Tre poesie di Julio Cortazar /3

AFTER SUCH PLEASURES

Esta noche, buscando tu boca en otra boca,
casi creyéndolo, porque así de ciego es este río
que me tira en mujer y me sumerge entre sus párpados,
qué tristeza nadar al fin hacia la orilla del sopor
sabiendo que el placer es ese esclavo innoble
que acepta las monedas falsas, las circula sonriendo.

Olvidada pureza, cómo quisiera rescatar
ese dolor de Buenos Aires, esa espera sin pausas ni
esperanza.
Solo en mi casa abierta sobre el puerto
otra vez empezar a quererte,
otra vez encontrarte en el café de la mañana
sin que tanta cosa irrenunciable
hubiera sucedido.
Y no tener que acordarme de este olvido que sube
para nada, para borrar del pizarrón tus muñequitos
y no dejarme más que una ventana sin estrellas.

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Tre poesie di Julio Cortazar /1

EL BREVE AMOR
Con qué tersa dulzura
me levanta del lecho en que soñaba
profundas plantaciones perfumadas,
me pasea los dedos por la piel y me dibuja
en el espacio, en vilo, hasta que el beso
se posa curvo y recurrente
para que a fuego lento empiece
la danza cadenciosa de la hoguera
tejiéndose en ráfagas, en hélices,
ir y venir de un huracán de humo-
(¿Por qué, después,
lo que queda de mí
es sólo un anegarse entre las cenizas
sin un adiós, sin nada más que el gesto
de liberar las manos ?)

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Come stai?

Si sta come
le foglie d’autunno …
ma è quasi estate


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

La madre del partigiano

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.
Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.

di Gianni Rodari

Oscuro è il domani

Questo, la vita, e null’altro; piacere, la vita.
In malora gli affanni! Breve la vita per gli uomini.
Presto, vino, presto, danze, corone di fiori,
presto, donne. Oggi, che io goda;
nessuno conosce il domani.

Pallada, poeta greco 355-430 a.C.
Anthologia Palatina, Liber V, 72.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Ognuno

Ognuno compie il destino che gli spetta,
e desidera il destino che vuole;
non compie quel che vuole, 
né vuole quel che compie.

Come sassi sul bordo dell’aiuole
il Fato ci dispone, e lì restiamo; 
che la sorte ci ha posto 
dove dobbiamo stare. 

Di quanto ci compete, non abbiamo 
migliore conoscenza di quel che è dato.
Compiamo quel che siamo. 
Altro non ci è donato.

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Vento autunnale

Leggero vento autunnale
Lucente luna d’autunno
Le foglie cadute si ammonticchiano
e poi vanno distanti
Il corvo si accoccola e poi si agita
E quando ti penso
vorrei conoscere il giorno
in cui potrò rivederti

In questo momento,
in questa notte,
difficili sono i sentimenti

Li Bai
noto in Occidente anche come Li Po, è stato un poeta cinese considerato tra i massimi della Dinastia Tang e dell’intera letteratura cinese.

Lunga è la notte

Lunga è la notte
e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
né il canto del gallo
né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

Peppino Impastato


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Che farmene delle stelle

Che farmene delle stelle,
di questo vento leggero che mi accarezza la sera,
che farmene di una finestra spalancata sul mondo,
sull’orizzonte, se tu non ci sei?

Tutto ha una luce diversa se sei qui con me.
Tutto ha senso solo se posso raccontartelo.

Il mondo è semplicemente nel tuo abbraccio.

Ghiannis Ritsos


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

L'attimo fuggente

Ancora qui. Lo riconosco. In orbite
di coazione. Gli altri nell’incorposa
increante libertà. Dal monte
che con troppo alte selve m’affronta
tento vedere e vedermi,
mentre allegria irrita di lumi
san Silvestro, sparge laggiù la notte
di ghiotti muschi, di ghiotte correnti.
E, puro vento, sola neve, ch’io toccherò tra poco.
Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi.
In voi fui, sono, mi avete atteso,
non mai dubbio v’ha offesi.
Sarai, anima e neve,
tu: colei che non sa
oltre l’immacolato tacere.
Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E.
È questo il sospiro che discrimina
che culmina, “l’attimo fuggente”.
È questo il crisma nel cui odore io dico:
sì, mi hai raccolto
su da me stesso e con te entro
nella fonte dell’anno.

Andrea Zanzotto


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri
Tonino Guerra

#ToninoGuerra2020 /4 – Si fa notte presto

Adesso sto sempre in casa
e sposto carte o guardo
oltre i vetri della finestra
le mandorle secche attaccate ai rami
che arrivano fino quassù
e sembrano pendagli alle orecchie
di gente che non c’è più.
O sto seduto su una sedia
vicino al camino
e si fa notte presto
con la luce che cade dietro le montagne
e io vado a letto con la voglia di sognare
i giorni che nevicava a Mosca,
e io ero innamorato.

Tonino Guerra è nato nel 1920 a Santarcangelo di Romagna, dove è morto nel 2012. Maestro elementare, durante la seconda guerra mondiale, venne deportato in Germania e rinchiuso nel campo d’internamento di Troisdorf.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri
Tonino Guerra

#ToninoGuerra2020 /3 – La farfalla

Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

Tonino Guerra è nato nel 1920 a Santarcangelo di Romagna, dove è morto nel 2012. Maestro elementare, durante la seconda guerra mondiale, venne deportato in Germania e rinchiuso nel campo d’internamento di Troisdorf.


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L’infinito senza farci caso, di Franco Arminio [Bompiani, 2019]

“Abbiamo bisogno / di un luogo […] Amare è costruire un luogo, / cioè un pezzo di mondo / con un dio dentro”: possiamo cercare ovunque un posto dove realizzarci, ma nessun luogo può sostituire il paese delle nostre emozioni, delle nostre passioni. E soltanto lì, nell’amore in tutta la sua fisicità, c’è la quiete: “Il tuo corpo è l’unico posto / dove c’è spazio per noi due”. E’ un viaggio (“la nave / delle rose” ; “Fare entrare l’altro dagli occhi, / da un fianco, dal buco di una vocale”) oltre ogni tipo di confine (“Togliete i confini, / il filo spinato.”) da un corpo all’altro corpo (“La fiamma dei vivi / è la vicinanza”), un viaggio che sublima la fisicità stessa (“Il sesso non frequenta i quartieri a luci rosse”) verso la pace (“Tornare agli occhi, / allo sguardo / il tuo sguardo salvavita”).

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Non sostituirmi

Non sostituirmi,
non mettere al mio posto
un altro essere
che tu possa pensare
che sia sempre io
e non lasciare
che indossi le mie parole.
Abbi pietà di loro
se non hai pietà di me,
non costringermi a sparire
di fronte a un’estranea
che porta il mio nome
senza ritegno,
che almeno mi imiti
quasi come se
non mi avesse mai conosciuto.
Non provare a esigere
che sia io, pur cambiata,
non umiliarmi
cancellandomi dagli specchi,
lasciandomi solo in fotografia.

Ana Blandiana, L’orologio senza ore (2018)