La Repubblica delle commissioni

Ho rispetto per il lavoro del nostro presidente del consiglio dei ministri, se non altro perché deve trovare un equilibrio fra la burrasca della pandemia (novità assoluta che non ha ereditato da nessun governo precedente) e l’insipienza della classe politica con la quale cerca di fare argine alle onde della contingenza (questa sì, la classe politica, l’ha ben ereditata da decenni di vuoto post-Prima Scellerata Repubblica).

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Democrazia violata

Manca appena un mese al voto del referendum sulla riforma costituzionale e non è ancora partita alcuna vera campagna di informazione sui media mainstream. Anzi. I quotidiani a maggior diffusione fanno apertamente disinformazione dandone già per scontato l’esito, mettendo così a tacere ogni dibattito. Non si è comportato meglio il servizio pubblico. Per lunghi mesi ha dominato un silenzio assordante. Solo di recente si registra qualche tribuna elettorale in Rai ma in orari pomeridiani assai improbabili per agosto. Solo noi di Left e Radio Radicale abbiamo fatto della campagna referendaria un punto cardine, ormai da mesi, fermamente convinti che i cittadini abbiano tutto il diritto ad una corretta informazione per potersi fare una propria opinione.

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Appello per il referendum, No alla grande menzogna

Il 20 e 21settembre saremo chiamati a votare sul referendum costituzionale sul taglio del Parlamento, meno 36,5%, riducendo da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori.

Il progetto politico che ha portato al taglio della rappresentanza parlamentare senza ascoltare alternative e critiche è rapidamente invecchiato, esso si risolve in un attacco al ruolo della rappresentanza parlamentare proprio quando ne andrebbe rilanciato il ruolo di rappresentanza e unificazione dell’Italia.

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Una legge per promuovere la lettura: funzionerà?

Per rendersi conto dell’entità del problema è sufficiente dare un’occhiata ad alcuni dati resi noti dall’ISTAT e riportati nel Dossier del Servizio Studi del Senato di ottobre 2019. Si apprende che in Italia solo il 41% della popolazione si è dedicata, nel 2017, alla lettura di libri nell’arco degli ultimi 12 mesi (valore peraltro costante rispetto al 2016), e che di essi solo il 13,4% appartiene alla categoria dei lettori forti (cioè che leggono più di un libro al mese). Le donne, in tutte le fasce d’età, rappresentano la percentuale maggiore (47,1% rispetto al 34,5% degli uomini) e al Sud si legge meno (28%) in confronto al Centro (44,5%) e al Nord (48-49%).

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