1968 – L’autunno di Praga, di Demetrio Volcic [Sellerio 2018]

Il nome di Alexandre Dubček si afferma con convinzione nel gennaio del 1968, in pieno processo di revisione del partito comunista cecoslovacco, il cui segretario era Antonin Novotny, fra i sostenitori dell’ortodossia russa. Dubček subentra a Novotny come segretario con un mandato molto chiaro: riportare in Cecoslovacchia la libertà di pensiero ed un “socialismo umano”. Di lui, della sua forza carismatica, non si era ancora reso conto il russo Leonid Brežnev che pure l’aveva incontrato in tempi non sospetti senza degnarlo di una parola significativa.

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Gli illegali, di Piernicola Silvis [SEM 2019]

Per volere dei pezzi grossi di Roma, Renzo Bruni trasloca con la sua squadra da Foggia a Napoli per indagare sulla morte dell’ex prefetto, ormai in pensione, Raffaele Esposito, uomo in vista e dal passato non tanto cristallino. Renzo si scontra più di una volta con il suo avvocato, Manuel Capone, viscido faccendiere della malavita, cocainomane, in cerca di riscatto e soldi per curare la figlia Rosdiana, a cui sono rimasti pochi giorni di vita.

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Il bambino nascosto, di Roberto Andò [La nave di Teseo 2020]

Gabriele Santoro ha un rito: ogni mattina, mentre rifinisce la barba e aspetta il postino, declama una poesia allo specchio. Quella mattina è diversa perché, dopo aver aperto la porta ed essersi infilato di nuovo in bagno, tornando all’ingresso si accorge di avere una visita inaspettata: è Ciro, un bambino. Ciro, 10 anni, è il figlio di un padre scomodo, il camorrista Carmine, che controlla per il suo boss i traffici nel quartiere.

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Bufali in marcia al mattatoio, di Ahmel Echeverria [Efesto 2018]

L’Albatros è un bar gestito da un irlandese, di cui è rimasto soltanto il soprannome, Irish Coffee: un postaccio vicino al porto, frequentato da papponi, puttane e tipi loschi. O semplicemente da chi cerca di riempirsi della quantità giusta di alcol per arrivare a casa, per l’ultimo bicchiere davanti alla televisione. Ismaele, si fa chiamare così, passa tutte le sere dal suo amico Irish Coffee, è un cliente abitudinario, che ha bisogno di concludere un’altra giornata di resistenza in quel posto senza Dio, nei bassifondi, perché proprio nel fondo di un bicchiere riesce a trovare l’umanità. Quella sosta gli serve per bere le 3-4 birre con gin o con whisky e trovare, in qualche altro relitto umano come lui, reduce da una guerra gli ha portato via un occhio, momenti di spensierato ed effimero affetto.

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Eichmann – Dove inizia la notte, di Stefano Massini [Fandango, 2020]

Sono finalmente uno di fronte all’altro, Hannah Arendt e Adolf Eichmann: la stanza è buia, con una sola luce fioca, ma sufficiente per provare a fare chiarezza sui fatti. Adolf Eichmann è stato da poco arrestato in Argentina, siamo nel 1960. Adesso è a Gerusalemme, per essere processato: la sua colpa è quella di essere stato un bravo burocrate nazista, l’ingegnere della “Soluzione finale”. Hannah è una filosofa ebrea, scampata alle persecuzioni perché rifugiata negli Stati Uniti, dall’altra parte del continente americano rispetto all’aguzzino di tutti gli ebrei.

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Mileva Einstein, di Slavenka Drakulić [Bottega Errante, 2020]

Non è facile essere la moglie di Albert Einstein, peggio è esserne la ex moglie. È la sorte di Mileva Marić. Tutto comincia a crollare dalla sera quando riceve una lettera di Albert, con le sue “condizioni”: l’ennesima dimostrazione del desiderio meschino del marito di umiliarla, non solo di lasciarla. Ma ci vuole ben altro per scoraggiarla. Ha dovuto vincere i pregiudizi dei suoi insegnanti in Serbia, ha dovuto sgomitare e dare sempre di più per affermarsi giovanissima in un contesto accademico maschile e maschilista come quello universitario del Politecnico di Zurigo; non saranno certo i capricci di un uomo in balia di sua cugina a farle del male. La sua unica preoccupazione è garantire ai figli calma e tranquillità, un ambiente che nella sua anomalia sia il più sereno possibile. La preoccupano le condizioni economiche, ma ancora di più i disturbi del suo Tete: sente rumori, sente voci, sente un mondo diverso.

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Sepolcri di cowboy, di Roberto Bolaño [Adelphi 2020]

Prendere un aereo nel settembre del 1973 non è semplice, anche se vuoi semplicemente andare in Messico dove ti aspetta tuo padre, tuo marito. La milizia controlla, la milizia contiene e non vuole che le persone possano scappare dall’inevitabile repressione. Arturo Belano è alle prese con un check-in molto complicato, reso ancora più difficile dal nervosismo della madre che quasi si scontra fisicamente con la polizia. Alla fine c’è il ritorno a casa di Monica Vargas, dove sono ospiti in attesa del decollo.

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Ivan Bunin Fratelli

Fratelli, di Ivan Bunin [Adelphi 2020]

Portare i risciò per le strade di Colombo a Ceylon (oggi Sri Lanka), è un fatto di famiglia, tanto che, quando il padre muore, il figlio ne eredita il numero da mettersi sul braccio dopo di che può tranquillamente riprenderne l’attività. È un lavoro duro, fatto di lunghi percorsi accidentati e di strani incontri, anche di quelli che non ti aspetti, così dirompenti da cambiare per sempre lo scorrere della tua vita. Tirando il risciò per portare a spasso ricchi borghesi, si arriva alle porte di case che si vorrebbe evitare, e capita pure che da una finestra si affacci, agghindata come per una festa, la ragazza che ti si è promessa in sposa. Dove sono finite tutte quelle promesse, dove sono finiti gli abbracci, i baci?

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Teoria delle ombre, di Paolo Maurensig [Adelphi 2015]

L’Hotel do Parque di Estoril è un luogo misterioso nei primi anni del dopo guerra. Qui, una località costiera del sud del Portogallo, trovano rifugio molti personaggi contraddittori protetti dal regime di António de Oliveira Salazar in una sorta di porto franco, mentre ancora non sono noti del tutto i crimini contro gli ebrei e ancora non si è celebrato il processo di Norimberga.

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L’arcangelo degli scacchi, di Paolo Maurensig [Mondadori 2014]

Non c’era più niente da fare in America, bisognava lanciare la sfida all’Europa. Con questa idea nel 1858 Paul Morphy affronta l’Oceano Atlantico in compagnia del giornalista Fredreick Milnes Edge, per andare in Inghilterra con il desiderio di affrontare il famoso Howard Staunton, ma soprattutto con la voglia ossessiva di affermarsi nel panorama mondiale, appagare la sua sete di gloria.

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Assedio all’Occidente, di Maurizio Molinari [La nave di Teseo, 2019]

C’è un filo rosso che unisce tutti i grandi leader politici stranieri emergenti nel panorama attuale: la strategia del potere e del controllo. Che si tratti di Vladimir Putin, o di Xi Jinping, o di Recep Tayyip Erdoğan o di Kim Jong-un tutte le volte la narrazione ha delle caratteristiche comuni. Si tratta sempre dell’affermazione lenta e progressiva di un modello di comando basato sull’affermazione di sé, sulla dimostrazione al mondo della propria grandezza ed indispensabilità, ma soprattutto sul controllo del consenso.

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Il pannello, di Erri De Luca [Feltrinelli, 2012]

L’entrata in aula di quel professore faceva temere che ci sarebbe stato qualcosa di grave da scontare. Erano giorni difficili nella quarta B del Liceo Classico Umberto I di Napoli, da quando uno o più alunni aveva svitato il pannello della scrivania degli insegnanti e tutta la classe, sedici adolescenti, tutti maschi, aveva potuto vedere le gambe della giovane supplente. Non erano abituati in quell’ambiente severo a professori poco più che adolescenti, non erano neppure abituati a colpi di testa: erano del tutto fuori luogo. Ma i tempi stavano cambiando.

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Il lucertolone, di J. Saramago [Feltrinelli 2018]

Il lucertolone è una favola breve composta dal premio Nobel José Saramago ed inclusa nella raccolta Di questo mondo e degli altri, che riunisce le cronache che lo scrittore portoghese aveva pubblicate sparse sul quotidiano “A Capital” ed il settimanale “Jornal do Fundão” all’inizio degli anni Settanta. È una novità per Saramago quella delle favole: “Non voglio rimandare oltre. È da molto tempo che devo raccontare una favola. Ma il mondo delle favole ha ormai fatto il suo tempo, nessuno ci crede più, e per quanto io giuri e spergiuri, è sicuro che mi rideranno dietro. In fin dei conti sarà la mia semplice parola contro le beffe di un milione di abitanti. Malgrado tutto, mettiamo la barca in acqua, che poi il remo si troverà”, si legge nella quarta di copertina. Lo stile è chiaro, semplice, asciutto, al tempo stesso ironico. Il testo è arricchito ed impreziosito dalle bellissime xilografie dell’artista brasiliano José Francisco Borges.

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Successo! sei dei nostri

Mio marito, di Rumena Bužarovska [Bottega Errante 2019]

Essere madre, moglie e pittrice non è una vita facile, non è facile affermare il proprio talento oltre le quattro mura di casa. Soprattutto non ci sono gli stimoli, non ci sono i riconoscimenti giusti: il marito, vittima dell’alcol e del suo lavoro, non apprezza i suoi quadri e non coglie occasione per deridere in pubblico il “passatempo” della moglie, alla quale non riconosce nessuno sforzo, nessuna attitudine.

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Diario della Quarantena /29 – l’amore al tempo del Covid-19

Partendo dal panorama apocalittico descritto da Nicolò Ammaniti nel romanzo Anna, Antonio Manzini fa omaggio ai suoi lettori di un breve racconto disponibile sul sito di Sellerio sia in versione .epub sia in versione .pdf.
E’ un racconto inedito, un’indagine di Rocco Schiavone per sorridere un po’ e sostenere, chi lo volesse, l’ospedale Spallanzani di Roma con una donazione all’indirizzo: https://donazioni.inmi.it/

Chi vuole può continuare a leggere gratis #ioleggoacasa


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


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Ultime notizie dal sud, di Luis Sepulveda [Guanda 2019]

Una macchina con il serbatoio pieno, due amici, una porzione di continente da scoprire per raccontare un’intera umanità da conoscere e soprattutto tanta strada, fra laghi, montagne, alberi, storie e leggende. Inizia così, da Buenos Aires, da una bevuta, che sa di benedizione, con Osvaldo Soriano, il viaggio che due amici, Luis e Daniel, accompagnati soltanto da una Moleskine e da una Leica, intraprendono nel 1996 attraverso la Patagonia: da San Carlos de Biraloches a Punta Arenas, alla Terra di Fuoco, “fra terra e cielo”, sempre avanti.

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Diario della Quarantena /26 – che mondo abiteremo quando la tempesta passerà

Yuval Noah Harari è uno storico israeliano, fra i più noti e conosciuti in questi ultimi anni. Autore di diversi libri di successo, collabora con diverse riviste di prestigio e quotidiani. Un suo articolo comparso sul Financial Times (Yuval Noah Harari: the world after coronavirus) è stato ripreso da Linkiesta, Il mondo e noi dopo il coronavirus, secondo Yuval Noah Harari.

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L’ultimo inverno di Rasputin, di Dimitri Miropol’skij [Fazi editore 2019]

Stoccolma, 1912. Durante i giochi olimpici, la nazionale Russa è sconfitta 16-0 dalla Germania (ben 10 segnature sono di Gottfried Fuchs): potrebbe sembrare una semplice partita di calcio, ma la tragicomica sconfitta della nazionale russa è l’emblema dello sbando in cui versa la Russia zarista, molle, svogliata, disunita. Questa mancanza di carattere fa andare su tutte le furie lo squattrinato Vladímir Vladímirovič Majakóvskij che, appresa la notizia da un giornale in un bar, non può non vergognarsi del punto così basso nel quale versa il suo popolo e trova il colpevole: l’imperatore Nikolaj Aleksandrovič Romanov.

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Diario della Quarantena /20 – #ioleggoacasa, ebook gratuiti

Sono tempi bui per andare in giro, anzi è meglio evitare. L’anno bisestile è iniziato come da oscuri presagi con un’epidemia che sta sconvolgendo tutto il mondo costringendo il genere umano a cercare salvezza fra le quattro mura domestiche. Non si scherza, non è cosa che si possa sottovalutare. Sicuramente non è un’opportunità per ripensare alla propria vita, ma è una iattura che ci costringe a rivedere la nostra vita sociale e privata, riorganizzando i nostri tempi.

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Il fantastico Soldati, di Elisa Amadori [Grammarò 2019]

Un saggio su Mario Soldati a vent’anni dalla sua scomparsa, pubblicato in modo coraggioso da una casa editrice che non è nel vortice della grande distribuzione (Grammarò edizioni), è senza dubbio il principale motivo di curiosità. Si tratta di una curiosità ben ripagata dal momento che il lettore sprofonda a corpo morto in una produzione ritenuta marginale dalla critica militante, riemergendone con qualche pregiudizio in meno.

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Diario della Quarantena /6 – i 12 finalisti del premio Strega

Sono stati resi noti i 12 finalisti del premio Strega 2020.
I libri della dozzina saranno ora letti e votati da una giuria composta dai 400 Amici della domenica, ai quali si aggiungono 200 voti studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero; 40 voti di lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia; 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura (tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma). In tutti potranno quindi votare 660 persone.

La prima votazione si concluderà il 9 giugno, quando verrà annunciata la cinquina dei finalisti. Il vincitore sarà scelto e premiato il 2 luglio.

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La parte inventata, di Rodrigo Fresàn [LiberAria 2019]

Il Ragazzo e La Ragazza hanno un compito molto difficile: provare a raccontare la biografia de Lo Scrittore, fin da quando era Il Bambino, con un docu-film cercando di vincere le difficoltà della gelosissima sorella Penelope, nominatasi a dispetto di ogni designazione voluta dal fratello, sua “erede” e manager. Il Ragazzo ha accettato perché così avrebbe potuto lavorare con La Ragazza, nipote del proprietario della casa editrice e grande fan de Lo Scrittore: lei incarna i suoi sogni erotici, quelli puri dell’adolescenza che oramai non c’è più. Ma mai avrebbe immaginato di trovarsi intricato in un’esperienza così totalizzante.

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Un Edipo stalinista, di Ruben Gallo [Il saggiatore, 2013]

La scoperta di un unico libro di diritto penale messicano (Derecho penal mexicano: parte general) nella biblioteca di Sigmund Freud, unico perché non ci sono altri libri di autori messicani e perché non ci sono altri libri di diritto nella biblioteca del padre della psicoanalisi mondiale, è un avvenimento alquanto straordinario che necessita qualche supplemento di indagine. In effetti l’autore, Raul Carranca y Trujillo, si rivela essere un giudice messicano, appunto, che, attraverso una serie di saggi partiti dalle teorie di Freud prima e numerose sperimentazioni processuali poi, ha provato ad applicare i principi della psicoanalisi all’attività forense.

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Le Marlboro di Sarajevo, di Miljenko Jergović [BBE, 2019]

Iniziata durante la guerra dei Balcani e pubblicato nel 1994, quando le ferite dell’orrendo scontro fratricida sono ancora aperte e sanguinanti, la raccolta di racconti di Miljenko Jergović ci consegna un quadro ancora fresco delle mille sensazioni e delle mille situazioni che hanno restituito quella terra ad una normalità che non potrà mai essere più tale. E più che un quadro è un polittico, un diorama di personaggi che popolano una narrazione corale: nessuno intreccia la sua vita con quella degli altri, tutti però partecipano allo stesso romanzo.

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L’infinito senza farci caso, di Franco Arminio [Bompiani, 2019]

“Abbiamo bisogno / di un luogo […] Amare è costruire un luogo, / cioè un pezzo di mondo / con un dio dentro”: possiamo cercare ovunque un posto dove realizzarci, ma nessun luogo può sostituire il paese delle nostre emozioni, delle nostre passioni. E soltanto lì, nell’amore in tutta la sua fisicità, c’è la quiete: “Il tuo corpo è l’unico posto / dove c’è spazio per noi due”. E’ un viaggio (“la nave / delle rose” ; “Fare entrare l’altro dagli occhi, / da un fianco, dal buco di una vocale”) oltre ogni tipo di confine (“Togliete i confini, / il filo spinato.”) da un corpo all’altro corpo (“La fiamma dei vivi / è la vicinanza”), un viaggio che sublima la fisicità stessa (“Il sesso non frequenta i quartieri a luci rosse”) verso la pace (“Tornare agli occhi, / allo sguardo / il tuo sguardo salvavita”).

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