lucia azzolina dopo il giuramento
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Lucia Azzolina non ce la può fare

Difesa patetica del proprio operato e incapacità di autocritica: ex ministra bocciata ... non ti rimpiangeremo

In un’intervista a La Repubblica, l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha di fatto tracciato un bilancio del suo mandato (12 mesi!), rilasciando delle considerazioni onestamente imbarazzanti che fanno capire bene perché non è stata riconfermata.

Se possiamo essere d’accordo con la tristezza di dover cedere alla chiusura delle scuole a marzo, è patetico il riferimento a Patrizio Bianchi, tecnico del Pd, ma soprattutto l’elenco di provvedimenti inefficaci messi in campo e che la ex ministra continua a rivendicare come delle sue vittorie.

Nell’ordine:

1- i banchi a rotelle: «A giugno il Comitato tecnico scientifico mi ha detto che se intendevo riaprire le scuole a settembre, serviva il metro di distanza. Si ricorda che c’erano presidi esasperati che volevano segare i banchi in due? E qualcuno si chiede ancora se servissero? In Europa esistono i monoposto tradizionali e le sedute innovative, i cosiddetti “banchi a rotelle”, gli stessi utilizzati in istituti di eccellenza come quelli dei gesuiti frequentati a suo tempo dal premier Draghi. Sono stati i presidi a scegliere di quali avvalersi: abbiamo consegnato 400mila sedute innovative e 2 milioni di monoposto. Un investimento strutturale, che resterà. Ma che nella becera propaganda politica di chi non conosce la scuola è diventato altro».
Ecco, uno spreco (se ne lamenta anche l’intervistatore), soprattutto perché mancavano gli spazi, non tanto i banchi! (Azzolina dice di aver aumentato gli spazi producendo ben 40.000 aule in più …. dove? come mai 40.000 aule in più e scuole costrette a doppi turni, a chiusure, a riprese a singhiozzo???) Senza contare che molte scuole e molte regioni (magari anche per motivi politici, non neghiamolo) li hanno velocemente rottamati perché inutilizzabili …

2- il monitoraggio dei contagi: «Il monitoraggio compete alle autorità sanitarie, il nostro è stato un lavoro in più. Li abbiamo interrotti per due settimane per modificare il questionario. Tutti i dati, che continuano a essere raccolti, sono trasmessi all’Istituto superiore di sanità».
Compete alle autorità sanitarie? Ma non è mai stato dato nessun dato certificato e sicuro dal ministero, possibile che la colpa sia delle autorità sanitarie? E tutti quei monitoraggi richiesti alle scuole?
Comunque immagino (e spero) che di quei dati il Ministero avesse (ed abbia tutt’oggi) un riscontro … mai presentati, mai certificati, mai discussi.

3- incapacità nell’autonomia decisionale e nella gestione delle azioni messe in campo «Ho ascoltato gli scienziati su questo e credo sarebbe opportuno fornire agli insegnanti mascherine Ffp2. Il lavoro sulla sicurezza nelle scuole è stato fatto: distanza, igienizzanti, 40mila aule in più, 70mila docenti e Ata in più, alcune classi sdoppiate. Questo permetterà di affrontare anche le varianti».
L’Odissea del cosiddetto “Organico Covid” è un esempio lampante di incapacità gestionale: personale arrivato tardi, non pagato, lasciato alla discrezione di scuole e USR.

Ma sono molto più numerose le omissioni in questo dossier di fine mandato a lasciare perplessi:
a- non si dice nulla della gestione dei concorsi (ordinari e straordinari) partiti in ritardo e inefficaci ad arrestare e combattere il precariato scolastico: non ci si aspettava una rivoluzione copernicana, ma un’operazione di buon senso sì (stabilizzazione immediata, corso di abilitazione in corso ed esame finale …);
b- non si dice nulla della gestione controversa dell’aggiornamento delle graduatorie per la nomina dei supplenti, arrivati anche a dicembre inoltrato con ricorsi e controricorsi (del pasticcio dell’organico Covid ho già detto: si può aggiungere che la pervicace insistenza della ministra nell’evitare una gestione trasparente e centralizzata dell’organico, lasciato invece ai capricci dei vari Usr [Uffici Scolastici Regionali], con continue e ripetute operazioni di ricalibrazione di fondi e persone, come se fossero pedine del Monopoli)
c- non si dice nulla dell’avvio disastroso dell’anno scolastico con 85mila posti (docenti ed ATA) da stabilizzare tornati indietro al mittente per incapienza delle graduatorie.

Insomma, il mandato di Lucia Azzolina è stato segnato da una enorme autoreferenzialità resa ancora più disastrosa a causa della supponenza anche dello staff di consiglieri di cui si è circondata: anche nel suo bilancio continua a soffermarsi su cosa ha fatto, non su cosa non ha fatto o ha fatto male …

Cara Azzolina, non ci mancherai …


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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