Ricostruire il tempo, non restituirlo

“Dobbiamo uscire dall’ossessione dell’istruzione come quantità, il numero di pagine lette, il tempo dedicato alla scuola. ” Intervista al dirigente di Vo’ Euganeo, fra i primi focolai del virus un anno fa.

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Fra gli interventi più sensati sulla querelle del prolungamento del calendario scolastico à la recherche du temps perdu, mi pare che l’intervista al Dirigente Scolastico dell’IC di Vo’ Euganeo (PD), Alfonso D’Ambrosio, comparsa su “La Repubblica” di oggi, sia il più lucido nell’analisi delle criticità di un possibile provvedimento in questo senso.

Domanda: Alfonso D’Ambrosio, quindi, non si è perso tempo secondo lei?
Risposta
: Dobbiamo uscire dall’ossessione dell’istruzione come quantità, il numero di pagine lette, il tempo dedicato alla scuola. Il tempo non lo dobbiamo riprendere, ma costruire. Apprendimento, relazioni, percorsi educativi.

Domanda: Lo spostamento a giugno, quindi, è bocciato?
Risposta: Una buona parte dei docenti in quel periodo è impegnato negli esami di primo e secondo ciclo. Difficile trovare lezioni compatibili con la Maturità.

Domanda: Può essere l’occasione per ritrovare i compagni?
Risposta: A giugno c’è l’abitudine di portare i ragazzi ai centri estivi, un momento di stacco dalla scuola e dall’idea di pandemia. E poi al Sud, nel mese di giugno, i problemi crescono.

Domanda: Ci spieghi.
Risposta: Il caldo inizia a diventare opprimente, in poche classi c’è l’aria condizionata. Difficile fare lezioni ed esami in queste condizioni.

Domanda: Pensa anche lei a corsi mirati per alcuni studenti rimasti indietro?
Risposta: Questa sì, mi sembra la soluzione più praticabile per recuperare chi ha faticato con la didattica a distanza.

Non a caso, con forte senso della realtà di chi vive nella scuola e non la teorizza e basta, con poche parole chiare, il dirigente scolastico ribadisce la centralità della responsabilità organizzativo-didattica degli organi collegiali e del collegio docenti, che -come tutti gli anni- è l’unico tenuto a valutare l’andamento degli alunni e programmare attività di recupero e consolidamento, anche nei mesi di luglio e agosto. E’ un’attività ordinaria che normalmente passa in silenzio, sotto il silenzio della stampa propagandistica che invece si sforza di diffondere la ‘fregnaccia’ che i docenti a luglio e ad agosto fanno 60 gg di ferie (lo si trova ribadito anche oggi sempre in un riquadro dello stesso giornale), ignorando quelle attività che tutti gli anni si fanno sulla base delle delibere del collegio anche in periodi di sospensione dell’attività didattica.
Con poche parole e chiare si ribadisce anche il valore formativo della scuola come momento di crescita e non di accumulo a-critico di ogni tipo di sapere.
Con poche parole e chiare si ribadisce anche che la socializzazione degli alunni non può essere demandata soltanto alle scuole, ma servono patti territoriali che mettano a disposizione dei nostri ragazzi attività di aggregazione, socializzazione e cultura che vanno oltre il perimetro scolastico (penso ai musei, penso ad attività di teatro, penso a percorsi turistici …).

Non a caso, Alfonso D’Ambrosio ha subito un procedimento disciplinare per aver criticato l’operato della ministra Azzolina (dunque della ‘sua’ dirigente datrice di lavoro) proprio nella gestione della ripartenza scolastica.

Contano i fatti.


ci sto lavorando!
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