Conosci gli uomini [I dialoghi di Confucio]

XVI. Il Maestro disse: «Non mi dolgo di non esser conosciuto dagli uomini, mi dolgo di non conoscerli!»1

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Concordia [I dialoghi di Confucio]

XII. Yü Tsŭ disse: «Nell’uso delle forme civili, la concordia è la cosa principale: per questo la via dei regnanti antichi è bella; tanto nel grande come nel piccolo derivavano da questo. Però ci sono punti in cui non va: conoscere la concordia ed essere per la concordia, ma non regolarla secondo le forme, anche ciò non va».

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Contro ogni arroganza [I dialoghi di Confucio]

X.Tsŭ Ch’in,[1] interrogando Tsŭ Kung, disse: «Quando il Maestro arriva in uno Stato, certamente viene a conoscenza del suo governo; ne domanda Egli oppure gli vien detto?»[2] Tsŭ Kung disse: «Il Maestro è pacato, semplice, rispettoso, modesto, cedevole e perciò l’ottiene;[3] la maniera di domandare del Maestro non è forse differente da quella degli altri uomini?»

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L’educazione dei giovani [I dialoghi di Confucio]

VI. Il Maestro disse: «Il giovine deve essere, in casa, amoroso verso i parenti, fuori di casa, rispettoso verso i superiori; esser diligente e verace; estendere il suo amore a tutti, ma collegarsi (solo) con i virtuosi; ciò fatto, impieghi l’energia che gli rimane nello studio delle lettere e delle arti».[1]

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La ricerca dell’Umanità [I dialoghi di Confucio]

II- Yü Tsŭ1 disse: «Che un uomo pieno di pietà e d’obbedienza ami contrastare ai suoi superiori, è raro: che uno non ami contrastare ai suoi superiori ed ami suscitare ribellioni, non è mai accaduto. Il Savio coltiva la radice, se la radice è ben ferma, si genera la via. Pietà ed obbedienza: queste sono le radici dell’Umanità».

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