Incontro con l’autore: Piernicola Silvis

Chiacchierata con l’autore di Storia di una figlia (SEM, 2020) sulla pagina FB della casa editrice.
Si parla del mestiere di scrivere, del nazismo, dell’arte del romanzo, dell’officina letteraria, del peso e del senso della storia.

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Intervista a Piernicola Silvis

Dopo (e durante) un’onorata carriera di funzionario dello Stato come poliziotto, questore, responsabile di diverse Squadre mobili, ha coltivato la carriera di scrittore con appassionanti romanzi di stringente attualità affidati al commissario Renzo Bruni. Con il suo nuovo romanzo muove i personaggi su sfondi storici del tutto nuovi, con nuovi temi che se anche apparentemente lontani nel tempo, toccano la sensibilità civile e civica di tutti i giorni. Approfondiamo direttamente con lui i motivi di questa interessante novità.

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Storia di una figlia, di Piernicola Silvis [SEM 2020]

Anna Sertori ha tutto: un fidanzato che presto sposerà e che dirige un’azienda di spicco nel Nord Est; un padre che lei ama di un amore ricambiato e che le permette di vivere in agiatezza tanto da poter continuare con calma i suoi studi di specializzazione in medicina; ha un appartamento e la prospettiva di uno studio da chirurgo plastico per le signore della Verona bene.

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Uccideresti l’uomo grasso? di David Edmonds [Cortina 2014]

Siamo tutti incappati nella vita in situazioni tali da richiedere una decisione immediata. Poi però esistono situazioni estreme che mettono a dura prova la nostra capacità di giudizio, più che di sangue freddo. Forse perché molto spesso non valutiamo fino in fondo le conseguenze delle nostre singole scelte.

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La tredicesima cattedra, di Franco Cordero [La nave di Teseo 2020]

Non ci ha messo molto il professore a cedere alle lusinghe di Melchior: concorrere per una cattedra, la tredicesima e ultima, nel prestigioso Collegio della Rocca di Monteferro. È una occasione unica e irripetibile, ma si tratta di sparire dalla vita quotidiana, ricostruirsi un’identità e dedicarsi finalmente alla ricerca, al piacere della lettura, al piacere della speculazione.

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Un problema per Mac, di Enrique Vila-Matas [Feltrinelli 2019]

Da quando è rimasto senza lavoro, Mac, ex imprenditore nel settore edilizio, decide di sfruttare la sua passione di lettore onnivoro e scrivere un romanzo. Ma non deve essere un romanzo come tanti altri, deve essere un falso: “che possa sembrare postumo e incompiuto mentre in realtà sarebbe del tutto concluso”.

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Giorgiana Masi – Indagine su un mistero italiano, di Concetto Vecchio [Feltrinelli 2017]

Il 12 Maggio 1977, nell’anniversario della vittoria referendaria sul divorzio, Marco Pannella, leader del Partito Radicale, alle quattro del pomeriggio fa un lungo discorso in Parlamento annunciando che quel pomeriggio stesso i radicali avrebbero sfidato i divieti imposti dall’allora Ministro dell’Interno, Francesco Cossiga, manifestando con una raccolta firme, pacifica, a Piazza Navona per celebrare il “referendum contro il regime”.

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Museo del romanzo dell’Eterna (primo romanzo bello), di Macedonio Fernández [Castelvecchi 2020]

Ci vogliono 57 prologhi, diversi appelli al lettore e introduzioni varie, anche alcuni post-prologhi e note di spiegazione, per essere finalmente trasportati all’interno del romanzo, a quel capitolo primo che finalmente disvela che da lì inizierà la storia che tutti siamo curiosi di leggere: a quel punto però prevale il senso di smarrimento.

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Il cerchio, di Meša Selimović [BBE 2019]

Vladimir fatica a trovare le parole per preparare il discorso per il Congresso Comunista: non è facile spiegare perché i giovani jugoslavi rinneghino la vocazione politica e preferiscano invece rimanere nelle campagne a lavorare la terra. Non che gli manchino gli argomenti, ma ha altro nella testa. Perché il partito non lo ha invitato alla inaugurazione del museo dedicato a Mladen, suo fratello, eroe della resistenza?

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La fine dei vecchi tempi, di Vladislav Vančura [Einaudi, 2020]

Bernard Spera è il vecchio bibliotecario del castello di Kratochvíce: ne ha viste tante e ne può raccontare anche di più. Da quando il podere è passato nelle mani del ricco Stoklasa e da quando nei paraggi è arrivato il principe Nikolaevič Megalrogov, da tutti soprannominato “barone di Münchhausen” per spiccate peculiarità caratteriali, gli episodi da riferire sono ancora più e soprattutto ancora più incredibili.

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La ragione contro il potere, di Noam Chomsky e Jean Bricmont [Ponte delle grazie, 2019]

Ora più che mai occorre ragionare sulla ragione: strumento insostituibile contro l’ignoranza, il dominio, l’intolleranza. Partendo da questo presupposto, dialogando con Jean Bricmont, siamo introdotti per mano da Noam Chomsky nell’universo politico, economico, ma anche etico degli Stati Uniti e più in generale della dicotomia fra teoria ed esercizio del potere. Si ragiona allora della convivenza fra razionalismo e ottimismo, dell’impegno per migliorare la nostra condizione umana, della possibilità stessa dell’esistenza di una “natura umana” innata, che possa comprendere anche la lotta per cambiare il mondo. La ragione si rivela come l’unico strumento per svelare e disinnescare le menzogne del potere, per far avanzare la conoscenza scientifica e filosofica e per realizzare il cambiamento politico…

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Successo! sei dei nostri

Il giorno mangia la notte, di Silvia Bottani [SEM 2020]

In una calda ed afosa estate milanese, le vite di Naima, Stefano e Giorgio stanno per incontrarsi e graffiarsi per sempre. Giorgio esce dall’ennesima serata di gioco d’azzardo, matto e disperatissimo: come sempre ha perso tutto e vede sempre più lontano il giorno del riscatto. La sua vita è ad una pausa: pausa d’amore, pausa di lavoro, pausa da genitore. Solo la sfortuna non prende mai una vacanza. È completamente al verde, così per disperazione decide di rapinare una anziana marocchina che vede avanzare per strada: ma la donna non ci sta, resiste e anzi prova a rincorrere il suo aggressore.

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Tutte le poesie, di Leonardo Sinisgalli [Mondadori 2020]

C’è la montagna, c’è la campagna. Ci sono le nuvole e le civette delle nevi, il silenzio ed i fiori dischiusi. Ma soprattutto ci sono i borghi e la semplicità di un fuoco che dissolve tutto nel suo fumo: spazi nuovi che vanno oltre l’apparente calma di una vita ferma da secoli lungo le vigne secche di luce. Canti di allodola e tenui voci del mattino scavate nella pietra.

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Il capofamiglia, di Ivy Compton-Burnett [Fazi 2020]

Fine Ottocento. Duncan è il classico capofamiglia che pensa di controllare tutto quello che accade nella sua famiglia, composta dalla moglie Ellen, le figlie, Nance e Sybil, e il nipote Grant, che vive con gli Edgeworth da quando il padre, il fratello di Duncan, è morto. La famiglia vive nell’agio e apparentemente in modo sereno.

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La primavera torna sempre, di Lorenzo Marone [Feltrinelli 2020]

Anche nelle giornate convulse di lockdown, Luce Di Notte, una vera femmena dei quartieri spagnoli, riesce a trovare un sorriso per tutti. Aiuta la sua vicina di casa facendole la spesa, si preoccupa di Don Vittorio, dispensa parole di calma alla madre, che può sentire soltanto per telefono. Insomma ha deciso che la sua resistenza debba partire dalla solidarietà, dal rinnovato rapporto con gli affetti, dal suo Cane Superiore. Adda passà a’ nuttata

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Successo! sei dei nostri

Tempo variabile, di Jenny Offill [NN, 2020]

Lizzie è una bibliotecaria con una vita molto movimentata. Ha un marito, Ben, che trascorre molte ore in casa; un figlio piccolo, Eli, che frequenta una scuola dagli ambienti troppo grandi; ha un fratello, Henry, con gravi problemi di tossicodipendenza; una madre dolcissima, che però non riesce a sopportare. Lizzie fatica a tenere tutto insieme, sente il peso della responsabilità di una famiglia che dipende dalle sue cure e spesso le pesa la gestione di una vita così frammentata ed al servizio degli altri.

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L’acqua alta e i denti del lupo, di Emanuele Termini [Exòrma, 2019]

C’è un ospite inatteso sul cargo fra Ancona e Venezia, in quell’aprile 1907. A bordo infatti c’è un giovane anarchico russo, georgiano per l’esattezza, che è arrivato trafelato da Odessa e per alcuni mesi, con l’aiuto degli anarchici marchigiani ha fatto il portiere di notte in un hotel ad Ancona, ma adesso ha addirittura bisogno di incontrare Lenin, in esilio da anni anche se leader indiscusso del Partito Operaio Social-Democratico Russo (POSDR). Il giovane Koba, così è conosciuto a Gori ed in Georgia, anche se nessuno conosce il suo vero nome, sta sfuggendo al regime zarista.

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Sogno e realtà dell’America Latina, di Mario Vargas Llosa [Liberilibri, 2020]

Tutto comincia con il mito dell’Eldorado, della terra dell’oro e dalle antiche cronicas dei numerosi compilatori che accompagnarono le spedizioni dei condottieri e vice-regnanti nelle Indie americane, sedotti dai racconti favolosi di quelle terre misteriose. Capita così che spesso la realtà storica venne messa in secondo piano, come ricorda bene il peruviano Raùl Porras Barrenechea “La finzione, l’amore per le cose rare e peregrine, predominano sul gusto del reale e del comune”. La nuova terra risponde alla necessità di dare una risposta alla curiosità del Vecchio Continente anche distorcendo la tradizione religiosa, etnica, sentimentale e storica dei popoli conquistati.

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Intervista a Paolo Maurensig

Paolo Maurensig è da circa tre decenni un appuntamento con una certezza, l’appuntamento con LA certezza: esiste ancora il romanzo, con tutta la sua sacralità, i suoi riti, a volte anche le sue contraddizioni e inspiegabile fascino. Ecco, se possiamo dare una definizione della scrittura che delinea la ‘persona’ Maurensig, oltre l’eleganza e l’equilibrio della forma, c’è una passione quasi sofoclea che non traspare subito, ma che ribolle dentro ogni sua storia, ogni sua narrazione, senza che si increspi la superficie. La sentiamo, la leggiamo, ce ne appropriamo in modo catartico. In epoca di lockdown mi è stato possibile incontrarlo solo virtualmente in occasione di pordenonelegge 2020, anche se ho ancora forte e chiaro dentro di me il ricordo di una sua presentazione al Festival Letteratura di Mantova qualche anno fa. Ci sono ancora molte domande che vorrei rivolgergli, ma le rimando al prossimo appuntamento in presenza. Ci conto, eh.

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Successo! sei dei nostri

1968 – L’autunno di Praga, di Demetrio Volcic [Sellerio 2018]

Il nome di Alexandre Dubček si afferma con convinzione nel gennaio del 1968, in pieno processo di revisione del partito comunista cecoslovacco, il cui segretario era Antonin Novotny, fra i sostenitori dell’ortodossia russa. Dubček subentra a Novotny come segretario con un mandato molto chiaro: riportare in Cecoslovacchia la libertà di pensiero ed un “socialismo umano”. Di lui, della sua forza carismatica, non si era ancora reso conto il russo Leonid Brežnev che pure l’aveva incontrato in tempi non sospetti senza degnarlo di una parola significativa.

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Gli illegali, di Piernicola Silvis [SEM 2019]

Per volere dei pezzi grossi di Roma, Renzo Bruni trasloca con la sua squadra da Foggia a Napoli per indagare sulla morte dell’ex prefetto, ormai in pensione, Raffaele Esposito, uomo in vista e dal passato non tanto cristallino. Renzo si scontra più di una volta con il suo avvocato, Manuel Capone, viscido faccendiere della malavita, cocainomane, in cerca di riscatto e soldi per curare la figlia Rosdiana, a cui sono rimasti pochi giorni di vita.

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Il bambino nascosto, di Roberto Andò [La nave di Teseo 2020]

Gabriele Santoro ha un rito: ogni mattina, mentre rifinisce la barba e aspetta il postino, declama una poesia allo specchio. Quella mattina è diversa perché, dopo aver aperto la porta ed essersi infilato di nuovo in bagno, tornando all’ingresso si accorge di avere una visita inaspettata: è Ciro, un bambino. Ciro, 10 anni, è il figlio di un padre scomodo, il camorrista Carmine, che controlla per il suo boss i traffici nel quartiere.

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Fratelli, di Ivan Bunin [Adelphi 2020]

Portare i risciò per le strade di Colombo a Ceylon (oggi Sri Lanka), è un fatto di famiglia, tanto che, quando il padre muore, il figlio ne eredita il numero da mettersi sul braccio dopo di che può tranquillamente riprenderne l’attività. È un lavoro duro, fatto di lunghi percorsi accidentati e di strani incontri, anche di quelli che non ti aspetti, così dirompenti da cambiare per sempre lo scorrere della tua vita. Tirando il risciò per portare a spasso ricchi borghesi, si arriva alle porte di case che si vorrebbe evitare, e capita pure che da una finestra si affacci, agghindata come per una festa, la ragazza che ti si è promessa in sposa. Dove sono finite tutte quelle promesse, dove sono finiti gli abbracci, i baci?

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Teoria delle ombre, di Paolo Maurensig [Adelphi 2015]

L’Hotel do Parque di Estoril è un luogo misterioso nei primi anni del dopo guerra. Qui, una località costiera del sud del Portogallo, trovano rifugio molti personaggi contraddittori protetti dal regime di António de Oliveira Salazar in una sorta di porto franco, mentre ancora non sono noti del tutto i crimini contro gli ebrei e ancora non si è celebrato il processo di Norimberga.

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L’arcangelo degli scacchi, di Paolo Maurensig [Mondadori 2014]

Non c’era più niente da fare in America, bisognava lanciare la sfida all’Europa. Con questa idea nel 1858 Paul Morphy affronta l’Oceano Atlantico in compagnia del giornalista Fredreick Milnes Edge, per andare in Inghilterra con il desiderio di affrontare il famoso Howard Staunton, ma soprattutto con la voglia ossessiva di affermarsi nel panorama mondiale, appagare la sua sete di gloria.

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Assedio all’Occidente, di Maurizio Molinari [La nave di Teseo, 2019]

C’è un filo rosso che unisce tutti i grandi leader politici stranieri emergenti nel panorama attuale: la strategia del potere e del controllo. Che si tratti di Vladimir Putin, o di Xi Jinping, o di Recep Tayyip Erdoğan o di Kim Jong-un tutte le volte la narrazione ha delle caratteristiche comuni. Si tratta sempre dell’affermazione lenta e progressiva di un modello di comando basato sull’affermazione di sé, sulla dimostrazione al mondo della propria grandezza ed indispensabilità, ma soprattutto sul controllo del consenso.

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Il pannello, di Erri De Luca [Feltrinelli, 2012]

L’entrata in aula di quel professore faceva temere che ci sarebbe stato qualcosa di grave da scontare. Erano giorni difficili nella quarta B del Liceo Classico Umberto I di Napoli, da quando uno o più alunni aveva svitato il pannello della scrivania degli insegnanti e tutta la classe, sedici adolescenti, tutti maschi, aveva potuto vedere le gambe della giovane supplente. Non erano abituati in quell’ambiente severo a professori poco più che adolescenti, non erano neppure abituati a colpi di testa: erano del tutto fuori luogo. Ma i tempi stavano cambiando.

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