Il nuovo anno rischia di partire all’insegna dell’improvvisazione e del disagio per lavoratori e alunni

Durante l’incontro di oggi col Ministero dell’Istruzione è stato riferito che la funzione dell’organico d’emergenza aggiuntivo è quello di andare incontro a situazioni di disagio per poter definire le quote di adeguamento.

Ma non può essere così: l’organico aggiuntivo definito dal DL Rilancio è, come vuole la norma, aggiuntivo rispetto alle richieste normalmente accordate di adeguamento alla situazione di fatto, perché ha come obiettivo specifico, in questo momento segnato dalla crisi pandemica e dalle difficoltà della ripresa, quello di permettere lo sdoppiamento delle classi e di garantire igienizzazione dei locali con maggiore frequenza, utilizzare più spazi, gestire più gruppi classe.

Continua a leggere “Il nuovo anno rischia di partire all’insegna dell’improvvisazione e del disagio per lavoratori e alunni”

La prospettiva sbagliata di Andrea Gavosto e della sua “perdita di apprendimento”

Come spesso accade, quando Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, interviene sulla Scuola, dice qualcosa di interessante, ma ha una prospettiva completamente sbagliata rispetto all’oggetto di cui parla.

Del resto, il suo curriculum parla chiaro: non è un insegnante, non è un dirigente scolastico, non è un assistente amministrativo, tecnico o collaboratore scolastico. Cioè della Scuola ha esperienze indirette o di teoria.

L’articolo comparso oggi sul Sole24ore (Subito un piano d’emergenza contro la perdita di apprendimento), purtroppo, non ha nemmeno una considerazione accettabile. E vediamo perché.

Continua a leggere “La prospettiva sbagliata di Andrea Gavosto e della sua “perdita di apprendimento””

Diario della Quarantena /51 – non è vero che nei grandi Paesi europei riapriranno le scuole

Riporto una scheda che ha fornito gentilmente l’amico Pino Salerno sullo stato della fase 2 nel resto dell’Europa, o almeno nei principali Paesi. La situazione è molto simile all’Italia, dal momento che il ritorno in aula in Germania è solo un auspicio, mentre in Francia è solo un gran pasticcio, contestato e contraddittorio.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /51 – non è vero che nei grandi Paesi europei riapriranno le scuole”

Diario della Quarantena /50 – Valutazione formativa e valutazione sommativa

La FLC CGIL ha lanciato un Manifesto per la Didattica Inclusiva, aperto alla sottoscrizione di tutti quelli che ritengono importante sostenerlo.
Un tema importante dibattuto nel testo è dedicato alla valutazione degli alunni nel duplice aspetto di valutazione formativa e valutazione sommativa.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /50 – Valutazione formativa e valutazione sommativa”

Diario della Quarantena /44 – la scuola è finita?

Con un titolo vergognoso, La Repubblica del 14 aprile ha anticipato quello che oggi è praticamente diventato realtà: l’attività didattica IN PRESENZA per l’a.s. 2019/20 è terminata. Ci tengo a fare questa precisazione (IN PRESENZA) perché a volte per il titolo sensazionale oppure per un eccesso di sintesi si scrivono poi delle imprecisioni.
Con tutti i suoi limiti, innegabili, l’attività didattica in queste settimane, ormai mesi, di sospensione delle lezioni, in modo anche contraddittorio (si scrive che le attività didattiche sono sospese e poi si continua, giustamente!), è andata avanti, perché era necessario!

Continua a leggere “Diario della Quarantena /44 – la scuola è finita?”
gianni rodari

Diario della Quarantena /42 – cosa dobbiamo a Gianni Rodari

Sono tante le celebrazioni che si susseguono intorno alla figura calamitica di Gianni Rodari, in occasioni del centenario della nascita. Di recente anche la rivista Internazionale ha dedicato un articolo denso e utilissimo sul maestro “rivoluzionario”, intitolato Gianni Rodari, un meraviglioso intellettuale, per le cure di una storica Vanessa Roghi. Perché Gianni Rodari non è stato solo un maestro che ha provato a rimodernare e cambiare il modo di fare scuola, ma ha dato un vero scossone ad una cultura ingessata che continuava ad essere troppo legata ed incatenata ad una consuetudine distante dai “cittadini”.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /42 – cosa dobbiamo a Gianni Rodari”

Diario della Quarantena /41 – aggiornamenti Unesco sulla disuguaglianza educativa

La pandemia dovuta al Coronavirus sta impedendo a più di 1,5 miliardi di bambini/adolescenti/ragazzi di vedere realizzato il loro diritto all’istruzione ed all’educazione. Il dato terrificante è fornito dall’Unesco, che ci ricorda ancora una volta che la situazione al momento è diseguale in gran parte del nostro pianeta e la ripresa rischia di ampliare questa crisi.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /41 – aggiornamenti Unesco sulla disuguaglianza educativa”

Diario della Quarantena /39 – Rapporto Istat su disponibilità di strumenti e ambienti di studio in epoca di didattica digitale

Pubblicato il 6 aprile 2020 il rapporto ISTAT “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi”, una ricerca quanto mai tempestiva rispetto ai provvedimenti della Ministra Azzolina e al dibattito che sta attraversando il paese tra fautori e detrattori della didattica a distanza.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /39 – Rapporto Istat su disponibilità di strumenti e ambienti di studio in epoca di didattica digitale”

Diario della Quarantena /38 – boom delle piattaforme, ma ogni scuola va da sé

Mentre si discute come e quando ricomincerà l’anno scolastico, compresi i riti tutt’altro burocratici degli esami finali, abbiamo il tempo di riflettere su come è stata affrontata questa crisi didattica dal Ministero. Fermiamoci a ragionare sui mezzi, che però sono indicatori della sostanza: possibile che il Ministero non abbia una sua piattaforma unica per tutte le scuole ma abbia dovuto lasciare le scuole alla mercé del libero mercato?

Continua a leggere “Diario della Quarantena /38 – boom delle piattaforme, ma ogni scuola va da sé”

Diario della Quarantena /37 – cosa intendiamo per libertà di insegnamento

Si sta molto discutendo in questi giorni di applicazione del metodo della didattica a distanza della libertà di insegnamento.

Senza entrare nelle polemiche (la mia posizione è desumibile dai miei numerosi interventi in questi giorni) è utile richiamare il contesto normativo che definisce questo concetto fondante della professionalità docente.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /37 – cosa intendiamo per libertà di insegnamento”

Diario della Quarantena /36 – valutazione sommativa e valutazione formativa

Se la strada in questo momento di sospensione dell’attività didattica è quella della didattica a distanza, che come spiegato non è didattica digitale, allora anche la valutazione non può ridursi ad un unico atto di verifica delle conoscenze, ma deve essere più ampia ed adeguata al contesto. Proviamo a chiarire un paio di concetti.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /36 – valutazione sommativa e valutazione formativa”

Diario della Quarantena /33 – un problema di cultura didattica

Il recente numero (il quarto) del bollettino del centro studi Au.Mi.Re. (autovalutazione, miglioramento, rendicontazione) è composto di soli due contributi: il primo è di Franco De Anna ed il secondo di Giancarlo Cerini, due ex ispettori, particolarmente “esperti” di valutazione, sistemi scolastici, scuola.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /33 – un problema di cultura didattica”

Diario della Quarantena /31 – il Ministero dà i numeri sulla didattica a distanza

In occasione della seduta del Senato del 26 marzo, la ministra Azzolina ha riferito i dati di un’indagine promossa dal Ministero dell’Istruzione per verificare l’attuazione della didattica a distanza.
Provo a sintetizzarli e lascio un paio di riflessioni.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /31 – il Ministero dà i numeri sulla didattica a distanza”

Diario della Quarantena /30 – «Essere scuola», cercando anche una nuova empatia

Il Manifesto pubblica l’esperienza di una insegnante, che è anche madre e moglie.
Lezioni a distanza. Ho impartito istruzioni tecniche a madri che mi hanno raccontato che hanno più figli da seguire e che in casa non c’è un computer per ciascuno, che non riescono a star dietro a comunicazioni che si susseguono ad ogni ora, a piattaforme che si moltiplicano

Continua a leggere “Diario della Quarantena /30 – «Essere scuola», cercando anche una nuova empatia”

Diario della Quarantena /23 – rileggiamo i classici della scuola (Tullio De Mauro)

Siamo in un momento di impasse didattica. Forse rileggere qualche classico potrebbe essere utile. Propongo un breve, ma denso trafiletto, datato 2012, di Tullio De Mauro, che citando a sua volta un altro classico, Mario Lodi, lancia strali non alla didattica moderna, ma all’immobilismo didattico moderno, alla mancanza di voglia di mettersi in discussione se non per trovare una soluzione comoda, nella tecnologia. Per questo invocava la cosiddetta flipped classroom, facendone una metodologia da studiare, non una soluzione pronta, un concetto dinamico.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /23 – rileggiamo i classici della scuola (Tullio De Mauro)”

Diario della Quarantena /22 – un suggerimento non richiesto su come organizzare la didattica a distanza

Il drizzone tecnologico della nostra Ministra (e del nostro governo) ci dice che in questo momento lo stato di crisi da epidemia (scuole chiuse in Lombardia da 4 settimane) per i nostri figli si supera replicando la didattica ordinaria in remoto. Ho già detto altrove che è un’idiozia inopportuna, vorrei soffermarmi ancora una volta sui numeri e sulle nostre esperienze.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /22 – un suggerimento non richiesto su come organizzare la didattica a distanza”

Diario della Quarantena /21 – l’impatto della tecnologia sulla didattica

Leggendo con attenzione ed in successione cronologica i dati forniti dalle indagini OCSE-PISA, scopriremmo forse con un po’ di stupore, che la mitica Finlandia, o meglio il sistema scolastico finlandese, non è poi questo paradiso degli apprendimenti, come tutti vogliono farci credere.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /21 – l’impatto della tecnologia sulla didattica”

Diario della Quarantena /19 – la didattica che aumenta le distanze (una mia seconda riflessione)

La chiamano Didattica a Distanza (DAD) intendendo uno strumento che può eliminare le distanze, che può permettere di ricostruire l’ambiente scolastico da casa. Nulla di più sbagliato e, anzi, lontano dalla realtà.

Hanno scritto che i sindacati sono contrari a far lavorare i docenti o semplicemente che vogliono mettere una bandierina per non perdere visibilità. Ovviamente si tratta di sciocchezze paventate da chi ha un modello di scuola dirigista e autoritaria, di chi ha nella testa l’efficientismo, la competizione, il “fare” ad ogni costo senza pensare che bisogna “fare” con giudizio e per un bene comune, non un vantaggio o prestigio individuale.

La verità è che in una situazione di emergenza non si supera la straordinarietà cercando di replicare l’ordinario in altri modi. Sarebbero necessarie maggiori sperimentazioni prima di poter portare a regime una modalità didattica ancora non testata e soprattutto non preparata, negli strumenti e nella formazione del personale.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /19 – la didattica che aumenta le distanze (una mia seconda riflessione)”
scuola senza stipendio

Diario della Quarantena /17 – la scuola durante lo stato d'emergenza (una mia riflessione)

La sospensione delle attività didattiche per rischio di contagio è un’eccezionalità che non è prevista dal contratto. Non a caso sono intervenute, in via del tutto straordinaria, norme speciali e a carattere temporale limitato per gestire lo stato attuale di crisi, una situazione che ha una data di inizio (23 febbraio) e una data di fine soltanto momentanea (25 marzo e 3 aprile).

Continua a leggere “Diario della Quarantena /17 – la scuola durante lo stato d'emergenza (una mia riflessione)”

Diario della Quarantena /16 – La scuola al tempo di Covid-19

Tutti conosciamo Romano Luperini, abbiamo letto un suo libro o una sua recensione, o un suo saggio. Scrittore, saggista, insegnante, intellettuale militante, grande studioso del ‘900. Da tempo anima la rivista Letteraturaenoi, non da semplice editore, ma anche da autore.

Per questo motivo mi sembra interessante, in questo momento di grande discussione sul ruolo civico della scuola, leggere un suo intervento sulla sua rivista, proprio del 18 marzo 2020, mentre imperversa la diatriba sulla didattica a distanza ed il ruolo degli insegnanti:

Gli insegnanti però sanno bene quanto siano fondamentali nel processo educativo lo sguardo e la voce dell’insegnante, quanto siano decisive le emozioni che solo la loro presenza diretta può suscitare. Se lavorano a casa ore e ore per imparare a usare e poi per usare le piattaforme, gli audiovisivi e l’altro materiale è solo perché non hanno mai rinunciato a servirsi di questi strumenti tipici della civiltà odierna; ma volevano e vogliono servirsene come strumenti da fare interagire con lo insegnamento in presenza che resta per loro insostituibile. Oggi, semplicemente, fanno di necessità virtù. Cercano spesso di superare la loro iniziale diffidenza e, quasi sempre, la loro sostanziale ignoranza della tecnica elettronica e passano ore e ore a impararla, a preparare la lezione che apparirà l’indomani sullo schermo dei computer nelle case degli alunni, a immaginare nuovi esercizi interattivi, a cercare immagini e libri da citare o commentare. Non mitizzano lo strumento che usano. Sanno bene che non tutte le famiglie lo possiedono o sono capaci di usarlo correttamente. E che comunque non potrà mai sostituire l’insegnamento diretto, vis-à-vis. Ma sanno anche che, nella situazione attuale, è giocoforza giovarsene e che imparare a farlo può essere una conquista per tutti, docenti e discenti.
E tuttavia questo della didattica a distanza è solo un aspetto del problema. In realtà gli insegnanti svolgono oggi una funzione in parte nuova e insostituibile. Tengono insieme il paese, o almeno contribuiscono a farlo. Stabiliscono rapporti online con i genitori, oltre che con gli allievi, li coinvolgono nelle scelte didattiche, stabiliscono delle reti di discussione e di coesione che mancavano. Avvicinano le famiglie alla scuola e la scuola alla realtà del paese. Svolgono insomma una insostituibile funzione sociale di cui tutta la comunità deve essere loro grata.

(Romano Luperini, La scuola ai tempi del Covid-19 /4)

Ho riportato solo un estratto: non siate pigri, leggete tutto l’articolo (magari tutta la serie di testimonianze a cura di altri docenti) e scrivetemi cosa ne pensate …


Comincio un diario legato al periodo che grazie al DPCM dell’8 marzo trascorrerò in casa o comunque in una sorta di isolamento legato alle misure di prevenzione del Coronavirus.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Diario della Quarantena /13 – come può un insegnante contribuire ad uscire dalla crisi

La rivista online International Education News, animata da Thomas Hatch, ha in queste ore pubblicato un interessantissimo articolo con cui ha illustrato “6 cose che gli educatori/insegnanti possono fare da casa per aiutare i loro studenti”. Si tratta di suggerimenti molto sensati, che mettono al centro un senso civico della Scuola e di ogni luogo educativo che va al di là di ogni burocratismo.

Continua a leggere “Diario della Quarantena /13 – come può un insegnante contribuire ad uscire dalla crisi”

Un sistema nazionale di valutazione per migliorare il sistema scolastico

Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è (Galileo Galilei)

Not everything that can be measured can be improved – at least, not by measurement (Jerry Z. Muller)

Partiamo dalle conclusioni – Nel campo dell’istruzione il sistema di valutazione esclusivamente basato su indicatori metrici e biometrici ha fallito! Perché quel sistema fatto di misurazioni (ratings) e classifiche (rankings), quando è l’unico strumento di riferimento delle politiche scolastiche, non ha di fatto aiutato il miglioramento delle scuole, che significa innalzamento della media dei livelli di apprendimento per tutti, e non solo per alcuni. Infatti là dove la verifica dell’efficacia dei sistemi scolastici si fonda solo sui risultati di test standard di apprendimento le differenze sono aumentate e il sistema scolastico stesso si è dimostrato più disomogeneo e meno inclusivo. A dirlo sono gli stessi fautori di quel sistema, come abbastanza di recente ha fatto sir John Major che ha decretato, dalle pagine del The Guardian, la fine di un modello, quello anglosassone, basato sulla misurazione degli apprendimenti per la valutazione delle scuole e degli insegnanti: «Our education system should help children out of the circumstances in which they were born, not lock them into the circumstances in chich they were born. We need them to fly as high as their luck, their ability and their sheer hard graft can actually take them. And it isn’t going to happen magically.» Ha fallito perché anziché ridurre le distanze ha aumentato le divergenze, nel senso che ha fotografato le distanze e su quei risultati che denunciavano la cristallizzazione di situazioni di partenza e non la loro evoluzione sono state costruite politiche inefficaci che hanno fatto della scuola di massa uno strumento incapace di garantire a tutti il giusto diritto allo studio. La scuola, e quindi le politiche scolastiche, non si è dimostrata in grado di colmare le distanze geografiche, economiche, sociali e culturali che ancora oggi restano gli unici veri fattori determinanti del successo scolastico. [Nota 1]

Continua a leggere “Un sistema nazionale di valutazione per migliorare il sistema scolastico”

Uscite, leggete un libro

Cari ragazzi,

niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali. Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale.

Continua a leggere “Uscite, leggete un libro”

Scuola

Sostantivo femminile derivato dal greco scholè, tempo libero.

Da Platone a Aristotele, i greci antichi esaltarono con costanza e fermezza la scholè. Solo nel tempo libero dalle necessità materiali, ovvero dagli impegni decisivi a procacciarsi di che vivere, è possibile occuparsi della propria anima, costruire la propria personalità, ragionare, imparare, crescere.

Opposto al tempo libero della scholè stava dunque il lavoro, considerato come una semplice mancanza. E per questo definito per mezzo di quella lettera con cui la lingua greca nega ciò che segue: l’alfa privativa. L’a-scholìa era il tempo necessario a produrre, il tempo del lavoro attraverso cui ci guadagniamo il pane. Un tempo che si deve limitare il più possibile perché ciò che importa nelle nostre esistenze è il tempo che ci è dato da vivere e di quel tempo solo il minimo indispensabile deve essere impiegato per lavorare, produrre, far soldi.

Nella quiete della scholè, gli esseri umani sviluppano ciò che è più importante: il senso critico. Nel tempo libero, essi possono chiedersi se esista un altro modo per fare ciò che fanno quotidianamente, se sia giusto quel che hanno imparato, se forse un’altra strada sia possibile.

Interrogarsi, criticare. Perché la crisi è ciò che conta. Ossia, la krisis, la scelta, la decisione, il bivio che ci consente di cambiare strada.

La scuola, dunque, è quel luogo fisico e ideale dove ci dedichiamo a noi stessi per crescere e ragionare fuori da qualsiasi necessità materiale. La scuola è il luogo del ragazzo che non lavora. La scuola è lo spazio mentale dell’adulto che continua a chiedersi perché.

In un tempo dominato dallo spirito protestante del lavoro, del denaro e della produzione a ogni costo, un tempo in cui si è addirittura drogati di lavoro (workaholic) e incapaci di vivere il tempo libero, è facile capire perché la scuola venga sempre per ultima e semmai la si consideri come un semplice momento di preparazione al lavoro.

Ma nessun cambiamento è possibile senza quello che è sempre stato il cuore della nostra civiltà: il senso critico. Ripartire dalla scuola significa questo.

Fonte: L’Espresso

insegnanti

Gli insegnanti: “Appassionati ma poco rispettati”

Appassionati della materia che insegnano e dei loro studenti che vedono crescere tra i banchi, raggiungere obiettivi, saltare ostacoli. Un po’ alla Robin Williams ne L’attimo fuggente , anche se più che capitani si sentono accompagnatori, compagni di strada. Insomma, dentro all’aula tutto bene (o quasi), al netto di chi è diventato prof per caso e non sono pochi, quasi un quinto. Fuori cominciano i guai. In sala insegnanti li attende un mare di carte e scartoffie da compilare, «la burocrazia ci soffoca». E una volta usciti da scuola è anche peggio.

Continua a leggere “Gli insegnanti: “Appassionati ma poco rispettati””