La donna degli alberi, di Lorenzo Marone [Feltrinelli 2020]

La città non è più un posto per lei, ha bisogno di respirare una vita meno confusionaria e più sostenibile. Ha bisogno di spogliarsi di quelle sovrastrutture, di quel mondo vuoto di valori, ha bisogno di cercare qualcosa di essenziale, di unico, di irrinunciabile. Non resta allora che fuggire verso l’infanzia, verso quei luoghi che l’hanno vista crescere rimanendo immutati.

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Sono stata donna in fuga

Sono stata donna in fuga.
In me c’era l’inquietudine della partenza, la vulnerabilità del sopravvissuto, camminavo con il passo spezzato. Mi costruivo le ritirate che non ho preso, ho accettato gli allontanamenti che non ho scelto, ho accolto chi è entrato nella mia vita per evadere dalla sua, sono stata fuggiasca e non vincitrice, rincorsa ma perdente. Ora inseguo l’amor proprio, coltivo il piccolo ambizioso progetto di non restare dove non c’è amore. Mi ritaglio lo spazio per ripassare le mie mancanze, e mi affanno a farmi trovare preparata spettatrice del minuscolo che accade. 
Mi propongo di mantenere inviolata la fame di vivere pienamente. In armonia con quello che c’è, con chi c’è. Cerco la fede senza fede.

Lorenzo Marone, La donna degli alberi

La primavera torna sempre, di Lorenzo Marone [Feltrinelli 2020]

Anche nelle giornate convulse di lockdown, Luce Di Notte, una vera femmena dei quartieri spagnoli, riesce a trovare un sorriso per tutti. Aiuta la sua vicina di casa facendole la spesa, si preoccupa di Don Vittorio, dispensa parole di calma alla madre, che può sentire soltanto per telefono. Insomma ha deciso che la sua resistenza debba partire dalla solidarietà, dal rinnovato rapporto con gli affetti, dal suo Cane Superiore. Adda passà a’ nuttata

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ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri