Si guida con virtù e con morale

(II.) III. Il Maestro disse: «Se si guida con le leggi e si mantiene l’ordine con i gastighi, il popolo si asterrà dalla colpa, ma non avrà coscienza[1] alcuna; se si guida con la virtù e si mantiene l’ordine per mezzo della morale, il popolo, allora, avrà coscienza e raggiungerà».[2]


[1] La coscienza del popolo non sarà coltivata, perchè si ribellerà.

[2] Il bene. Il concetto è che la coscienza del popolo si guida più con i buoni esempi di virtù e di morale che non inasprendola col rigore di una legge, nel violare la quale, il popolo perde tutto ciò che ha d’innata rettitudine: non si può coltivare la coscienza del popolo sforzandola dall’alto, ma venendo in contatto con essa per via di virtù.


opera di riferimento:
I dialoghi di Confucio / a cura di Alberto Castellani. – Rist. anast. – Firenze : Sansoni, 1984. – XXX, 196 p. ; 16 cm. (da LiberLiber)
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[ I Dialoghi scritti tra il V e il III secolo A.C. (ma la redazione attuale è del II secolo d.C.) sono tutt’oggi opera che grandemente influenza la cultura cinese e dell’Asia orientale. Questa prima traduzione italiana è opera di Alberto Castellani (1884-1932) sinologo tra i più importanti a livello europeo.]