I tuoi genitori

Mêng Yi Tsŭ[1] chiese intorno alla pietà filiale. Il Maestro disse: «Non contrastare!»[2] Come, dopo, Fan Ch’i[3] guidava il carro, raccontandoglielo il Maestro disse: «Mêng Hsüan[4] mi ha interrogato intorno alla pietà filiale ed io gli ho risposto: «Non contrastare!» Fan Ch’i disse: «Che cosa vuol dire?» Il Maestro disse: «Se i genitori vivono, servir loro come si deve; se sono morti, seppellirli e sacrificar loro secondo il rito».

Continua a leggere

Senza calpestare la regola

(II.) IV. Il Maestro disse: «A quindici anni già la mia volontà era per lo studio; a trenta ero già fermo; a quaranta non avevo più dubbi; a cinquanta conoscevo la legge divina; a sessanta il mio orecchio sapeva comprendere; a settanta seguivo i desideri del cuore, senza calpestare la regola».[1]

Continua a leggere

Si guida con virtù e con morale

(II.) III. Il Maestro disse: «Se si guida con le leggi e si mantiene l’ordine con i gastighi, il popolo si asterrà dalla colpa, ma non avrà coscienza[1] alcuna; se si guida con la virtù e si mantiene l’ordine per mezzo della morale, il popolo, allora, avrà coscienza e raggiungerà».[2]


[1] La coscienza del popolo non sarà coltivata, perchè si ribellerà.

[2] Il bene. Il concetto è che la coscienza del popolo si guida più con i buoni esempi di virtù e di morale che non inasprendola col rigore di una legge, nel violare la quale, il popolo perde tutto ciò che ha d’innata rettitudine: non si può coltivare la coscienza del popolo sforzandola dall’alto, ma venendo in contatto con essa per via di virtù.


opera di riferimento:
I dialoghi di Confucio / a cura di Alberto Castellani. – Rist. anast. – Firenze : Sansoni, 1984. – XXX, 196 p. ; 16 cm. (da LiberLiber)
licenza:Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

[ I Dialoghi scritti tra il V e il III secolo A.C. (ma la redazione attuale è del II secolo d.C.) sono tutt’oggi opera che grandemente influenza la cultura cinese e dell’Asia orientale. Questa prima traduzione italiana è opera di Alberto Castellani (1884-1932) sinologo tra i più importanti a livello europeo.]

Mantenere le promesse [I dialoghi di Confucio]

XIII. – Yü Tsŭ disse: «Quando le promesse si avvicinano al giusto, le parole devono essere mantenute; quando l’ossequio corrisponde alla forma, la vergogna e l’umiliazione rimangono lontane; stringendo amicizia, se non perdi il senso dell’amore, vi rimarrai congiunto».

Continua a leggere

Concordia [I dialoghi di Confucio]

XII. Yü Tsŭ disse: «Nell’uso delle forme civili, la concordia è la cosa principale: per questo la via dei regnanti antichi è bella; tanto nel grande come nel piccolo derivavano da questo. Però ci sono punti in cui non va: conoscere la concordia ed essere per la concordia, ma non regolarla secondo le forme, anche ciò non va».

Continua a leggere

Contro ogni arroganza [I dialoghi di Confucio]

X.Tsŭ Ch’in,[1] interrogando Tsŭ Kung, disse: «Quando il Maestro arriva in uno Stato, certamente viene a conoscenza del suo governo; ne domanda Egli oppure gli vien detto?»[2] Tsŭ Kung disse: «Il Maestro è pacato, semplice, rispettoso, modesto, cedevole e perciò l’ottiene;[3] la maniera di domandare del Maestro non è forse differente da quella degli altri uomini?»

Continua a leggere

Non aver paura di sbagliare [I dialoghi di Confucio]

VIII. Il Maestro disse: «Se il Sapiente non ha gravità, non riscuote reverenza; se impara, non lo fa con solidità. Attienti alla fedeltà e alla veracità! non avere amici che non siano simili a te stesso; se sbagli, non aver paura di correggerti».

Continua a leggere

Cultura e saggezza [I dialoghi di Confucio]

VII. Tsŭ Hsia[1] disse: «Colui che invece di amare i piaceri, ama la saggezza ed è in grado di esaurire tutta la sua forza, servendo il padre e la madre; che stando in relazione con gli amici ha sincerità di parola; se anche di lui si affermi che non ha coltura, pure io, in vero, dico che è cólto».

Continua a leggere

L’educazione dei giovani [I dialoghi di Confucio]

VI. Il Maestro disse: «Il giovine deve essere, in casa, amoroso verso i parenti, fuori di casa, rispettoso verso i superiori; esser diligente e verace; estendere il suo amore a tutti, ma collegarsi (solo) con i virtuosi; ciò fatto, impieghi l’energia che gli rimane nello studio delle lettere e delle arti».[1]

Continua a leggere

La ricerca dell’Umanità [I dialoghi di Confucio]

II- Yü Tsŭ1 disse: «Che un uomo pieno di pietà e d’obbedienza ami contrastare ai suoi superiori, è raro: che uno non ami contrastare ai suoi superiori ed ami suscitare ribellioni, non è mai accaduto. Il Savio coltiva la radice, se la radice è ben ferma, si genera la via. Pietà ed obbedienza: queste sono le radici dell’Umanità».

Continua a leggere