Di Maio dice sciocchezze. Il mio stipendio pagato dagli iscritti

“Sui privilegi dei sindacalisti Di Maio dice sciocchezze. Noi siamo pagati dagli iscritti, il mio stipendio non lo pago con i soldi pubblici, ma con i soldi degli iscritti che versano l’1% in un fondo”

“Sui privilegi dei sindacalisti Di Maio dice sciocchezze. Noi siamo pagati dagli iscritti, il mio stipendio non lo pago con i soldi pubblici, ma con i soldi degli iscritti che versano l’1% in un fondo”.

https://static.la7.it/embedded/la7?&tid=player&content=264553&title=maurizio-landini-la-mia-retribuzione-e-pubblica-%C3%A8-di-3700-euro-netti-al-mese-28-02-2019-264553

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini interviene a Otto e mezzo, il programma di Lilli Gruber in onda su La7 e risponde così dalle accuse del vicepremier Di Maio sui “privilegi dei sindacalisti”.

“La mia busta paga è pubblica, come segretario generale, dovrebbe essere secondo il nostro regolamento di 3700 euro netti”.

Dove eravamo? Sul pezzo

Si moltiplicano sui social gli attacchi alla confederazione con il solito ritornello: “Non avete fatto nulla”. Ma i fatti sono andati diversamente. È lungo l’elenco delle iniziative dal 2011 a oggi per contrastare le politiche dei vari governi (Rassegna.it)

Quando non ci sono armi nei contenuti, si passa allora al dileggio, alla menzogna, alla farsa.
Ma a questo mondo di fake news non dobbiamo cedere e con forza dobbiamo rivendicare e riportare con i fatti la verità a galla.

Il piccolo Gerarca cinguetta così …

Al netto della manomissione della verità (il post non è mai stato pubblicato) stridono i commenti di pancia di quelli che seguono l’onda dell’ignoranza e del malpancismo per attaccare strumentalmente il sindacato ..

Forse sarebbe opportuno ricordare a tutti questi cosa è stata la CGIL in questi anni …

Sono mesi ormai che sui social, a ogni presa di posizione sui provvedimenti del governo o su fatti di cronaca, i profili ufficiali della Cgil così come quelli di dirigenti, iscritti e simpatizzanti, vengono sommersi dai “dove eravate” e conditi dal solito frasario livido e violento. Dove eravate mentre approvavano la Fornero, mentre toglievano l’articolo 18? Dove eravate mentre smantellavano i diritti dei lavoratori? Invece di occuparvi degli immigrati sareste dovuti scendere in piazza contro il Jobs Act. E via così. Capita pure di venire improvvidamente accusati di averli votati quei provvedimenti, più spesso di non avere fatto nulla per fermarli.

segue su Rassegna.it

Conoscenza e Costituzione: l’unico binomio possibile

Coniugare la Costituzione e la Conoscenza in un’unica frase dalla lettura biunivoca – perché “La Costituzione vive nella Conoscenza” significa anche che la “Conoscenza vive nella Costituzione”- ci ricorda che come lavoratrici e lavoratori del settore della conoscenza, ma soprattutto come cittadini della nostra repubblica, abbiamo un perimetro valoriale nel quale agire e nel quale tendere tutte le nostre azioni. Quello è il nostro impegno.

Con l’elezione dell’Assemblea Generale e la conferma di Francesco Sinopoli come segretario generale nazionale, la FLC CGIL è pronta per nuove sfide e nuove battaglie.

Così si è chiuso il IV Congresso della FLC CGIL (17-19 dicembre, a Colli del Tronto), ricco di spunti e di riflessioni, fatto di bilanci e programmazioni di ripartenze, disegnato nelle coordinate della conoscenza e della costituzione.

Nel sito dedicato al congresso troverete tutte le web-cronache, con video e audio integrali di tutti gli interventi, di seguito il testo del mio contributo.

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I partiti liquidi e la fine della rappresentatività

Le elezioni politiche in Francia, con la vittoria di E. Macron, ci lanciano più di un messaggio chiaro ed inconfondibile sui valori e le idee degli elettori di oggi, sulla consistenza dei partiti politici (oramai ridotti a partiti liquidi) e sulla rappresentatività dei bisogni dei cittadini.

Le elezioni politiche in Francia, con la vittoria di E. Macron, ci lanciano più di un messaggio chiaro ed inconfondibile sui valori e le idee degli elettori di oggi, sulla consistenza dei partiti politici (oramai ridotti a partiti liquidi) e sulla rappresentanza dei bisogni dei cittadini. Continua a leggere “I partiti liquidi e la fine della rappresentatività”