Un soffio di vita, di Clarice Lispector [Adelphi 2019]

Ângela è giovane, piena di vita, talmente entrata nella sua parte che sfugge al controllo dell’Autore. Già, perché Ângela è un personaggio letterario inventato che man mano sviluppa una sua personalità mettendo in luce sue pulsazioni, suoi autonomi pensieri, suoi sentimenti.

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La psicologia del giocatore di scacchi, di Reuben Fine [Adelphi 1976]

Narcisismo, egocentrismo, organizzazione, cattiveria ed aggressività sono le doti innate degli “eroi” degli scacchi, quelli che si realizzano soltanto intorno e dentro una scacchiera. Il primo fra tutti è stato Howard Staunton, classe cristallina, ma anche un talento innato per emergere in ogni campo avesse deciso di cimentarsi.

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L’innominabile attuale

La sensazione più precisa e più acuta, per chi vive in questo momento, è di non sapere dove ogni giorno sta mettendo i piedi. Il terreno è friabile, le linee si sdoppiano, i tessuti si slacciano, le prospettive oscillano. Allora si avverte con maggiore evidenza che ci si trova nell’«innominabile attuale».

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L’eterno ritorno

L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?
Il mito dell’eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un’ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla.

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

La metafisica dell’ordine

Come ordinare la propria biblioteca è un tema altamente metafisico. Mi ha sempre meravigliato che Kant non gli abbia dedicato un trattatello. Di fatto potrebbe offrire una buona occasione per indagare una questione capitale: che co s’è l’ordine. Un ordine perfetto è impossibile, semplicemente perché c’è l’entropia. Ma senza ordine non si vive. Con i libri, come per tutto il resto, occorre trovare una via tra queste due frasi. Il miglior ordine, per i libri, non può che essere plurale, almeno altrettanto quanto la persona che usa quei libri.

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Essenziale è comprare molti libri: un ricordo di Roberto Calasso

Ad una settimana dalla sua scomparsa (il 29 luglio 2021) mi sembra doveroso ricordare la figura di Roberto Calasso, fondatore della casa editrice Adelphi ed animatore culturale della seconda metà del ‘900 e dell’inizio del nostro millennio.

Lo faccio con una citazione, da una sua opera (Come ordinare una biblioteca):

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L’invenzione degli scacchi

Sembra che l’invenzione degli scacchi sia legata a un fatto di sangue.
Narra infatti una leggenda che quando il gioco fu presentato per la prima volta a corte il sultano volle premiare l’oscuro inventore esaudendo ogni suo desiderio. Questi chiese per sé un compenso apparentemente modesto, di avere cioè tanto grano quanto poteva risultare da una semplice addizione: un chicco sulla prima delle sessantaquattro caselle, due sulla seconda, quattro sulla terza, e così via…
Ma quando il sultano, che aveva in un primo tempo accettato di buon grado, si rese conto che a soddisfare una simile richiesta non sarebbero bastati i granai del suo regno, e forse neppure quelli di tutta la terra, per togliersi dall’imbarazzo stimò opportuno mozzargli la testa.

Paolo Maurensig, La variante di Lüneburg, Adelphi 1995

L’innominabile attuale

La sensazione più precisa e più acuta, per chi vive in questo momento, è di non sapere dove ogni giorno sta mettendo i piedi. Il terreno è friabile, le linee si doppiano, i tessuti si sfilacciano, le prospettive oscillano. Allora si avverte con maggiore evidenza che ci si trova nell’innominabile attuale

Roberto Calasso, L’innominabile attuale, Adelphi 2017

Il signore di San Francisco, di Ivan Bunin e altri racconti [Adelphi, 2020]

Il signore di San Francisco aveva un piano molto semplice: lasciare il Nuovo Continente per trascorrere l’inizio dell’anno nel Mediterraneo e godere della clemenza del clima, ma anche delle bellezze locali, donne incluse, vagando fra Gibilterra, Capri e finalmente la Costa Azzurra.

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Cronaca di Famiglia, di Sergej Timofeevič Aksakov [Adelphi, 2020]

Stepan Michajlovic Bagrov, nonno dell’autore, a metà Ottocento è costretto a trasferirsi “dagli aviti possedimenti” di Simbirsk nelle sterminate terre della Baškiria con la sua famiglia e i suoi servi contadini, alla ricerca di spazio, pace, terra da coltivare, grano da macinare.

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Sepolcri di cowboy, di Roberto Bolaño [Adelphi 2020]

Prendere un aereo nel settembre del 1973 non è semplice, anche se vuoi semplicemente andare in Messico dove ti aspetta tuo padre, tuo marito. La milizia controlla, la milizia contiene e non vuole che le persone possano scappare dall’inevitabile repressione. Arturo Belano è alle prese con un check-in molto complicato, reso ancora più difficile dal nervosismo della madre che quasi si scontra fisicamente con la polizia. Alla fine c’è il ritorno a casa di Monica Vargas, dove sono ospiti in attesa del decollo.

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Fratelli, di Ivan Bunin [Adelphi 2020]

Portare i risciò per le strade di Colombo a Ceylon (oggi Sri Lanka), è un fatto di famiglia, tanto che, quando il padre muore, il figlio ne eredita il numero da mettersi sul braccio dopo di che può tranquillamente riprenderne l’attività. È un lavoro duro, fatto di lunghi percorsi accidentati e di strani incontri, anche di quelli che non ti aspetti, così dirompenti da cambiare per sempre lo scorrere della tua vita. Tirando il risciò per portare a spasso ricchi borghesi, si arriva alle porte di case che si vorrebbe evitare, e capita pure che da una finestra si affacci, agghindata come per una festa, la ragazza che ti si è promessa in sposa. Dove sono finite tutte quelle promesse, dove sono finiti gli abbracci, i baci?

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La gamba sinistra, di Theodore F. Powys [Adelphi, 2019]

A Madder di Dio, piccolo villaggio inglese, Mew il Fattore vuole accaparrarsi tutto: «Vivere per lui significava prendere, o meglio acquistare potere su tutto ciò che desiderava sino a farlo completamente suo». Per questo si prende tranquillamente, e brutalmente, anche le ragazze, con la forza. E prende anche le case e le mandrie altrui. Il Fattore non ha neppure remore a comprare direttamente le persone, come se fossero oggetti, come gli Squibb coi loro nove figli, suoi dipendenti per le tre sterline quindici scellini e sei pence che debbono al droghiere decidono che la loro libertà ha un prezzo.

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Babij Jar [Adelphi, 2019]

La storia – documento, come ricordato nel sottotitolo, è presentata come la vera testimonianza di quello che è successo in quei giorni per opera delle truppe naziste, ma anche negli anni successivi quando l’ex URSS ed il Partito Comunista Sovietico hanno cercato di insabbiare tutto, soprattutto la vergogna di non essere stati capaci di difendere i propri confini di fronte all’avanzata tedesca, ma anche la loro complicità in quell’operazione sistematica di annientamento umano.

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Il professore e il pazzo, di Simon Winchster [Adelphi, 2018]

Il libro di Simon Winchester, erudito giornalista inglese, ripercorre le tappe della genesi dell’Oxford English Dictionary, intrecciando le storie dei suoi due padri fondatori, sir James Murray (il “professore” scozzese) e William Chester Minor (il medico “pazzo” americano).

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Paul Collins, La follia di Banvard [Adelphi, 2006]

Non avevo colpevolmente letto prima di qualche giorno fa il libro di Paul Collins, La follia di Banvard [Adelphi, 2006], raccolta di racconti su personaggi storici realmente esistiti, ma poco noti al circuito della popolarità perché “perdenti”. Colpevolmente perché asseconda il mio gusto di percorrere i sentieri laterali della storia ufficiale, a volta anche attraverso le storie di personaggi verosimili. Continua a leggere

Terminare un romanzo

“Finire di scrivere un romanzo comporta alcuni, non molti, piaceri, e uno di questi è cominciare a dimenticarlo, a ricordarlo come un sogno o un incubo i cui contorni vanno sfumando, per poter affrontare nuovi libri, nuovi giorni, senza la zavorra di tutto quello che con ogni probabilità avremmo potuto fare meglio e non abbiamo fatto. ”

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