Vladimir Nabokov ed il gioco degli scacchi

“Realizzare un problema di scacchi è un’arte bellissima”, affermava Vladimir Nabokov, autore tra gli altri del celeberrimo “Lolita”: il 2 luglio ricorre il quarantesimo della scomparsa dello scrittore, avvenuta nel 1977. Nabokov era un grande appassionato di scacchi: alla partita viva preferiva però la realizzazione dei “problemi” [1]; non disputò mai tornei o gare ufficiali, ma ebbe però occasione di giocare con Sergey Prokofiev, il celebre pianista e compositore, e sembra anche con Humphrey Bogart, il famoso attore che in gioventù era così bravo da procurarsi da vivere giocando a scacchi.

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Un re non muore – corso letterario di scacchi, di Ivano Porpora [Utet 2021]

C’è una differenza sostanziale fra uno spingilegno e un giocatore di scacchi, la stessa che c’è fra uno scrittore e un artista della parola. All’inizio c’è quel bianco, quella scacchiera così regolare, così confortevole e confortante perché ha uno spazio da riempire, uno spazio creativo.

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