ritmo regolare delle
lezioni, ma ogni scolara e ogni scolaro deve poter tornare a scuola per
alcune giornate o per alcune settimane prima delle ferie estive”, ha
affermato la ministra Stefanie Hubig, della Renania-Palatinato. RISALE
l’indice di contagio, dove sono appena entrate in vigore le misure di
allentamento delle restrizioni imposte per frenare la diffusione del
Coronavirus. Stando ai dati divulgati dal Robert Koch Institut, l’indice
è risalito a 1, il che significa che ogni persona contagiata è in grado
di infettarne un’altra. E’ la prima volta che l’indice torna ad 1 da
metà aprile, quando era sceso allo 0,7, per poi risalire
progressivamente. Il governo federale di Berlino e le regioni – che
hanno concordato l’allentamento delle restrizioni già attuato – hanno in
programma per giovedì nuove consultazioni destinate a preparare la
strada a possibili ulteriori revoche delle norme di confinamento. Nuove
decisioni in materia potrebbero essere prese il 6 maggio. Le scuole
restano chiuse.

Regno Unito – La sintesi del Guardian
La Spagna confida di entrare in una “nuova normalità” alla fine di
giugno, de-confinamento in 4 fasi, e le scuole apriranno a settembre.
Nel Regno Unito è allarme per un’infezione, probabilmente legata al
coronavirus, che colpisce i bambini. Secondo alcuni medici sarebbe
collegata al Covid-19. Colpisce i bambini fino ai 10 anni e richiede la
terapia intensiva. Assomiglia alla cosiddetta sindrome di Kawasaki.
Un’altra tegola su Boris Johnson, sempre più convinto che oltre alla
chiusura fino a settembre dei college, l’intera istruzione non potrà
riprendere fino a quando le due epidemie saranno risolte.


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Published by

Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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