Federico Bernardeschi

Adeus Lisboa

All’indomani dell’eliminazione della Juventus dalla Champions League, puntuale è arrivata la notizia dell’esonero di Maurizio Sarri (#SarriOut). Diciamo che ce l’aspettavamo, perché i risultati dell’intera stagione parlano chiaro, ma non me la sento di gettare tutta la croce sull’allenatore, comunque inadeguato.

La scelta di passare da Massimiliano Allegri a Maurizio Sarri la scorsa estate era legata alla voglia di fare gioco e di vincere la Champions: non solo è mancata la seconda ma anche il primo obiettivo non è certamente stato raggiunto.

La Juventus ha subito 54 reti in 52 partite, un vero colabrodo, ed ha vinto il nono scudetto più per incapacità degli altri che per propria abilità: un solo punto di vantaggio sull’Inter di Antonio Conte, 7 sconfitte in campionato, squadra a tratti spenta ed abulica.
Certo, il manico ci ha messo del suo con decisioni e strategie a volte molto discutibili:

  • dall’enigma attacco (Dybala spesso ai margini, Higuain un mistero, Cristiano Ronaldo a lunghi tratti ingabbiato senza altre soluzioni)
  • all’assenza di un gioco efficace come filtro e come proposizione, basato su passaggi orizzontali ed amnesie difensive
  • al pressing disorganizzato e nefasto.

Dall’altra parte i giocatori in campo spesso si sono spenti (memorabile la remuntada del Milan post-lockdown, da 2-0 a 2-4), hanno girato a vuoto, hanno mancato di “fame” ed aggressività.
Dei 4 obiettivi di inizio anno 3 sono sfumati in modo quasi vergognoso:
– la SuperCoppa è stata vinta da una Lazio spumeggiante;
– la Coppa Italia è terminata alle semifinali perse (anche se ai calci di rigore) dopo una gara anonima e spesso in sofferenza (vedi l’incursione di Demme, il palo di Insigne);
– la Champions è finita agli ottavi! e non solo per il primo tempo a Lione del 26 febbraio scorso.

A fare le spese sarà Mister Sarri, ma ci sono tanti giocatori in questo momento mediocri ed incapaci di essere da Juve:
– Aaron Ramsey (acquisto estivo a parametro zero) non ha una sua collocazione, è un oggetto misterioso anche buffo nel suo tentativo di trovare spazi e minuti;
– Mattia De Sciglio ha visto più l’infermeria che il campo e quando è entrato ha spesso fatto danni;
– Cuadrado è diventato terzino: a che serviva Danilo (altro acquisto estivo last minute)?
– Sami Khedira e Douglas Costa hanno visto solo l’infermeria;
– Adrien Rabiot si è riscattato nel finale di stagione;
– Miralem Pjanic, già ceduto al Barcellona per Arthur (!?), ha giocato la sua peggiore stagione, così come Federico Bernardeschi.

La scelta della dirigenza a questo punto è difficile e soprattutto determinante per il prossimo futuro: puntare su un allenatore affermato e sulla decima serie A di fila oppure puntare su un allenatore potenzialmente forte ma soprattutto provare a fare crescere un nuovo gruppo più giovane e più affamato? Quindi affidare la squadra a Bentancour, Demiral, Dybala e De Ligt, a cui aggiungere giovani italiani come Tonali, Chiesa e Locatelli …
E poi: vale la pena ricominciare da Cristiano Ronaldo oppure non è meglio monetizzare e investire per ricostruire?

Sarà una settimana cruciale…


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Published by

Massimiliano De Conca

Insegnante, filologo, curioso …. penso che ci siano dei momenti in cui sia giusto presentarsi in prima persona!

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