Governare con virtù [I dialoghi di Confucio]

Per governare ci vogliono principi morali fissi e saldi attorno ai quali far ruotare tutto

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(II) I. Il Maestro disse: «Chi governa con virtù,[1] somiglia alla stella polare[2] (che) permane al suo posto e tutte le altre stelle le fanno corona».


[1] Intendi qui il complesso di tutte le virtù personali: il testo ha «te».

[2] Cfr. Shakespeare, Julius Caesar, Atto III scena I, dove l’eroe dice di sè:

but I am constant as the northern star….
The skies are painted with unnumber’d sparks,
They are all fire, and ewery one doth shine,
But there’s but one in all that doth hold his place!

opera di riferimento:
I dialoghi di Confucio / a cura di Alberto Castellani. – Rist. anast. – Firenze : Sansoni, 1984. – XXX, 196 p. ; 16 cm. (da LiberLiber)
licenza:Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

[ I Dialoghi scritti tra il V e il III secolo A.C. (ma la redazione attuale è del II secolo d.C.) sono tutt’oggi opera che grandemente influenza la cultura cinese e dell’Asia orientale. Questa prima traduzione italiana è opera di Alberto Castellani (1884-1932) sinologo tra i più importanti a livello europeo.]


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