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Un anno di Lucia Azzolina … siamo al capolinea. E dopo?

Caduto il governo Conte-bis potrebbe cambiare il titolare di Viale Trastevere. E' una bocciatura meritata, vediamo perché

Circa un anno fa si consumava il passaggio di testimone fra Lorenzo Fioramonti (pochi mesi, poco incisivi) e Lucia Azzolina / Gaetano Manfredi: già, perché un anno fa si scioglieva il MIUR (Ministero dell’Istruzione Università Ricerca) per dare vita al MI (Ministero dell’Istruzione) e MUR (Ministero Università Ricerca).
In piena crisi politica, si prospetta un nuovo esecutivo che potrebbe non includere Lucia Azzolina nel Consiglio dei Ministri: il suo dicastero è stato indubbiamente uno dei più discussi e controversi.
Come mai? Proviamo ad elencare le criticità che ne hanno determinato il fallimento.

Per il Ministero dell’Istruzione male gli errori sono tanti.
1- il precariato è aumentato perché sono stati avviati in ritardo, ma soprattutto in modo inadeguato rispetto ad una emergenza (era necessaria un’azione straordinaria in un momento straordinario, e invece si è avuto paura e poi torto [vedi chiusura alle prove suppletive]) globale che il Ministero ha molto spesso minimizzato e sottovalutato, i concorsi che avrebbero dovuto risolvere questo annoso problema;
2- sono state prese decisioni inadeguate che hanno messo in crisi le scuole perché non se ne conoscono, comprendono e accettano le difficoltà (organiche, soprattutto);
3- sono state prese decisioni inutili e dispendiose, anziché decisioni realmente funzionali (banchi con rotelle piuttosto che vaccinazioni e tamponi, per esempio);
4- sono stati da subito azzerati tutti i rapporti con le organizzazioni sindacali, ridotti quasi sempre a mere informative di facciata, ma non solo: anche il CSPI è stato relegato ad un ruolo marginale, nonostante moltissimi pareri strutturati e argomentati. Sicuramente di mezzo c’è stato il periodo della pandemia, ma fin dal primo giorno la Ministra ha scelto la strada della decisione unilaterale con un coinvolgimento residuale delle parti sociali.
Ma anche con arroganza: in un periodo di enorme difficoltà, ha scelto per la scuola la strada dell’autosufficienza, senza mai richiedere risorse aggiuntive straordinarie non solo per l’edilizia (problema endemico)

La responsabilità non è ovviamente della sola Ministra, pertanto ci si augura che con un cambio di titolare a Viale Trastevere traslochino anche molte figure politiche che hanno dato ali e sostanza ad un Ministero chiuso ed autoreferenziale.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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