Social media e Trump: è censura?

In occasione della svilente e gravissima offensiva dei sostenitori di Donald Trump che ha portato a violare il suolo del Congresso USA, l’artefice, ovvero lo stesso presidente uscente, è stato prontamente oscurato e bloccato dai principali social media (Facebook e Twitter su tutti) che hanno riconosciuto la gravità e la pericolosità di alcuni messaggi lanciati dal presidente.

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Esportiamo la democrazia negli Stati Uniti

La pagina di storia scritta ieri da Donald Trump, presidente uscente, e i suoi gruppi di supporto è delle più nere non solo degli Stati Uniti, ma della storia della democrazia in generale.
La responsabilità è tutta del presidente uscente che, in difficoltà fin dalla campagna elettorale della sua elezione basata su fango ed inciuci, per nascondere una legislatura tutta ombre senza luci (si pensi soltanto alla gestione della pandemia da Covid che fa degli USA uno degli stati più colpiti per negligenza organizzativa), ha sovvertito le normale regole della democrazia, brandendo la clava del populismo di bassa lega per ergersi a paladino di una libertà che egli stesso sta mettendo a serio rischio.

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Buoni propositi per il 2021: che sia un anno al femminile

La prima grande lacuna da colmare nel 2021 è quella della parità di genere!
Non è un caso se nella politica (presidente della repubblica, presidente del consiglio …), nella comunicazione (direttore delle testate giornalistiche, direttore dei principali canali radio televisivi, statali o privati), nello sport, ovunque insomma le donne siano relegate ad un ruolo di secondo piano, di comprimarie se non di vallette.

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Appunti per la Legge di Bilancio 2021: poche cose per la scuola (e pure confuse)

Sarà una legge di Bilancio molto magra per la Scuola.
Non debbono trarre in inganno le promesse di stabilizzazioni (25 mila docenti di sostegno e 1000 assistenti tecnici per le scuole del primo ciclo): infatti si tratta di due provvedimenti che non solo non risolvono i problemi di organico attualmente esistenti, tanto che sono oltre 50mila all’anno i posti autorizzati in deroga (da oramai 5 anni!), ma non consentono neppure di ridurre il numero di alunni per classe favorendo il distanziamento fisico tanto richiesto. Serviva uno sforzo per ampliare innanzitutto gli organici (dal posto comune, agli educatori, agli ATA), con notevoli investimenti anche nelle strutture (aumento dei locali e degli spazi) per ospitare classi meno numerose.

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Confindustria, che vergogna!

Nel giro di poche ore prima con un presidente regionale dell’associazione Regionale (Guzzini) poi con il direttore de Il Sole24ore (Tamburini) ospite su Rai2 in una discussione sulle Pubbliche Amministrazioni (presente la Ministra Fabiana Dadone), Confindustria ha chiarito bene il suo punto di vista sulla pandemia da covid: il profitto del capitale prima di tutto, anche della salute.

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Le scuole sono in ferie, ma i docenti non se ne sono accorti

Le scuole erano in ferie, ma i docenti non se n’erano accorti

Solo così si possono spiegare le proposte grottescamente serie dei ministri di turno: l’ultimo in ordine di tempo il ministro dei trasporti, Paola De Micheli, che non essendo riuscita ad ovviare ai problemi del distanziamento sociale nei mezzi pubblici, pensa bene di suggerire un recupero orario di sabato (ma non lo sa che il sabato la scuola è aperta e funzionante?) e di domenica (!!!)

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La Repubblica delle commissioni

Ho rispetto per il lavoro del nostro presidente del consiglio dei ministri, se non altro perché deve trovare un equilibrio fra la burrasca della pandemia (novità assoluta che non ha ereditato da nessun governo precedente) e l’insipienza della classe politica con la quale cerca di fare argine alle onde della contingenza (questa sì, la classe politica, l’ha ben ereditata da decenni di vuoto post-Prima Scellerata Repubblica).

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Persone, numeri e cose: la responsabilità dei dati e la gestione delle Regioni

Le Regioni sono partite all’attacco, perché nei loro piani c’era l’idea che il governo dovesse decidere autonomamente le chiusure, imponendole alle regioni stesse che avrebbero così potuto individuare il capro espiatorio e avrebbero potuto anche protestare contro le ingiustizie delle chiusure volute “da Roma”. In fondo i governatori delle regioni sono eletti direttamente dai cittadini, il presidente del consiglio invece no!

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I diritti negati dai farabutti

Non c’è solo la Scuola a distanza. C’è qualcosa di più grave, di più forte, di più inconcepibile: morire a scuola.
In Camerun (Kumba) e in Afghanistan (Kabul) , per ragioni ideologiche e rivendicazioni politico-religiose, non c’è stata nessuna remora ad entrare nelle aule scolastiche e sparare sui bambini/ragazzi: è la negazione dell’umano far sfociare degli scontri ideologici e politici su ‘esseri inermi’, che pagano colpe non loro.

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Democrazia violata

Manca appena un mese al voto del referendum sulla riforma costituzionale e non è ancora partita alcuna vera campagna di informazione sui media mainstream. Anzi. I quotidiani a maggior diffusione fanno apertamente disinformazione dandone già per scontato l’esito, mettendo così a tacere ogni dibattito. Non si è comportato meglio il servizio pubblico. Per lunghi mesi ha dominato un silenzio assordante. Solo di recente si registra qualche tribuna elettorale in Rai ma in orari pomeridiani assai improbabili per agosto. Solo noi di Left e Radio Radicale abbiamo fatto della campagna referendaria un punto cardine, ormai da mesi, fermamente convinti che i cittadini abbiano tutto il diritto ad una corretta informazione per potersi fare una propria opinione.

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Appello per il referendum, No alla grande menzogna

Il 20 e 21settembre saremo chiamati a votare sul referendum costituzionale sul taglio del Parlamento, meno 36,5%, riducendo da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori.

Il progetto politico che ha portato al taglio della rappresentanza parlamentare senza ascoltare alternative e critiche è rapidamente invecchiato, esso si risolve in un attacco al ruolo della rappresentanza parlamentare proprio quando ne andrebbe rilanciato il ruolo di rappresentanza e unificazione dell’Italia.

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Diario della Quarantena /49 – non è un paese per anziani

Abbiamo poche certezze sulla FASE 2 e sulla sua attuazione: quando ci sarà, come si svolgerà, quanto recupereremo di quello che abbiamo lasciato da parte prima del lungo periodo di quarantena e limitazioni. O meglio, una ce l’abbiamo: non sarà un Paese per anziani!

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Diario della Quarantena /43 – la disuguaglianza si combatte anche con le tasse

Abbiamo tanto parlato di disuguaglianza/disugualianze, ci siamo molto indignati, poi però fatichiamo ad accettare che un riallineamento avviene con l’applicazione di un concetto molto semplice: chi ha di più deve dare di più.

Di seguito riporto alcuni stralci di un articolo di Giulio Marcon, portavoce del gruppo Sbilanciamoci, comparso su Huffington Post Italia, in cui si discute proprio della proposta di una sorta di “patrimoniale” temporanea, o se si preferisce “estemporanea”, che però ha subito fatto gridare al golpe.

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Diario della Quarantena /24 – dove e perché ha fallito il sistema sanitario lombardo

Per combattere il Coronavirus (Covid-19) il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha assoldato Guido Bertolaso, ma forse non era meglio qualcuno che di pandemia ed emergenza sanitaria ne capisce davvero?

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Reddito da quarantena

È apprezzabilissimo lo sforzo di chi ogni giorno ci ricorda che rimanere a casa sia la soluzione più immediata e più intelligente per sconfiggere il coronavirus ed è apprezzabilissimo lo sforzo del governo che ci ripete di evitare gli spostamenti e i contatti sociali. Ci sono anche questi bei video, di influencer e testimonial, che ci invitano a leggere un libro (il loro, magari) o ascoltare buona musica (la loro) e lo fanno dai loro bei salotti. State a casa, dicono. Stiamo a casa.

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Happy Brexit Day? Via libera ai barbari…

All’indomani della definitiva Brexit inizia lo sfogo dell’ignoranza.
In un condominio di Norwich tutti i piani sono stati tappezzati da questo volantino che invita tutti gli inquilini ad esprimersi esclusivamente nella lingua Queens English: e se non c’è questa evoluzione in meglio, liberi di andare via. (“So, best evolve or leave”).

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La retorica del nulla (e dell’odio) di Matteo Salvini

Il video di Elly Schlein (Possibile, la più votata alle elezioni regionali in Emilia Romagna) con Matteo Salvini ha fatto il giro del web perché ha messo in luce una delle caratteristiche dei contenuti del programma della Lega: il nulla, la retorica del nulla …

Quando messo in difficoltà con domande puntuali e nel merito dei problemi Matteo Salvini NON risponde, perché privo di idee, di capacità espositiva, mettendo a nudo la sua retorica propagandistica del nulla. Infatti dopo aver tergiversato va via senza una risposta, se non un bofonchiamento in cui si capisce che lui -così occupato (???)- non ha tempo per riunioni inutili. Per il Papeete sì, invece.
In sostanza non si capisce perché abbia bucato tutti gli incontri dell’EuroParlamento sul tema migranti e politiche dell’accoglienza. O meglio, si capisce: era in giro a fare campagna elettorale, sempre e comunque.
Il problema sta proprio in questo: mentre doveva occuparsi di governare, ha utilizzato la sua posizione per fare altro, per costruire muri e seminare odio …

Grazie ad Elly, per la sua lezione di controretorica …

‘A mammet’ (Hammamet)

Faccio mio un pensierino (n.198) di Enrico Panini, già segretario generale della FLC CGIL, poi nella segreteria nazionale della CGIL, oggi vicesindaco di Napoli.
A proposito del film Hammamet:

Un film discreto non può contribuire a cancellare una verità storica, fatta di occupazione dello stato, corruzione, uso delle risorse pubbliche a fini personali.
Craxi è stato tutto ciò e molto peggio.
La pietas per la morte e per i famigliari mai potrà cancellare ciò che, da vivo, l’uomo ha fatto.

(Enrico Panini)

ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

Testate nucleari 

L’ARSENALE ISRAELIANO, avvolto da una fitta cappa di segreto e omertà, viene stimato in 80-400 testate nucleari, più abbastanza plutonio da costruirne altre centinaia. Israele produce sicuramente anche trizio, gas radioattivo con cui fabbrica armi nucleari di nuova generazione.

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Contro la secessione dei ricchi (manifestazione nazionale a Reggio Calabria)

Più di un giovane su tre in Italia non trova lavoro e nelle regioni del Sud un’intera generazione di giovani non solo è fuori dal processo produttivo ma continua ad andare via, un’emorragia sociale che spopola e impoverisce anche le aree interne.

Celeste Logiacco, segretaria generale della Cgil di Gioia Tauro spiega le ragioni della manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil. Domani tutti a Reggio Calabria perché per dare futuro al lavoro bisogna ripartire dal Mezzogiorno e unire il Paese

Leggi l’analisi dettagliata su IlFuturoè.blog

E domani tutti a Reggio Calabria!

Come si sono spostati i voti? L’analisi di YouTrend

Grazie ai dati dell‘instant poll realizzato da Quorum/YouTrend per SkyTG24, siamo anche in grado di analizzare i flussi elettorali: in particolare, il comportamento di voto in relazione alle Politiche 2018. Grazie a queste analisi, ben raffigurate dal grafico “alluvionale” realizzato da Giovanni Forti, scopriamo che il più grande dei flussi di voto in uscita dal Movimento 5 Stelle è andato verso la Lega, ma tra le destinazioni più “gettonate” dagli ex elettori M5S troviamo anche l’astensione e il voto al Partito Democratico. Dal grafico possiamo apprezzare anche come Forza Italia si sia elettoralmente “dissanguata” verso il voto alla Lega, quello a Fratelli d’Italia e (anche qui) l’astensione.

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Nessuno riuscirà a cancellare il 25 aprile

Il 25 aprile è Festa nazionale. La Festa della Liberazione dell’Italia dal giogo nazi-fascista. Essa vedrà migliaia e migliaia di persone nelle piazze e nelle vie di tantissime città e paesi. Nessuno riuscirà a cancellarla.

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25 aprile, l’appello di Luciano Canfora: “Il fascismo non è morto, andiamo in piazza”

Lui, lo storico Luciano Canfora, il 25 aprile ci sarà. “Farò quello che si fa in questa giornata: lo si festeggia” anticipa a Repubblica “La città di Bari offrirà sicuramente tale opportunità e me ne avvarrò”.

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Sinossi dei curriculum: Murgia vs. Salvini

Ieri il ministro degli interni Matteo Salvini ha pensato bene di fare l’ennesimo tweet contro di me virgolettandomi come intellettuale radical chic e snob. È il suo giochetto preferito quello di far passare chiunque lo critichi per un ricco altolocato che non ha contatto con la gente e con la realtà, che non conosce i problemi veri e che non sa cosa sia la fatica del lavoro, ambiti in cui lui invece si presenta come vero esperto. Le propongo un gioco, signor Ministro: si chiama “sinossi dei curriculum”.

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