mondoscuola

Ricominciare in assenza

Si avvicina la fatidica data del 7 gennaio 2021, il rientro a Scuola, e si ricomincia il balletto di responsabilità, giaculatorie, condanne e minacce che segnano -semmai ce ne fosse stato bisogno- tutta la debolezza del nostro sistema politico e della governance scolastica.
Proviamo qualche riflessione critica sotto forma di quesiti aperti (si sa mai che qualcuno voglia rispondere).

Le (ir)responsabilità delle Regioni
A me pareva di aver capito che la data del 7 gennaio fosse stata concordata dalle Regioni con lo Stato con una mitigazione della percentuale prevista dal dpcm del 3 dicembre da abbassare a 50% rispetto lo stimato 75%.
Perché allora oggi le Regioni stanno già chiedendo proroghe della didattica a distanza? A cosa pensavano quando hanno CONCORDATO la data del 7 gennaio e la quota del 50%?
Viene da chiedersi davvero a cosa servano le regioni se continuano a definire patti con lo Stato, lamentano risorse e poi alla fine vanno per i fatti loro: il Governo definisce il 75%, le Regioni incontrandolo concordano il 50%.
Perché non rispettano quel patto?
Forse perché nel frattempo avrebbero dovuto investire in servizi, trasporti, mascherine, organizzazione delle utenze.
Ma la Scuola e l’istruzione per le Regioni viene prima di tutto, o no?
Inaccettabile che in Campania (De Luca), dopo quell’accordo, si punti addirittura a far tornare il 7 in presenza a scuola soltanto le scuole elementari e dell’infanzia, prevedendo SOLO per la fine del mese il pieno regime …
Inaccettabile anche la Puglia (Emiliano) che continua a proporre la ricetta della scuola a domanda delle famiglie: non c’è rispetto per il personale scolastico, trasformato in una sorta di servizio a richiesta …
Sono incapaci i governatori? (gli stessi che dovrebbero peraltro gestire il piano delle vaccinazioni, per intenderci)
Ci sarà da vergognarsi se il 7 gli alunni resteranno a casa e si riapriranno invece palestre ed impianti sciistici …

I tavoli con i prefetti
Il dpcm prevedeva la definizione di tavoli gestiti dai Prefetti e poi sintetizzati a livello regionale per costruire il rientro a scuola il 7 gennaio. Non solo di quei lavori non si è saputo nulla né c’è stato coinvolgimento di tutti gli attori, per intenderci dei sindacati, ma se dovessero non essere attuate le disposizioni che porterebbero il 50% a scuola il 7 gennaio avrebbero totalmente fallito.
A sentire le dichiarazioni locali di molti prefetti o provveditori invece sarebbe tutto pronto …
Cosa pensavano di risolvere e cosa NON hanno risolto con i tavoli prefettizi?

Scuole, ovvero la fantasia al potere
Il 50% in presenza sta stuzzicando la fantasia dei dirigenti scolastici (a loro parte della mia solidarietà: sono, insieme agli insegnanti ed agli ATA, le vittime sacrificali delle indecisioni e della confusione altrui …) e dei collegi docenti che capita che lo interpretino come metà scolaresca a casa e metà a distanza …
Dunque una settimana della classe di 22 saranno presenti soltanto in 11 e la settimana successiva gli altri 11 … o ancora un giorno 11 e l’altro gli altri 11 … gli “assenti” seguiranno da casa in didattica a distanza … Folle!
Ma quale pensiero pedagogico avevano in mente quando hanno deliberato questa organizzazione della vita scolastica?

Il Ministero dell’Istruzione
Dispiace, non pervenuto (se non in qualche spot o video su Facebook e Twitter dove però non si danno rassicurazioni, ma si continua con la propaganda del nulla).


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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