La gente che non sa scrivere …

La gente che non sa scrivere tende a scrivere troppo sulla gente che scrive sul serio

(Jack London, Martin Eden)

I flagelli

“Al principio dei flagelli e quando sono terminati, si fa sempre un po’ di retorica. Nel primo caso l’abitudine non è ancora perduta, e nel secondo è ormai tornata. Soltanto nel momento della sventura ci si abitua alla verità, ossia al silenzio”

(Albert Camus, La peste)

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Successo! sei dei nostri

La retorica del nulla (e dell’odio) di Matteo Salvini

Il video di Elly Schlein (Possibile, la più votata alle elezioni regionali in Emilia Romagna) con Matteo Salvini ha fatto il giro del web perché ha messo in luce una delle caratteristiche dei contenuti del programma della Lega: il nulla, la retorica del nulla …

Quando messo in difficoltà con domande puntuali e nel merito dei problemi Matteo Salvini NON risponde, perché privo di idee, di capacità espositiva, mettendo a nudo la sua retorica propagandistica del nulla. Infatti dopo aver tergiversato va via senza una risposta, se non un bofonchiamento in cui si capisce che lui -così occupato (???)- non ha tempo per riunioni inutili. Per il Papeete sì, invece.
In sostanza non si capisce perché abbia bucato tutti gli incontri dell’EuroParlamento sul tema migranti e politiche dell’accoglienza. O meglio, si capisce: era in giro a fare campagna elettorale, sempre e comunque.
Il problema sta proprio in questo: mentre doveva occuparsi di governare, ha utilizzato la sua posizione per fare altro, per costruire muri e seminare odio …

Grazie ad Elly, per la sua lezione di controretorica …

‘A mammet’ (Hammamet)

Faccio mio un pensierino (n.198) di Enrico Panini, già segretario generale della FLC CGIL, poi nella segreteria nazionale della CGIL, oggi vicesindaco di Napoli.
A proposito del film Hammamet:

Un film discreto non può contribuire a cancellare una verità storica, fatta di occupazione dello stato, corruzione, uso delle risorse pubbliche a fini personali.
Craxi è stato tutto ciò e molto peggio.
La pietas per la morte e per i famigliari mai potrà cancellare ciò che, da vivo, l’uomo ha fatto.

(Enrico Panini)

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Successo! sei dei nostri

La ricerca della felicità

Pedro Correa è un fotografo spagnolo specializzato in scatti urbani. Lo scorso novembre è stato invitato dall’Università Cattolica di Leuven, in Belgio, a tenere un discorso per i laureati in Ingegneria. Il fotografo 41enne si è presentato ai ragazzi non come artista né, ovviamente, come ingegnere ma come ‘”ricercatore della felicità”.

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Preferirei di no…

Lo scrivano Bartleby è il protagonista dell’omonimo racconto breve di Herman Melville (1853). Ma è soprattutto il precursore di un atteggiamento tipicamente novecentesco (non a caso si parla di influenza su Kafka e Camus) legato all’esistenzialismo e all’incapacità di stare al mondo, di comunicare, di adattarsi anche alle regole più elementari …

Herman Melville, Bartleby lo scrivano (1853)

Critica sociale? critica letteraria? critica psicologica e psicanalitica? disadattato? oppresso? anti-eroe?
Ci sono tantissime letture del racconto di Melville (qui un interessante post da LetteraTour), a noi deve però rimanere quel mantra

I would prefer not to (preferirei di no)

I prefer not to (preferisco di no)

che deve riecheggiare nella nostra coscienza ogni volta che ci viene chiesto di fare qualcosa, ogni volta che la vita ci pone di fronte a scelte ed a decisioni di cui non siamo sicuri, che vanno a cambiare la nostra essenza, la nostra esistenza.

Suona come una sfida al sistema, in realtà appare di più come un istinto di sopravvivenza: uno scrivano che lavora a Wall Street, lavora alacremente, ma non si lascia schiacciare dalle richieste (tutt’altro che insensate, peraltro) del suo datore di lavoro. Semplicemente si isola nella sua dimensione individuale e oppone la sua resilienza al sistema.

Bartleby è un personaggio modello che ci spinge a riflettere su tutto ciò che ci snatura nella nostra società, ci spinge alla resistenza passiva e mite, forte almeno tanto quanto una bomba … il “no” gentile, però deciso, a tutto ciò che ci può snaturare

Lo schiaffo umano di un papa umano

Lo schiaffo umano di un papa umano

Il gesto di papa Francesco ha fatto il giro del mondo ed è certamente molto più interessante dei gesti che tutti i giorni ci propinano i telegiornali: una benedizione di qua, un bacio ad un infermo di qua, un abbraccio ad un bambino… Il papa è umano e ci ha ricordato questa sua umanità con un gesto ancora più naturale di quelli che gli sono imposti dalla sua “professione”.

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colazione da tiffany

Essere liberi è sapere appartenere

Si tratta davvero di un drammone, di quelli che alla fine fanno pensare, non solo per le tematiche sociali (condizione della donna, spaccato di New York alla fine degli anni ‘60), ma anche per il significato dei singoli personaggi (una escort ed un gigolò), il loro atteggiamento nei confronti della vita e il loro potenziale messaggio al pubblico.

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Fascismi vecchi e nuovi. Quel baratro aperto tra “sinistra” e “popolo”

Narra Anneo Seneca, nel De clementia, che nell’anno 43 a.C. a cena i triumviri stilarono le liste di proscrizione. Con una divisione di compiti: Marco Antonio comandava, Lepido stava a guardare e il giovanissimo Ottaviano, futuro Augusto, scriveva sotto dettatura.

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