Il paesaggio interiore

C’è un paesaggio interiore, una geografia dell’anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita. Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l’acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni, ed è a casa.
Alcuni lo trovano nel luogo di nascita; altri possono andarsene, bruciati, da una città di mare, e scoprirsi ristorati nel deserto.

Josephine Hart, Il danno


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La poca trasparenza del greenpass: la Terra dei Cachi

Alla base del rapporto fra il cittadino e lo Stato dovrebbero esserci fiducia e trasparenza: le leggi, le disposizioni, le indicazioni, i pareri, le campagne dovrebbero tutte essere improntate su informazioni e disposizioni a vantaggio dell’intera comunità, accompagnate da coerenza, solidarietà e giustizia.
L’esatto contrario di quanto sta accadendo con il green pass, il passaporto verde che dovrebbe permettere a tutti un ritorno alla normalità (lo ha detto Mario Draghi, in qualità di presidente del consiglio, lo ha ripetuto Roberto Speranza, in qualità di ministro della Salute).

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L’eterno ritorno

L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?
Il mito dell’eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un’ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla.

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza


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Una pregiudiziale antifascista

Le vicende del sottosegretario Claudio Durigon e di Tomaso Montanari stanno tenendo banco, soprattutto fra i reazionari della stampa più blasonata, nell’intento finto-buonista di bacchettare gli uni e gli altri mostrando il lato più becero del politicamente corretto. Nulla di peggio che fare di tutta l’erba un fascio (citazione non a caso), quando invece di semplificare sono necessari dei distinguo che renderebbero più facile capire perché #iostoconmontanari

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La metafisica dell’ordine

Come ordinare la propria biblioteca è un tema altamente metafisico. Mi ha sempre meravigliato che Kant non gli abbia dedicato un trattatello. Di fatto potrebbe offrire una buona occasione per indagare una questione capitale: che co s’è l’ordine. Un ordine perfetto è impossibile, semplicemente perché c’è l’entropia. Ma senza ordine non si vive. Con i libri, come per tutto il resto, occorre trovare una via tra queste due frasi. Il miglior ordine, per i libri, non può che essere plurale, almeno altrettanto quanto la persona che usa quei libri.

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Garantire la tutela dei dati personali in tempo di Covid – come ti traccio col greenpass

Detto che uno dei tanti problemi nella Scuola in questo momento è la gestione del green pass (oltre al green pass stesso!), ovvero il controllo di circa 1 milione di persone tutti i giorni, i dirigenti scolastici (non tutti, ma molti) stanno cercando di convincere stavolta il Ministro Bianchi che non solo i tamponi per chi non si vuole vaccinare non devono essere gratis, ma che le scuole devono avere accesso completo tramite software ad una banca dati che permetta di sapere subito chi è vaccinato e chi no.

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Morte di una stagione

Piovve tutta la notte
Sulle memorie dell’estate.
Al buio uscimmo
Entro un tuonare lugubre di pietre
Fermi sull’argine reggemmo lanterne
A esplorare il pericolo dei ponti.
All’alba pallidi vedemmo le rondini
Sui fili fradice immote
Spiare cenni arcani di partenza
E le specchiavamo sulla terra
Le fontane dai volti disfatti.

Fernanda Pivano


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Ho bisogno di silenzio

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorietate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

Alda Merini


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Il mio sguardo è nitido come un girasole

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…

Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare…

Ferdinando Pessoa

Pensare è difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica

C’era una volta la libertà di pensiero, la possibilità di dire argomentando tutto ciò che si pensava. C’era lo scontro (verbale e di idee) per l’ansia di cercare la verità, per la voglia di scoprire e di andare a fondo. L’agone scientifico era animato dalla sfida a superarsi e dal desiderio di gloria. Ma c’era anche il rispetto per le tesi altrui, magari lette per smontarle, tuttavia con la consapevolezza che le posizioni avverse avevano un fondamento che meritava di essere approfondito, studiato e poi semmai demolito. C’era il progresso delle idee.

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Il bello è rimanere nel limbo delle cose sospese

Arrivati a questo punto
dicesti
o si va oltre
o non ci si vede mai più

Non capivi che il bello era proprio quel punto
era rimanere
nel limbo delle cose sospese
nella tensione di un permamente principio
nel nascondiglio di una vita nell’altra

Così il mio contrappasso di pokerista
è stato perdere tutto
appena hai forzato la mano

Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke


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Cyberbullismo come effetto del greenpass: tutti contro tutti

In questi giorni crescono la confusione e soprattutto il malcontento per le scelte incerte e discriminatorie che, dal Governo al Ministero dell’Istruzione, stanno accompagnando l’applicazione del DL 111/21, l’obbligo del passaporto vaccinale (green pass) per il personale scolastico.

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Sto nel cuore del secolo, di Osip Ėmil’evič Mandel’štam

Sto nel cuore del secolo; incerta è la strada; e ogni
mèta col tempo sfuma all’orizzonte:
il frassino stremato del bordone,
la miseranda patina del bronzo.


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5 (anzi 6) libri che parlano di altri libri

Non c’è nulla di più bello per un autore di libri che scrivere di altri libri e di altre biblioteche, di poter dare sfogo al suo impulso per la scrittura debordando nei libri scritti da altri, o forse mai scritti. Appartiene a quel filone psicanalitico che fa del libro un feticcio e della biblioteca il migliore dei mondi possibili.

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Scuola: ko col green pass a rotelle, di Franco Bechis

Franco Bechis, direttore de Il Tempo, scrive un interessante articolo su cosa non è stato fatto per la Scuola per permetterne una ripartenza adeguata dopo la pausa estiva. Un’analisi lucida, attenta e anche critica sulle mancanze di un Ministero e della politica in generale che col green pass pensa di coprire tutte le magagne della sua incapacità.

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Ventiquattromila baci, di Antonio Ferrara [Settenove 2021]

Un uomo ben vestito bacia una donna elegante; due ragazzi si baciano fra un nuvola ed una palma; il domatore bacia la bestia feroce, ammansita per l’occasione; due ragazze si baciano disinibite, come una zebra bacia un cavallo; una ragazzo afroamericano bacia un giovane caucasico; cappuccetto rosso bacia il suo lupo; un musicista il giovane rampante; il diavolo bacia l’angelo; infreddoliti un uomo con un pizzetto bacia la sua donna nascosta da un cappuccio di pelliccia; la balena bacia il pesciolino rosso. Poi si ricomincia d’accapo: ventiquattromila modi di baciare…

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Lo sguardo inquieto, Berardino Palumbo [Marietti1820 2021]

La grande occasione gli arrivò nel 1983, quando Italo Signorini, il professore universitario a cui aveva chiesto la tesi di laurea, chiamò lo studente Berardino Palumbo in una calda giornata di luglio per comunicargli che avrebbe svolto con lui la tesi di laurea, ma soprattutto per proporgli un esperimento: si trattava di cambiare le sue abitudini ed andare a vivere per qualche tempo nel Sannio per fare ricerche sul campo.

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Valerio Verbano – una ferita ancora aperta, di Marco Capoccetti Boccia [Lorusso 2020]

Sono anni difficili, anni definiti di piombo perché sono segnati da esplosioni, scontri armati, colpi di pistola: sono anni di guerriglia sociale. Il 22 febbraio 1980 è una data che difficilmente Roma dimenticherà, perché è l’ultimo giorno di vita di Valerio Verbano, attivista giovanissimo di Autonomia Operaia.

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Green pacco, di Marco Travaglio

Domenica 15 agosto Marco Travaglio ha pubblicato un editoriale su Il Fatto Quotidiano con alcune riflessioni, ovviamente di parte, sull’efficacia o meno del provvedimento del green pass. Vale la pena leggere se non altro per avere una visione politica più ampia. Premessa: non sono sempre d’accordo con Travaglio, e anche in questo caso alcuni elementi stridono, però penso sia giusto leggere e valutare in maniera autonoma ogni voce.

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La tavola fiamminga, di Arturo Pérez-Revelte [BUR Rizzoli 2014]

Quis necavit equitem? Chi ha ucciso il cavaliere? La scritta è stata abilmente coperta, perché l’originale del quadro di Pieter Van Huys, pittore fiammingo del XV secolo, intitolato La partita di scacchi presenta un soggetto tutt’altro che enigmatico: il padrone di casa, il duca Fernando di Ostemburgo, la consorte, Beatrice di Borgogna, e l’ospite, Roger d’Arras, sono tutti raffigurati rilassati in una stanza molto signorile; i due uomini sono impegnati in un angolo mentre si sfidano in una partita a scacchi, mentre Beatrice è vicino alla finestra e li osserva da lontano.

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Qualche informazione in più sul protocollo per la sicurezza della Scuola ed alcune riflessioni scomode

Il Protocollo della sicurezza sottoscritto il 13 agosto e subito in parte smentito dal Ministero dell’Istruzione stesso che lo ha sottoscritto [ecco, cominciamoci a chiedere qual è l’affidabilità della controparte, qual è la sua coerenza, qual è la sua lealtà …] determina le regole di comportamento comune per la sicurezza nella scuola, ma non può intervenire in materia di obbligo vaccinale che è normata per legge.

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Il Dio che danza, di Paolo Pecere [Nottetempo 2021]

La ricerca inizia in una delle tante estati dell’infanzia, quando ancora inconsapevole di tutto e desideroso di scoprire il mondo, si rintanava in un seminterrato fresco e nel silenzio di quei momenti riusciva a “cartografare” terre e mari immaginari, a creare e godere di mondi nuovi e imperscrutabili.

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Il fascismo secondo Pasolini, di Alessandro Viola [Mimesis 2020]

Già da quando era nel GUF (Gruppo Universitario Fascista), articolazione del Partito Fascista, all’inizio degli anni ‘40, Pier Paolo Pasolini ha criticato il regime non tanto per i contenuti ideologici, quanto per la povertà del dibattito culturale: i suoi interventi agli incontri del CineGuf degli ambienti universitari bolognesi sono stati fin dall’inizio indirizzati contro quel contesto asfittico fatto di luoghi comuni e di stereotipi.

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