incipit

L’innominabile attuale

apere dove ogni giorno sta mettendo i piedi. Il terreno è friabile, le linee si sdoppiano, i tessuti si slacciano, le prospettive oscillano. Allora si avverte con maggiore evidenza che ci si trova nell’«innominabile attuale».

La sensazione più precisa e più acuta, per chi vive in questo momento, è di non sapere dove ogni giorno sta mettendo i piedi. Il terreno è friabile, le linee si sdoppiano, i tessuti si slacciano, le prospettive oscillano. Allora si avverte con maggiore evidenza che ci si trova nell’«innominabile attuale».


Negli anni fra il 1933 e il 1945, il mondo ha compiuto un tentativo di autoannientamento, parzialmente riuscito. Quello che venne dopo era informe, grezzo e strapotente. Nel nuovo millennio, è informe, grezzo e sempre più potente. Elusivo in ogni singola parte, è l’opposto del mondo che Hegel intendeva stringere nella morsa del concetto. È un mondo frantumato anche per gli scienziati. Non ha un suo stile e li usa tutti.

Roberto Calasso, L’innominabile attuale


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

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