Distinguersi dagli assassini

“Noi non capivamo niente e le nostre guardie che camminavano insieme a noi buttavano via le divise, le armi, si mettevano in borghese, in mutande, mandavano via i cani che erano stati proprio il simbolo del potere del soldato SS.”

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Prima di tutto vennero a prendere …

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare


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Successo! sei dei nostri

Quando tutto iniziò

Non iniziò con le camere a gas.

Iniziò con i politici che dividevano le persone tra ‘noi e loro’.
Iniziò con l’intolleranza e i discorsi di odio.
E quando la gente smise di preoccuparsene, divenne insensibile, obbediente e cieca.

Primo Levi


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Successo! sei dei nostri

Voglia di alzarsi

Domenica, 14 giugno 1942

Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno!
Ma alle sei non mi era consentito d’alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti.
Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina.

Anna Frank

Il paese rimasto senza ore

– Al mio paese, di orologi ce n’erano pochi. Ce n’era uno sul campanile, ma era fermo da non so quanti anni, forse fin dalla rivoluzione: io non l’ho mai visto camminare, e mio padre diceva che neanche lui. Non aveva orologio neppure il campanaro.
– Allora come faceva a suonare le campane all’ora giusta?
– Sentiva l’ora alla radio, e si regolava col sole e con la luna. Del resto, non suonava tutte le ore, ma solo quelle importanti. Due anni prima che scoppiasse la guerra si era rotta la corda della campana: si era strappata in alto, la scaletta era fradicia, il campanaro era vecchio e aveva paura di arrampicarsi fino lassù per mettere una corda nuova. Da allora in poi ha segnato le ore sparando in aria col fucile da caccia: uno, due, tre, quattro spari.
È andato avanti così finché sono venuti i tedeschi; il fucile glielo hanno preso, e il paese è rimasto senza ore.

Primo Levi, Se non ora, quando?


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Storia di una figlia, di Piernicola Silvis [SEM 2020]

Anna Sertori ha tutto: un fidanzato che presto sposerà e che dirige un’azienda di spicco nel Nord Est; un padre che lei ama di un amore ricambiato e che le permette di vivere in agiatezza tanto da poter continuare con calma i suoi studi di specializzazione in medicina; ha un appartamento e la prospettiva di uno studio da chirurgo plastico per le signore della Verona bene.

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Babij Jar [Adelphi, 2019]

La storia – documento, come ricordato nel sottotitolo, è presentata come la vera testimonianza di quello che è successo in quei giorni per opera delle truppe naziste, ma anche negli anni successivi quando l’ex URSS ed il Partito Comunista Sovietico hanno cercato di insabbiare tutto, soprattutto la vergogna di non essere stati capaci di difendere i propri confini di fronte all’avanzata tedesca, ma anche la loro complicità in quell’operazione sistematica di annientamento umano.

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