Vladimir Nabokov ed il gioco degli scacchi

“Realizzare un problema di scacchi è un’arte bellissima”, affermava Vladimir Nabokov, autore tra gli altri del celeberrimo “Lolita”: il 2 luglio ricorre il quarantesimo della scomparsa dello scrittore, avvenuta nel 1977. Nabokov era un grande appassionato di scacchi: alla partita viva preferiva però la realizzazione dei “problemi” [1]; non disputò mai tornei o gare ufficiali, ma ebbe però occasione di giocare con Sergey Prokofiev, il celebre pianista e compositore, e sembra anche con Humphrey Bogart, il famoso attore che in gioventù era così bravo da procurarsi da vivere giocando a scacchi.

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Un problema per Mac, di Enrique Vila-Matas [Feltrinelli 2019]

Da quando è rimasto senza lavoro, Mac, ex imprenditore nel settore edilizio, decide di sfruttare la sua passione di lettore onnivoro e scrivere un romanzo. Ma non deve essere un romanzo come tanti altri, deve essere un falso: “che possa sembrare postumo e incompiuto mentre in realtà sarebbe del tutto concluso”.

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La parte inventata, di Rodrigo Fresàn [LiberAria 2019]

Il Ragazzo e La Ragazza hanno un compito molto difficile: provare a raccontare la biografia de Lo Scrittore, fin da quando era Il Bambino, con un docu-film cercando di vincere le difficoltà della gelosissima sorella Penelope, nominatasi a dispetto di ogni designazione voluta dal fratello, sua “erede” e manager. Il Ragazzo ha accettato perché così avrebbe potuto lavorare con La Ragazza, nipote del proprietario della casa editrice e grande fan de Lo Scrittore: lei incarna i suoi sogni erotici, quelli puri dell’adolescenza che oramai non c’è più. Ma mai avrebbe immaginato di trovarsi intricato in un’esperienza così totalizzante.

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