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La Scuola prima … a chiudere!

Uno sfogo sul senso delle priorità politiche del nostro Paese. Nonostante i notevoli sforzi di tutto il personale scolastico per ripartire in presenza, si sceglie di cominciare a chiudere le attività non produttive, come la scuola. Però stavolta non ci casco: non parlatemi più di disuguaglianze e DDI ...

Durante le campagne elettorali, negli spot di governatori regionali e della politica tutta abbiamo assistito ad un susseguirsi di buoni intenti che volevano la Scuola come una delle priorità. Adesso ne abbiamo capito il senso: è la prima a chiudere!

Abbiamo cioè assistito ad una serie di impegni per mettere la Scuola al centro di un progetto Paese di ripartenza, come luogo fisico e morale per ripartire dopo i lunghi mesi di lockdown.
Abbiamo anche assistito a lunghe disquisizioni sulla “povertà educativa”, sulle “disuguaglianze digitali”, sull’impegno civico garantito dalla scuola in presenza …
Tutti hanno parlato, soprattutto i non addetti ai lavori: perché dirigenti scolastici, docenti, educatori, assistenti amministrativi, DSGA, assistenti tecnici e collaboratori scolastici hanno lavorato a testa bassa tutta l’estate per accogliere banchi con rotelle, formarsi sulla sicurezza, pensare a nuove disposizioni delle aule, ridisegnare gli spazi interni ed esterni degli edifici scolastici.
Hanno stretto patti e protocolli con ASL, comuni, cooperative per pensare a come gestire i pasti, come organizzare entrate ed uscite, come attrezzare aule e studenti.
Poi però quando si è trattato di scegliere da dove iniziare a chiudere per evitare un blocco totale è emersa la priorità: chiudiamo la Scuola!

La Scuola è la priorità: nelle attività da chiudere …

La frase di rito è: “faremo di tutto per non chiudere le scuole e le attività produttive”. Da qui si ricava che la scuola non è un’attività produttiva, quindi può essere sacrificata come le palestre, le piscine, i centri ricreativi.

Adesso però non facciamo il giochino di “Didattica a distanza SI, Didattica a distanza NO”: risparmiamocelo, perché se chiudi, l’unica via, l’unica alternativa per non lasciare i ragazzi allo sbaraglio, è fare didattica a distanza. Che non comincino i Soloni a parlare di insegnanti impreparati, sfaccendati, fannulloni: cosa ha fatto la società tutta in questi mesi per garantire l’apertura della Scuola??? Niente!

Ecco questo si sarebbe dovuto fare nei mesi precedenti la fine della fase 2 e l’inizio imminente della fase 3 (che assomiglierà alla fase 2):

  • sistemare gli edifici scolastici, trovarne di nuovi, trovare nuovi spazi
  • rafforzare il sistema dei trasporti pubblici
  • rafforzare gli organici della scuola in modo da permettere sdoppiamenti

Nessuno di questi punti è stato seriamente affrontato e non ci sono stati davvero passi in avanti, miglioramenti significativi: qualche pezza, qualche contentino, molta approssimazione, molta dilettantesca retorica.

Questo siamo: un popolo di cialtroni che giustamente si fanno governare da altri cialtroni!


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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