Ultimo brindisi, di Anna Achmatova

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

Anna Achmatova

Morte di una stagione

Piovve tutta la notte
Sulle memorie dell’estate.
Al buio uscimmo
Entro un tuonare lugubre di pietre
Fermi sull’argine reggemmo lanterne
A esplorare il pericolo dei ponti.
All’alba pallidi vedemmo le rondini
Sui fili fradice immote
Spiare cenni arcani di partenza
E le specchiavamo sulla terra
Le fontane dai volti disfatti.

Fernanda Pivano


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Ho bisogno di silenzio

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorietate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

Alda Merini


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Il mio sguardo è nitido come un girasole

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…

Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare…

Ferdinando Pessoa

Il bello è rimanere nel limbo delle cose sospese

Arrivati a questo punto
dicesti
o si va oltre
o non ci si vede mai più

Non capivi che il bello era proprio quel punto
era rimanere
nel limbo delle cose sospese
nella tensione di un permamente principio
nel nascondiglio di una vita nell’altra

Così il mio contrappasso di pokerista
è stato perdere tutto
appena hai forzato la mano

Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Sto nel cuore del secolo, di Osip Ėmil’evič Mandel’štam

Sto nel cuore del secolo; incerta è la strada; e ogni
mèta col tempo sfuma all’orizzonte:
il frassino stremato del bordone,
la miseranda patina del bronzo.


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Successo! sei dei nostri

L’infinito senza farci caso, di Franco Arminio [Bompiani, 2019]

“Abbiamo bisogno / di un luogo […] Amare è costruire un luogo, / cioè un pezzo di mondo / con un dio dentro”: possiamo cercare ovunque un posto dove realizzarci, ma nessun luogo può sostituire il paese delle nostre emozioni, delle nostre passioni. E soltanto lì, nell’amore in tutta la sua fisicità, c’è la quiete: “Il tuo corpo è l’unico posto / dove c’è spazio per noi due”. E’ un viaggio (“la nave / delle rose” ; “Fare entrare l’altro dagli occhi, / da un fianco, dal buco di una vocale”) oltre ogni tipo di confine (“Togliete i confini, / il filo spinato.”) da un corpo all’altro corpo (“La fiamma dei vivi / è la vicinanza”), un viaggio che sublima la fisicità stessa (“Il sesso non frequenta i quartieri a luci rosse”) verso la pace (“Tornare agli occhi, / allo sguardo / il tuo sguardo salvavita”).

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