Quattro misure urgenti per la scuola e per il resto del Paese

Riporto di seguito l’intervento di Massimo Mantellini su Internazionale.
Lo premetto: non sono d’accordo!
Cioè sono d’accordo con quella parte di analisi, per la verità del tutto evidente, che sottolinea i ritardi e l’incapacità della politica di fare fronte all’emergenza: l’immobilismo che ha paralizzato l’agire politico è sconcertante per il dilettantismo e l’incapacità organizzativa che stiamo subendo in questi mesi, quasi un anno.
Non sono d’accordo con le quattro proposte, che segnano la sconfitta della scuola in presenza: potenziare la rete, potenziare i repository, acquistare pc e formazione sul digitale sono soluzioni che significano abdicare del tutto alla possibilità di fare della scuola un luogo di aggregazione.
In sostanza significa lasciar perdere la possibilità di migliorare la sanità, il controllo del tracciamento, potenziare i traporti, rafforzare gli organici… mettere cioè la Scuola al centro. A favore di un surrogato di tele-formazione-educazione che invece non funziona, in assoluto, non solo perché ci sono limiti tecnici.
Significa abdicare alla scuola come luogo sociale dell’apprendimento, per esplorare un campo (arido) di apprendimento che potrebbe dare sicuramente frutti in termini di competenze, conoscenze e apprendimenti (digitali soprattutto), lasciando per sempre indietro la scuola come luogo di formazione sociale delle persone.

Continua a leggere