Il pericolo di una Scuola a latitudini variabili: poche idee (e confuse) sul ritorno in aula a gennaio

Il Consiglio dei Ministri di oggi dovrebbe prendere decisioni in merito alla possibilità di trasferire in DDI (Didattica Digitale Integrata), o se si preferisce DAD (Didattica a Distanza), la ripresa delle lezioni dopo la sospensione legata alle festività natalizie e di fine anno. Dovrebbe, infatti, essere una decisione che coinvolga tutto il territorio nazionale, per evitare i rischi di geometrie a latitudini variabili dovuti alla autonomia delle Regioni.

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L’assurda guerra fra poveri per accaparrarsi i vaccini

E’ saltata la testa del commissario speciale Domenico Francesco Arcuri, sicuramente per la gestione farraginosa del piano vaccinale: poco male, ritorna al suo ruolo in Invitalia. Il problema enorme, adesso sulle spalle del generale degli Alpini, Francesco Paolo Figliuolo (perché se non hai due nomi e uno non è ‘Francesco’ non puoi fare il commissario speciale), è ripianificare la distribuzione dei vaccini, in un momento in cui non sono ancora sufficienti e manca del tutto una regia nazionale che individui e persegua degli obiettivi e priorità.

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Cosa può ancora fare il Ministero dell’Istruzione (e il governo) per la Scuola

Alla fine bisogna essere d’accordo con la ministra Lucia Azzolina (chi l’avrebbe mai detto!), non tanto per la sua preoccupazione sulla DAD che non funziona più (quando ha mai funzionato?), ma sulle responsabilità delle regioni.

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Una scuola su tre è chiusa senza motivo: effetti della nuova autonomia differenziata

Condivido appieno l’analisi di Filippo Teoldi presentata in un articolo (intitolato appunto “Una scuola su tre è chiusa senza motivo” ) comparso su Domani del 10 gennaio: molte chiusure delle scuole non sono affatto giustificate, ma sono frutto -aggiungo io- di una impreparazione complessiva, che oramai però va avanti da un anno.
Manca una visione strategica e troppi sono gli assurdi giochetti partitici che hanno fatto delle aperture e chiusure strumenti di propaganda, ma soprattutto regna una incapacità (pigrizia sarebbe troppo poco e ingiusto) di politici locali e nazionali che non fanno altro che rimpallarsi le responsabilità.

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Ricominciare in assenza

Si avvicina la fatidica data del 7 gennaio 2021, il rientro a Scuola, e si ricomincia il balletto di responsabilità, giaculatorie, condanne e minacce che segnano -semmai ce ne fosse stato bisogno- tutta la debolezza del nostro sistema politico e della governance scolastica.
Proviamo qualche riflessione critica sotto forma di quesiti aperti (si sa mai che qualcuno voglia rispondere).

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Persone, numeri e cose: la responsabilità dei dati e la gestione delle Regioni

Le Regioni sono partite all’attacco, perché nei loro piani c’era l’idea che il governo dovesse decidere autonomamente le chiusure, imponendole alle regioni stesse che avrebbero così potuto individuare il capro espiatorio e avrebbero potuto anche protestare contro le ingiustizie delle chiusure volute “da Roma”. In fondo i governatori delle regioni sono eletti direttamente dai cittadini, il presidente del consiglio invece no!

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