Teoria delle ombre, di Paolo Maurensig [Adelphi 2015]

L’Hotel do Parque di Estoril è un luogo misterioso nei primi anni del dopo guerra. Qui, una località costiera del sud del Portogallo, trovano rifugio molti personaggi contraddittori protetti dal regime di António de Oliveira Salazar in una sorta di porto franco, mentre ancora non sono noti del tutto i crimini contro gli ebrei e ancora non si è celebrato il processo di Norimberga.

Sul passeggio del lungomare si aggira anche Aleksandr Aleksandrovič Alechin, anche conosciuto come Alexander Alekhine, scacchista russo naturalizzato francese, più volte capitano vittorioso della squadra transalpina alle Olimpiade degli scacchi, ma anche noto per le sue posizioni filonaziste soprattutto contro gli ebrei degli scacchi, sui quali scrisse più di un articolo negli anni ‘30-’40. A detta del rifugiato franco-russo l’intero mondo degli scacchi è nelle mani delle lobby ebree, incapaci di sviluppare un gioco geniale, ma attenti invece all’aspetto più computazionale degli scacchi, alla monotona vittoria di misura, fatta di sacrifici contati. Estoril è un confino senza tempo ed il famelico Alekhine vuole tornare in pista, vuole riprendersi il suo trofeo, il suo posto nel mondo, quello che gli compete da quando in una torrida Buenos Aires aveva sconfitto l’elegante José Raúl Capablanca. Voleva riprendersi lo scettro da Max Euwe, l’ennesimo ebreo. E lì, nelle lunghe giornate, in un albergo quasi sempre deserto, se non fosse per il suo vicino e confidente violinista, fra l’ossessione di essere spiato e il desiderio di tornare nel mondo dei vivi, trascorre le sue giornate, fra ricordi ed i progetti della nuova sfida: ha bisogno che sia organizzato il suo ritorno agli scacchi veri, a quelli che contano. No, non con José, troppo stancante l’ultimo incontro. Ma con Max… per questo accetta di essere intervistato, per preparare il suo ritorno, per far ritornare a parlare di sé, per spiegare davvero cosa vuol dire giocare a scacchi, cosa davvero sono gli scacchi. Lo zar della scacchiera sta per tornare, o almeno così vorrebbe…

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