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Le prove Invalsi per misurare l’effetto della pandemia? una bufala

I dati non sono affatto attendibili perché manca uno storico sugli alunni che stanno affrontando le prove Invalsi, quindi NON si può misurare quanto si è perso, ma fare solo una fotografia dello stato attuale. Assurdo che l'Invalsi si presti ad un giochino di istogrammi per dirci che "andrà tutto bene" ignorando che dal 6 marzo milioni di studenti sono a casa in didattica digitale

L’argomentazione proposta da Roberto Ricci, responsabile dell’area prove per l’Invalsi, sulle prove come strumento di misurazione degli effetti della pandemia è chiaramente una bufala. Vediamo perché.

In un articolo sul sito di InvalsiOpen dal titolo Le prove Invalsi per misurare gli effetti della pandemia sulla Scuola leggiamo:

Ormai da quasi un anno la didattica in presenza ha subito delle forti limitazioni che, per quanto compensate con la didattica a distanza, potrebbero aver causato una perdita di competenze negli studenti.

Molti Paesi stanno promuovendo indagini e ricerche per avere un quadro attendibile e dettagliato di ciò che sta accadendo e, sulla base dei dati, mettere in atto eventuali piani didattici integrativi.

In Italia lo strumento più adatto per verificare gli effetti della pandemia sulla didattica sono le Rilevazioni nazionali INVALSI.

In realtà, ma l’ho già segnalato, i dati non sono affatto attendibili perché manca uno storico sugli alunni che stanno affrontando le prove Invalsi, quindi NON si può misurare quanto si è perso, ma fare solo una fotografia dello stato attuale. E questo bisognerebbe dirlo, per onestà intellettuale. Così come bisognerebbe dire anche che in molti Paesi le prove standard hanno fatto sollevare lo stesso grado di perplessità che manifesto io, se non oltre …

Inoltre è assurdo che l’Invalsi si presti ad un giochino di istogrammi per dirci che “andrà tutto bene” ignorando che dal 6 marzo milioni di studenti sono a casa in didattica digitale e quindi le stesse prove avranno ritardi, notevoli ripercussioni sullo stato d’animo degli studenti (che a scuola vanno per altro e non per la prova nazionale), nonché hanno notevoli ricadute sull’organizzazione della giornata scolastica.

C’era la possibilità di fare davvero qualcosa di buono, ripensando il sistema, ma al solito prevale la propaganda.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Un commento su “Le prove Invalsi per misurare l’effetto della pandemia? una bufala

  1. Certo che se il responsabile dell’area prove dell’Invalsi parla di “perdita di competenze” siamo messi bene! Le prove Invalsi casomai servono per valutare delle abilità, non delle competenze.

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