Tempi “Durigon” per Mario Draghi

Sta pian piano, quasi carsicamente, emergendo, oltre la cortina del fumo della querelle sull’obbligo vaccinale, la vergogna “Durigon” che mette davvero alla prova il Presidente Mario Draghi.

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Tutti con Mario Draghi … forse troppi!

Riassumiamo un attimo la coerenza della nostra classe politica …

fase 1: Presidente della Repubblica: serve un governo stabile fatto da figure autorevoli. Incarico a Fico per formare un governo politico…

fase 2: Fico fallisce, perché i partiti non riconoscono la maggioranza politica (per partiti intendo soprattutto Italia Viva! l’opposizione non conta né i “responsabili” sono in numero sufficiente a garantire la governabilità)

fase 3: Sergio Mattarella allora affida l’incarico a Mario Draghi per un governo stabile fatto da figure autorevoli …

fase 4: Mario Draghi comincia le consultazioni che lo porteranno a sciogliere la riserva, prospettando un governo tecnico, fatto da figure autorevoli, come come da mandato di Mattarella

fase 5: Partiti politici: eh no, non va bene un governo di tecnici, serve un governo di politici … per cui TUTTI i partiti adesso ci stanno! (con l’eccezione di Fratelli d’Italia, ma abbiamo detto che l’opposizione non conta!)

Paradossalmente adesso la situazione per Draghi è ancora più complicata perché rischia di dover gestire uno squadrone di “responsabili” estremamente eterogeneo, unito solo dall’interesse di esserci quando Draghi riuscirà nel suo mandato.

La Lega di Salvini ha già detto di essere disponibile ad un governo Draghi, a patto che non ci sia il Movimento 5 Stelle.
Del resto tirato fuori dalla naftalina anche Silvio Berlusconi ha subito chiarito che, con Mario Draghi, come garante Forza Italia (un partitino dal 7%) darà il suo contributo.
A sua volta il Movimento 5 Stelle, che probabilmente rispolvererà la bufala della piattaforma Rousseau, ha fatto scendere in campo il guru Beppe Grillo e ha blindato, per opportunismo, Giuseppe Conte, per calmare le acque al proprio interno e bloccare l’emorragia di fuoriuscite guidate da Di Battista … ci starà alla fine, per non perdere ulteriori consensi …
Il Partito Democratico ha subito scaricato Giuseppi sostenendo presidente della Repubblica e possibile futuro presidente del consiglio e rivendicando un ruolo importante (sic!) nel nuovo esecutivo.
Liberi e Uguali non può dire di NO, per non essere messo all’opposizione con Fratelli d’Italia (ma abbiamo detto che l’opposizione non conta!), per cui ha fatto una trasformazione camaleontica in pochissime ore passando al “No al governo tecnico dei banchieri” (come il Toninelli di turno) fino al “SI al governo tecnico-politico…”
Matteo Renzi, che non sa ancora se essere opposizione o meno, sicuramente opposizione a Giuseppi Conte!, ha detto che con Draghi ci sta …

Diciamolo: alla fine ha vinto lui, il rottamatore Renzi, che prima ha distrutto il PD, poi il governo Conte-bis relegando Giuseppi ad un ruolo secondario (con tanto di conferenza stampa per strada).

In sostanza per paura di essere tagliati tutti fuori, tutti si stanno accreditando adesso come “responsabili” di un governo che dovrà gestire i 209 miliardi del Recovery Plan ..

Insomma, prima ancora di iniziare, l’anno del dragone rischia di convertirsi nell’anno dei porci.

Ah già, il Recovery Plan: resterà uguale o sarà superato?
Immaginiamo che l’interesse di tutti i soggetti camaleontici sia quello di poter piazzare qualche favore qua e là con i miliardi europei, dimostrando di aver fatto tanto senza fare nulla se non pensare a pochi …

L’unica certezza in questo momento è che se si dovesse formare un governo con tutti questi “responsabili” sarà non solo di difficile ed estenuante gestione ma anche privo di quelle figure di spessore che si sarebbero potute auspicare (vedi Marta Cartabia, per esempio) per far ripartire davvero e sul serio il Paese con una serie di riforme sensate, serie e soprattutto utili a ricostruire l’economia e lo stato sociale nella nostra malmessa Italia.

Insomma, prima ancora di iniziare, l’anno del dragone rischia di convertirsi nell’anno dei porci.


ci sto lavorando!
Successo! sei dei nostri

La retorica del nulla (e dell’odio) di Matteo Salvini

Il video di Elly Schlein (Possibile, la più votata alle elezioni regionali in Emilia Romagna) con Matteo Salvini ha fatto il giro del web perché ha messo in luce una delle caratteristiche dei contenuti del programma della Lega: il nulla, la retorica del nulla …

Quando messo in difficoltà con domande puntuali e nel merito dei problemi Matteo Salvini NON risponde, perché privo di idee, di capacità espositiva, mettendo a nudo la sua retorica propagandistica del nulla. Infatti dopo aver tergiversato va via senza una risposta, se non un bofonchiamento in cui si capisce che lui -così occupato (???)- non ha tempo per riunioni inutili. Per il Papeete sì, invece.
In sostanza non si capisce perché abbia bucato tutti gli incontri dell’EuroParlamento sul tema migranti e politiche dell’accoglienza. O meglio, si capisce: era in giro a fare campagna elettorale, sempre e comunque.
Il problema sta proprio in questo: mentre doveva occuparsi di governare, ha utilizzato la sua posizione per fare altro, per costruire muri e seminare odio …

Grazie ad Elly, per la sua lezione di controretorica …

Disordine ed indisciplina

Se l’inserimento dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza poteva avere un senso anche se non proprio ortodosso per l’idea sempre più frammentaria di scuola all’interno della società, preoccupano molto di più le parole di Matteo Salvini (ideologo pubblicato da CasaPound più che ministro dell’Interno) sulla possibilità di reintrodurre il grembiulino nelle scuole.

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Sinossi dei curriculum: Murgia vs. Salvini

Ieri il ministro degli interni Matteo Salvini ha pensato bene di fare l’ennesimo tweet contro di me virgolettandomi come intellettuale radical chic e snob. È il suo giochetto preferito quello di far passare chiunque lo critichi per un ricco altolocato che non ha contatto con la gente e con la realtà, che non conosce i problemi veri e che non sa cosa sia la fatica del lavoro, ambiti in cui lui invece si presenta come vero esperto. Le propongo un gioco, signor Ministro: si chiama “sinossi dei curriculum”.

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La vomitevole politica del marcio populista: di Salvini, di Di Maio e di tutti gli altri peones fasciogrilloleghisti

Non possiamo e non dobbiamo essere indifferenti di fronte allo schifo ed al degrado umano e culturale del governo fasciogrilloleghista e di chi lo sostiene.

Se ci penso, e dobbiamo pensarci tutti, i toni e le modalità con cui Salvini e Di Maio, di sponda, commentano i disastri del Mediterraneo di questi giorni sono davvero vomitevoli, indegni del genere umano, sciacallaggio puro ed incosciente.

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