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Valerio Verbano – una ferita ancora aperta, di Marco Capoccetti Boccia [Lorusso 2020]

Marco Cappoccetti Boccia non è uno storico di mestiere, è un educatore che ha dedicato studi intensi per la sua tesi di laurea a questo avvenimento che ancora oggi scuote Roma e fa di Valerio, ancora oggi, un esempio di giovane attivista militante antifascista. Un bel libro, appassionante, crudo, ma nella sua illogicità anche pieno di cupa speranza.

Sono anni difficili, anni definiti di piombo perché sono segnati da esplosioni, scontri armati, colpi di pistola: sono anni di guerriglia sociale. Il 22 febbraio 1980 è una data che difficilmente Roma dimenticherà, perché è l’ultimo giorno di vita di Valerio Verbano, attivista giovanissimo di Autonomia Operaia.

Valerio si impegnava da mesi, nonostante i suoi 18 anni, in un’intensa attività di studio, informazione, controinformazione e propaganda: le sue giornate trascorrono con un gruppo di amici, spesso a pranzo insieme dalla mamma Carla con la quale Valerio vive, e poi di corsa a fare riunioni, a cercare notizie, volantini, informazioni sui gruppi NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari ovvero un’organizzazione terroristica italiana d’ispirazione neofascista, attiva a Roma dal 1977) che infestano la sua città. Si prepara meticolosamente, prepara un archivio di tutti i corrotti, di tutti i coinvolti. Almeno questo è quello che trova la DIGOS dopo una perquisizione nel suo appartamento a seguito di un arresto avvenuto in una delle tante retate contro terroristi, o presunti tali, nell’aprile del 1979: la documentazione, insieme anche ad un’arma da fuoco, è sequestrata dalla polizia che la restituirà alle indagini soltanto molto tempo dopo. Per questo Valerio, nonostante la giovane età, dà fastidio a parecchie persone, è nel mirino di molti potenti che ne sentono il fiato sul collo: del resto i fogli dattiloscritti hanno lunghe liste di personaggi sui quali il ragazzo sta indagando con i suoi amici. Di vere e proprie minacce ne ha avute, ma non pensava si sarebbe arrivato a tanto: la sera del 22 febbraio 1980 rientra a casa e trova i genitori morti. Nella casa nel cuore del quartiere Montesacro ci sono anche tre strane figure con il volto coperto da passamontagna e con le quali nasce subito una violenta colluttazione: parte un colpo, fatale per Valerio. Il 25 febbraio, giorno del suo diciannovesimo compleanno, Valerio non c’è più: c’è solo una bara…

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