L’invenzione degli scacchi

Sembra che l’invenzione degli scacchi sia legata a un fatto di sangue.
Narra infatti una leggenda che quando il gioco fu presentato per la prima volta a corte il sultano volle premiare l’oscuro inventore esaudendo ogni suo desiderio. Questi chiese per sé un compenso apparentemente modesto, di avere cioè tanto grano quanto poteva risultare da una semplice addizione: un chicco sulla prima delle sessantaquattro caselle, due sulla seconda, quattro sulla terza, e così via…
Ma quando il sultano, che aveva in un primo tempo accettato di buon grado, si rese conto che a soddisfare una simile richiesta non sarebbero bastati i granai del suo regno, e forse neppure quelli di tutta la terra, per togliersi dall’imbarazzo stimò opportuno mozzargli la testa.

Paolo Maurensig, La variante di Lüneburg, Adelphi 1995

Uccideresti l’uomo grasso? di David Edmonds [Cortina 2014]

Siamo tutti incappati nella vita in situazioni tali da richiedere una decisione immediata. Poi però esistono situazioni estreme che mettono a dura prova la nostra capacità di giudizio, più che di sangue freddo. Forse perché molto spesso non valutiamo fino in fondo le conseguenze delle nostre singole scelte.

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La tredicesima cattedra, di Franco Cordero [La nave di Teseo 2020]

Non ci ha messo molto il professore a cedere alle lusinghe di Melchior: concorrere per una cattedra, la tredicesima e ultima, nel prestigioso Collegio della Rocca di Monteferro. È una occasione unica e irripetibile, ma si tratta di sparire dalla vita quotidiana, ricostruirsi un’identità e dedicarsi finalmente alla ricerca, al piacere della lettura, al piacere della speculazione.

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Un problema per Mac, di Enrique Vila-Matas [Feltrinelli 2019]

Da quando è rimasto senza lavoro, Mac, ex imprenditore nel settore edilizio, decide di sfruttare la sua passione di lettore onnivoro e scrivere un romanzo. Ma non deve essere un romanzo come tanti altri, deve essere un falso: “che possa sembrare postumo e incompiuto mentre in realtà sarebbe del tutto concluso”.

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Giorgiana Masi – Indagine su un mistero italiano, di Concetto Vecchio [Feltrinelli 2017]

Il 12 Maggio 1977, nell’anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, Marco Pannella, leader del Partito Radicale, alle quattro del pomeriggio fa un lungo discorso in Parlamento annunciando che quel pomeriggio stesso i radicali avrebbero sfidato i divieti imposti dall’allora Ministro dell’Interno, Francesco Cossiga, manifestando con una raccolta firme, pacifica, a Piazza Navona per celebrare il “referendum contro il regime”.

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Museo del romanzo dell’Eterna (primo romanzo bello), di Macedonio Fernández [Castelvecchi 2020]

Ci vogliono 57 prologhi, diversi appelli al lettore e introduzioni varie, anche alcuni post-prologhi e note di spiegazione, per essere finalmente trasportati all’interno del romanzo, a quel capitolo primo che finalmente disvela che da lì inizierà la storia che tutti siamo curiosi di leggere: a quel punto però prevale il senso di smarrimento.

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Il cerchio, di Meša Selimović [BBE 2019]

Vladimir fatica a trovare le parole per preparare il discorso per il Congresso Comunista: non è facile spiegare perché i giovani jugoslavi rinneghino la vocazione politica e preferiscano invece rimanere nelle campagne a lavorare la terra. Non che gli manchino gli argomenti, ma ha altro nella testa. Perché il partito non lo ha invitato alla inaugurazione del museo dedicato a Mladen, suo fratello, eroe della resistenza?

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La fine dei vecchi tempi, di Vladislav Vančura [Einaudi, 2020]

Bernard Spera è il vecchio bibliotecario del castello di Kratochvíce: ne ha viste tante e ne può raccontare anche di più. Da quando il podere è passato nelle mani del ricco Stoklasa e da quando nei paraggi è arrivato il principe Nikolaevič Megalrogov, da tutti soprannominato “barone di Münchhausen” per spiccate peculiarità caratteriali, gli episodi da riferire sono ancora più e soprattutto ancora più incredibili.

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La ragione contro il potere, di Noam Chomsky e Jean Bricmont [Ponte delle grazie, 2019]

Ora più che mai occorre ragionare sulla ragione: strumento insostituibile contro l’ignoranza, il dominio, l’intolleranza. Partendo da questo presupposto, dialogando con Jean Bricmont, siamo introdotti per mano da Noam Chomsky nell’universo politico, economico, ma anche etico degli Stati Uniti e più in generale della dicotomia fra teoria ed esercizio del potere. Si ragiona allora della convivenza fra razionalismo e ottimismo, dell’impegno per migliorare la nostra condizione umana, della possibilità stessa dell’esistenza di una “natura umana” innata, che possa comprendere anche la lotta per cambiare il mondo. La ragione si rivela come l’unico strumento per svelare e disinnescare le menzogne del potere, per far avanzare la conoscenza scientifica e filosofica e per realizzare il cambiamento politico…

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Un giorno senza sera, di Roberto Pazzi [La Nave di Teseo, 2020]

La sensazione di svegliarsi con le ali di un uccello e con il pensiero strano di essere stato un uomo, un mondo al contrario, un nuovo modo di percepire il mondo, attraverso la ricerca del proprio corpo: con enormi sforzi per sentire il sangue agitarsi e cercare, attraverso le mani, le unghie e le tracce delle sue impronte che forse un giorno, se ne avrà memoria, saranno capaci di fargli ricordare passato e futuro. È faticoso restare sempre giovani, “non uscire mai dalla giovinezza”, creare un trucco che faccia rimanere sempre uguali.

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Il giorno mangia la notte, di Silvia Bottani [SEM 2020]

In una calda ed afosa estate milanese, le vite di Naima, Stefano e Giorgio stanno per incontrarsi e graffiarsi per sempre. Giorgio esce dall’ennesima serata di gioco d’azzardo, matto e disperatissimo: come sempre ha perso tutto e vede sempre più lontano il giorno del riscatto. La sua vita è ad una pausa: pausa d’amore, pausa di lavoro, pausa da genitore. Solo la sfortuna non prende mai una vacanza. È completamente al verde, così per disperazione decide di rapinare una anziana marocchina che vede avanzare per strada: ma la donna non ci sta, resiste e anzi prova a rincorrere il suo aggressore.

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Il sentimento della letteratura, di Julio Cortazar [SUR 2020]

“Scrivo per difetto, per dislocazione; e siccome scrivo da un interstizio, non faccio che invitare gli altri a cercare i propri e a guardare, attraverso questi, il giardino in cui gli alberi hanno frutti che ovviamente sono pietre preziose”. Con questa premessa Julio Cortázar ripercorre i suoi primi approcci non solo alla letteratura, ma al suo modo di vedere e leggere la realtà. Esiste una nicchia in cui siamo costretti a fare entrare contemporaneamente il reale e l’immaginario, il fantastico, e non è detto che a volte non si sovrappongano.

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Racconti, di Leonardo Sinisgalli [Mondadori 2020]

Basta ritrovare un quaderno del 1917 per essere catapultati di colpo in un mondo che oramai sembra non esserci più: riaffiorano i ricordi del maestro, i primi passi nella scuola, la madre. Da lì in poi una stagione di morti improvvise, quelle della prima grande guerra, inaspettata. Quando crolla un mondo e se ne costruisce un altro. E si sorride di fronte alla gravità dei fatti descritti in quel quaderno: tanti errori di scrittura che oggi sono nulla di fronte al passaggio della guerra. Il quaderno è logoro, ma ancora intatto e questo lo fa star bene, lo fa star meglio, lo aiuta a ritornare alla realtà.

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Tutte le poesie, di Leonardo Sinisgalli [Mondadori 2020]

C’è la montagna, c’è la campagna. Ci sono le nuvole e le civette delle nevi, il silenzio ed i fiori dischiusi. Ma soprattutto ci sono i borghi e la semplicità di un fuoco che dissolve tutto nel suo fumo: spazi nuovi che vanno oltre l’apparente calma di una vita ferma da secoli lungo le vigne secche di luce. Canti di allodola e tenui voci del mattino scavate nella pietra.

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Il capofamiglia, di Ivy Compton-Burnett [Fazi 2020]

Fine Ottocento. Duncan è il classico capofamiglia che pensa di controllare tutto quello che accade nella sua famiglia, composta dalla moglie Ellen, le figlie, Nance e Sybil, e il nipote Grant, che vive con gli Edgeworth da quando il padre, il fratello di Duncan, è morto. La famiglia vive nell’agio e apparentemente in modo sereno.

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La primavera torna sempre, di Lorenzo Marone [Feltrinelli 2020]

Anche nelle giornate convulse di lockdown, Luce Di Notte, una vera femmena dei quartieri spagnoli, riesce a trovare un sorriso per tutti. Aiuta la sua vicina di casa facendole la spesa, si preoccupa di Don Vittorio, dispensa parole di calma alla madre, che può sentire soltanto per telefono. Insomma ha deciso che la sua resistenza debba partire dalla solidarietà, dal rinnovato rapporto con gli affetti, dal suo Cane Superiore. Adda passà a’ nuttata

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Tempo variabile, di Jenny Offill [NN, 2020]

Lizzie è una bibliotecaria con una vita molto movimentata. Ha un marito, Ben, che trascorre molte ore in casa; un figlio piccolo, Eli, che frequenta una scuola dagli ambienti troppo grandi; ha un fratello, Henry, con gravi problemi di tossicodipendenza; una madre dolcissima, che però non riesce a sopportare. Lizzie fatica a tenere tutto insieme, sente il peso della responsabilità di una famiglia che dipende dalle sue cure e spesso le pesa la gestione di una vita così frammentata ed al servizio degli altri.

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L’acqua alta e i denti del lupo, di Emanuele Termini [Exòrma, 2019]

C’è un ospite inatteso sul cargo fra Ancona e Venezia, in quell’aprile 1907. A bordo infatti c’è un giovane anarchico russo, georgiano per l’esattezza, che è arrivato trafelato da Odessa e per alcuni mesi, con l’aiuto degli anarchici marchigiani ha fatto il portiere di notte in un hotel ad Ancona, ma adesso ha addirittura bisogno di incontrare Lenin, in esilio da anni anche se leader indiscusso del Partito Operaio Social-Democratico Russo (POSDR). Il giovane Koba, così è conosciuto a Gori ed in Georgia, anche se nessuno conosce il suo vero nome, sta sfuggendo al regime zarista.

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Sopruso. Istruzioni per l’uso, di Valerio Magrelli [Einaudi, 2019]

Un dottore che sbuffando ed alterandosi urla ad un paziente terrorizzato in mutande sul freddo tavolo di un ambulatorio medico: potrebbe essere l’incipit di un romanzo o di uno sketch comico, è invece l’immagine più chiara e lampante di chi veste i panni del borioso e spietato prepotente e di chi invece subisce un sopruso, anzi il sopruso.

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Il futuro è storia, di Masha Gessen [Sellerio, 2019]

Lëša, Maša, Serëža e Žanna sono nate fra il 1982 e il 1985 e si sono affacciate all’età adulta quando in Russia è iniziata l’età di Vladimir Putin. In quegli anni, alla vigilia del “nuovo corso” annunciato dalla politica del cambiamento di Gorbacëv, anche loro vivono in modo contraddittorio e profondissimamente umano quel processo di modernizzazione, mettendosi sulle spalle la responsabilità di iniziare il percorso. Sono la prima vera generazione post-sovietica, sono nate durante la perestrojka e sono vissute negli anni ’90, per questo sentono naturale il peso dell’impegno politico.

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Sogno e realtà dell’America Latina, di Mario Vargas Llosa [Liberilibri, 2020]

Tutto comincia con il mito dell’Eldorado, della terra dell’oro e dalle antiche cronicas dei numerosi compilatori che accompagnarono le spedizioni dei condottieri e vice-regnanti nelle Indie americane, sedotti dai racconti favolosi di quelle terre misteriose. Capita così che spesso la realtà storica venne messa in secondo piano, come ricorda bene il peruviano Raùl Porras Barrenechea “La finzione, l’amore per le cose rare e peregrine, predominano sul gusto del reale e del comune”. La nuova terra risponde alla necessità di dare una risposta alla curiosità del Vecchio Continente anche distorcendo la tradizione religiosa, etnica, sentimentale e storica dei popoli conquistati.

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Intervista a Paolo Maurensig

Paolo Maurensig è da circa tre decenni un appuntamento con una certezza, l’appuntamento con LA certezza: esiste ancora il romanzo, con tutta la sua sacralità, i suoi riti, a volte anche le sue contraddizioni e inspiegabile fascino. Ecco, se possiamo dare una definizione della scrittura che delinea la ‘persona’ Maurensig, oltre l’eleganza e l’equilibrio della forma, c’è una passione quasi sofoclea che non traspare subito, ma che ribolle dentro ogni sua storia, ogni sua narrazione, senza che si increspi la superficie. La sentiamo, la leggiamo, ce ne appropriamo in modo catartico. In epoca di lockdown mi è stato possibile incontrarlo solo virtualmente in occasione di pordenonelegge 2020, anche se ho ancora forte e chiaro dentro di me il ricordo di una sua presentazione al Festival Letteratura di Mantova qualche anno fa. Ci sono ancora molte domande che vorrei rivolgergli, ma le rimando al prossimo appuntamento in presenza. Ci conto, eh.

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1968 – L’autunno di Praga, di Demetrio Volcic [Sellerio 2018]

Il nome di Alexandre Dubček si afferma con convinzione nel gennaio del 1968, in pieno processo di revisione del partito comunista cecoslovacco, il cui segretario era Antonin Novotny, fra i sostenitori dell’ortodossia russa. Dubček subentra a Novotny come segretario con un mandato molto chiaro: riportare in Cecoslovacchia la libertà di pensiero ed un “socialismo umano”. Di lui, della sua forza carismatica, non si era ancora reso conto il russo Leonid Brežnev che pure l’aveva incontrato in tempi non sospetti senza degnarlo di una parola significativa.

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Gli illegali, di Piernicola Silvis [SEM 2019]

Per volere dei pezzi grossi di Roma, Renzo Bruni trasloca con la sua squadra da Foggia a Napoli per indagare sulla morte dell’ex prefetto, ormai in pensione, Raffaele Esposito, uomo in vista e dal passato non tanto cristallino. Renzo si scontra più di una volta con il suo avvocato, Manuel Capone, viscido faccendiere della malavita, cocainomane, in cerca di riscatto e soldi per curare la figlia Rosdiana, a cui sono rimasti pochi giorni di vita.

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Il bambino nascosto, di Roberto Andò [La nave di Teseo 2020]

Gabriele Santoro ha un rito: ogni mattina, mentre rifinisce la barba e aspetta il postino, declama una poesia allo specchio. Quella mattina è diversa perché, dopo aver aperto la porta ed essersi infilato di nuovo in bagno, tornando all’ingresso si accorge di avere una visita inaspettata: è Ciro, un bambino. Ciro, 10 anni, è il figlio di un padre scomodo, il camorrista Carmine, che controlla per il suo boss i traffici nel quartiere.

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