Oltre la tempesta

«Quando la tempesta sarà finita, non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato».

Haruki Murakami

Improvvisamente l’estate scorsa, di Tennessee Williams [Scalpendi 2021]

Mrs Venable non può sopportare oltre: dopo un anno è necessario un faccia a faccia con la nipote Catharine Holly, l’ultima ad aver visto il prediletto Sebastian in vita, ma che da mesi continua a farfugliare una fantasiosa ricostruzione della morte dell’amato figlio.

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Oggi no, domani

Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: « Mostrami la lingua!». Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino a serramanico, lo apre e con la lama mi sfiora la lingua. Dice: «Adesso gli tagliamo la lingua». Io non oso ritirarla, l’uomo si fa sempre più vicino, ora toccherà la lingua con la lama. All’ultimo momento ritira la lama e dice: «Oggi no, domani». Richiude il coltellino con un colpo secco e se lo ficca in tasca.

Elias Canetti, La lingua salvata

La paura dell’ignoto

Nulla l’uomo teme di più che essere toccato dall’ignoto. Vogliamo vedere ciò che si protende dietro di noi: vogliamo conoscerlo o almeno classificarlo. Dovunque, l’uomo evita d’essere toccato da ciò che gli è estraneo. Di notte o in qualsiasi tenebra il timore suscitato dall’essere toccati inaspettatamente può crescere fino al panico. Neppure i vestiti garantiscono sufficiente sicurezza; è talmente facile strapparli, e penetrare fino alla carne nuda, liscia, indifesa dell’aggredito.

Elias Canetti, Massa e potere

Cuore rivelatore

Sul serio! Io sono nervoso, molto nervoso, e lo sono sempre stato. Ma perché pretendete che io sia pazzo? La malattia – è vero – ha resi più penetranti i miei sensi, ma non li ha logorati, non li ha distrutti! Io avevo, finissimo, il senso dell’udito e ho intese tutte le voci del cielo e della terra. E molte anche dell’Inferno. Come potrei esser pazzo, allora?

Edgar Allan Poe

La felicità dei mobilifici, di Ingo Schulze [Marietti1820 2021]

Essere vissuto nella DDR (la vecchia Germania Est) a cavallo fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 significava avere l’illusione di poter cambiare radicalmente tutto, senza capire che ci si apprestava a diventare davvero schiavi di un altro totalitarismo, quello del mercato capitalista.

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Gioventù senza Dio, di Ödön von Horváth

Mi piacciono le scoperte, se poi sono estive meglio ancora. Mi sono imbattuto in questo libro leggendone un altro di Ingo Schultze (la recensione sarà pubblicata su Mangialibri) ed ho sentito la necessità e curiosità di leggerlo quanto prima.
Parla di insegnanti, di genitori, di ragazzi allo sbando, di scuola, di pensiero unico, di rimorsi, di formazione plagiata e condizionata da cattivi maestri, di tempi che cambiano, cambiamento dei tempi: indubbiamente una lettura da fare.

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Priorità alla Scuola: adesso ci vogliono dei “Patti territoriali”

Ribadito ovunque, “Priorità alla Scuola” è uno slogan che merita concretezza. Ovviamente tutti gli accorgimenti di tipo sanitario sono importanti e devono essere messi in pratica e rispettati, però non sono da soli sufficienti vista la complessità dell’attività scolastica che è fatta anche di un “prima” e di un “dopo” il suono della campanella. Servono dei “Patti territoriali” che mettano al centro di ogni attività cittadina il diritto allo studio in presenza. Sono necessari cioè dei “Patti territoriali”!

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Come creatura umana

Sono nato alla fine di agosto del 1913 come creatura umana di sesso maschile. Non so la data precisa. Aspettarono qualche giorno per vedere se sarei sopravvissuto e solo allora mi registrarono all’anagrafe. Lo facevano con tutti. I lavori estivi stavano finendo, bisognava raccogliere questo o quest’altro dai campi, la mucca era gravida e necessitava di cure e attenzioni. Era cominciata la Grande Guerra. L’ho passata insieme a tutte le altre malattie infantili, la varicella, il morbillo etc.

Georgi Gaspodinov, Fisica della malinconia

Il giorno seguente non morì nessuno

Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, poiché assolutamente contrario alle norme della vita, causò negli spiriti un enorme turbamento, cosa del tutto giustificata, ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta volumi della storia universale, sia pur che si trattasse di un solo caso per campione, che fosse mai occorso un fenomeno simile, che trascorresse un giorno intero, con tutte le sue prodighe ventiquattr’ore, fra diurne e notturne, mattutine e vespertine, senza che fosse intervenuto un decesso per malattia, una caduta mortale, un suicidio condotto a buon fine, niente di niente, zero spaccato.

José Saramago, Le intermittenze della morte


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Il paesaggio interiore

C’è un paesaggio interiore, una geografia dell’anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita. Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l’acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni, ed è a casa.
Alcuni lo trovano nel luogo di nascita; altri possono andarsene, bruciati, da una città di mare, e scoprirsi ristorati nel deserto.

Josephine Hart, Il danno


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La poca trasparenza del greenpass: la Terra dei Cachi

Alla base del rapporto fra il cittadino e lo Stato dovrebbero esserci fiducia e trasparenza: le leggi, le disposizioni, le indicazioni, i pareri, le campagne dovrebbero tutte essere improntate su informazioni e disposizioni a vantaggio dell’intera comunità, accompagnate da coerenza, solidarietà e giustizia.
L’esatto contrario di quanto sta accadendo con il green pass, il passaporto verde che dovrebbe permettere a tutti un ritorno alla normalità (lo ha detto Mario Draghi, in qualità di presidente del consiglio, lo ha ripetuto Roberto Speranza, in qualità di ministro della Salute).

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L’eterno ritorno

L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?
Il mito dell’eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un’ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla.

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza


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Una pregiudiziale antifascista

Le vicende del sottosegretario Claudio Durigon e di Tomaso Montanari stanno tenendo banco, soprattutto fra i reazionari della stampa più blasonata, nell’intento finto-buonista di bacchettare gli uni e gli altri mostrando il lato più becero del politicamente corretto. Nulla di peggio che fare di tutta l’erba un fascio (citazione non a caso), quando invece di semplificare sono necessari dei distinguo che renderebbero più facile capire perché #iostoconmontanari

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La metafisica dell’ordine

Come ordinare la propria biblioteca è un tema altamente metafisico. Mi ha sempre meravigliato che Kant non gli abbia dedicato un trattatello. Di fatto potrebbe offrire una buona occasione per indagare una questione capitale: che co s’è l’ordine. Un ordine perfetto è impossibile, semplicemente perché c’è l’entropia. Ma senza ordine non si vive. Con i libri, come per tutto il resto, occorre trovare una via tra queste due frasi. Il miglior ordine, per i libri, non può che essere plurale, almeno altrettanto quanto la persona che usa quei libri.

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Garantire la tutela dei dati personali in tempo di Covid – come ti traccio col greenpass

Detto che uno dei tanti problemi nella Scuola in questo momento è la gestione del green pass (oltre al green pass stesso!), ovvero il controllo di circa 1 milione di persone tutti i giorni, i dirigenti scolastici (non tutti, ma molti) stanno cercando di convincere stavolta il Ministro Bianchi che non solo i tamponi per chi non si vuole vaccinare non devono essere gratis, ma che le scuole devono avere accesso completo tramite software ad una banca dati che permetta di sapere subito chi è vaccinato e chi no.

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Morte di una stagione

Piovve tutta la notte
Sulle memorie dell’estate.
Al buio uscimmo
Entro un tuonare lugubre di pietre
Fermi sull’argine reggemmo lanterne
A esplorare il pericolo dei ponti.
All’alba pallidi vedemmo le rondini
Sui fili fradice immote
Spiare cenni arcani di partenza
E le specchiavamo sulla terra
Le fontane dai volti disfatti.

Fernanda Pivano


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Ho bisogno di silenzio

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorietate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

Alda Merini


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